Giornate in campagna, scandite dal tempo delle stagioni; abitudini e storie raccontate da Etain Addey. Noi le condividiamo, mese per mese.

"Piovono vecchiette e rametti" di dice nel Galles quando piove tanto, "mae h'in bwrw hen wragedd a ffy", e sì che i Gallesi se ne intendono di pioggia e hanno una quarantina di parole nella lingua celtina per descriverla. Questa connessione fra donne e rametti mi ricorda che i Nativi americani chiamano i rametti "legname da donna" perché è quello che si usa per cucinare. Difatti, per far bollire l'acqua, è la legna piccola che ci vuole, e in grandi quantità, perché con i ciocchi grossi non si raggiungerebbe mai la temperatura necessaria. Ora che cuciniamo tutto l'anno con la legna, invece che solo d'inverno, questo lavoro delle fascine è raddoppiato e sono quasi sempre le donne che lo fanno... perché è un lavoro lungo di pazienza che per sua natura invita al racconto.

Questo autunno eravamo un bel gruppo di donne sul campo di sopra, dove Jesse aveva pulito il pascolo dalle ginestre e dai ginepri. Eravamo cinque donne attorno ai mucchi di rami a far fascine. Due dei loro racconti mi sono rimasti particolarmente impressi. Ogni storia ne richiama alla mente un'altra, ramificandosi come alberi; la storia di Isabella uscì da una mattinata in cui ci si raccontava le esperienze più imbarazzanti della vita e fu acclamata da tutte come l'esperienza più mortificante per eccellenza.

"Ero sposata da poco e abitavamo in mezzo ai fens", cominciò Isabella. I fens sono una zona paludosa nell'est dell'Inghilterra, un luogo sperduto dagli orizzonti lontani, con pochi paesi sparsi per una campagna vastissima. "Mi era nato il primo figlio Damien, aveva solo cinque mesi, ancora lo allattavo e avevo tantissimo latte. Stavo tutto il giorno sola con il bimbo senza potermi muovere, se non a piedi, perché mio marito prendeva la macchina e andava a lavorare sulla costa. Quindi se mi mancava qualcosa in casa, dovevo farne a meno. Un giorno mi venne a trovare, a sopresa, mia suocera per prendere un caffè. Questa vecchia già non mi poteva tanto vedere, essendo convinta che io fossi una hippy e una poco di buono, che non meritava di aver sposato suo figlio." E bisogna dire che Isabella è una donna molto bella che effettivamente ha un che di zingaresco, coperta com'è di braccialetti e collane: sicuramente non fu, da giovane, la nuora ideale. "Io la feci accomodare in salotto, scusandomi del caos, e corsi in cucina a fare il caffè. Speravo che lei non mi seguisse anche in cucina perché la confusione era anche peggiore. Mi misi a fare il caffè e quando fu pronto, lo versai in due tazze e aprì il frigorifero per prendere il latte. Oddio! Non c'era più un goccio di latte! Mia suocera non avrebbe mai bevuto il caffè senza latte e il primo negozio era a otto chilometri di strada. La vecchia avrebbe sicuramente aggiunto all'elenco dei miei difetti quello di essere una casalinga incapace! Mentre stavo in piedi davanti alla tavola della cucina con le due tazze di caffè nero, mi resi conto che la soluzione era lì a portata di mano. Gocciolavo latte da entrambi i seni come spesso capita alle donne che allattano. Fu un attimo: tirai su la maglietta e spruzzai il latte fresco nella prima tazza. In quel preciso momento, la porta della cucina si aprì e comparve la suocera sulla soglia. Cosa potevo dire? Non c'erano spiegazioni possibili. E difatti, con un 'espressione di disgusto oltraggiato, la vecchia girò su se stessa e uscì dalla cucina e dalla casa. E non la vidi mai più!".

Le donne, ferme e con i rametti in mano, concordarono che c'era da sudare freddo solo a pensare a quel momento, ma perché, in fondo, non andava bene il latte fresco di mamma al posto del latte UHT della mucca? Partendo da questo esempio di creatività femminile, un'altra donna della comitiva, Vera, ci raccontò una drammatica esperienza vissuta da piccola nelle campagne dell'Oklahoma. Vera sembrava una vecchia pioniera, e difatti aveva 78 anni ed era cresciuta nella vita dura di podere.

"Tutto questo è successo quando io avevo otto anni, quindi erano gli anni 30, gli anni della depressione in America. C'era molta miseria, ma la gente stringeva la cinta e andava avanti. Fra i nostri vicini, c'era una donna giovane in un podere, che distava dal nostro forse mezzo chilometro, che soffriva tanto. Il marito si ubriacava tutte le sere e, tornato a casa, la menava violentemente prima di addormentarsi. Avevano una figlia di quattro anni e sentivo mia madre e le sorelle che dicevano che era dal primo giorno di matrimonio che lui si comportava così. Tutta la comunità era in pena per questa donna sempre piena di lividi, ma la vita era dura per tutti e ognuno pensava a tirare avanti. Poi, una mattina, ci fu una notizia sconvolgente. Io ero piccola, non mi volevano raccontare cosa era successo, ma la storia era troppo strana perché alla fine non venissi a conoscerne i particolari. Insomma, questa donna, che aveva sopportato nella sua solitudine una vita infernale per tanti anni, si era finalmente ribellata. Dopo aver governato gli animali del podere, accudito e messo a letto la figlia, e preparato la cena, aveva steso sul letto matrimoniale sei lenzuola. Il marito era tornato a casa dal paese dove aveva bevuto, aveva cenato e, ubriaco come sempre, aveva riempito la moglie di botte, dopodiché era stramazzato sil letto privo di sensi. Allora lei, con calma, lo aveva arrotolato dentro il primo lenzuolo e, presi l'ago e il filo, lo aveva cucito dentro dalla testa ai piedi. Poi lo aveva arrotolato dentro il secondo lenzuolo ripetendo l'operazione. Cosa pensava mentre cuciva? Ci vogliono lunghi minuti per cucire a mano la lunghezza di un lenzuolo! E se il marito si fosse svegliato? Quando ebbe finito di cucire il marito dentro tutti e sei i lenzuoli, andò in cucina e prese la grande padella di ferro che, nell'America rurale di allora, serviva per fare la prima colazione di fagioli e cotiche. Tornò nella camera da letto dove il marito era invisibile ormai nel suo sudario e fracassò con un colpo solo la testa al suo aguzzino. Ci deve aver messo tutta la rabbia accumulata in quei cinque anni. Poi prese la figlia e scomparve nella notte".
La vecchia guardò il cerchio di donne sbigottite e concluse la storia: "Lo sceriffo neanche la cercò".

I rametti sono piccoli, "legname da donna", ma sono quelli che fanno il fuoco più scottante!


Kashmir, luglio 2015. Un gruppo di ragazze torna a casa dopo aver raccolto della legna in una foresta (Epa/Khan)

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