Il prodigio dei fiori

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domenica, marzo 2

Il prodigio dei fiori


"Solo il fiore che lasci sulla pianta è tuo."
Aldo Capitini

Sembrerebbe ancora presto per parlare di fiori, eppure in giardino ne sono spuntati un po’ qui un po’ lì… tra le margherite e le violette, narcisi! L’anno scorso non c’erano, forse sono il dono di qualche uccellino o del vento. Osservando questo spettacolo da diversi giorni, proseguiamo oggi, in questa uggiosa prima domenica di marzo, le “lezioni di botanica”.

I fiori sono di per sé un regno prodigioso, e per molti la cosa più perfetta e più bella che le piante riescano a produrre. Prima di poter fiorire le piante devono aver formato foglie verdi e steli, fintanto che la crescita sembra esser giunta al termine. Ad osservar bene ci si accorge invece che dentro quei verdi germogli si cela ancora qualcosa: si stanno formando le gemme! Tutto avviene in silenzio, quasi in segreto, forse solo gli uccellini che cinguettano allegri e gli amici del sottosuolo lo sanno. All’inizio la gemma è circondata dai sepali, le foglioline verdi che formano il calice; essa si ingrossa e prende forma finché giunge il momento indescrivibile in cui il fiore sboccia: per quanto sia un fenomeno ben noto, ogni volta è una sorpresa, ogni volta… è la prima volta!
Davanti al grande prodigio del fiore che sboccia ci si chiede: chi è l’artista di un tale capolavoro? Forse la terra, umida e scura? Sono i fiori, la parte più fragile e delicata della pianta, creature del calore del sole? I loro colori, come dimostra l’arcobaleno, non sorgono forse dalla luce? I fiori sembrano fiamme cresciute sullo stelo, fiamme che non riscaldano e non illuminano e tuttavia prodotte dalla luce e dal calore. Ecco perché la pianta verde ha dovuto frenare per un attimo la sua crescita: se avesse semplicemente continuato a crescere, il sole non avrebbe potuto trasformarla in tal modo. È come se dalla piante fosse nata una seconda piantina più delicata e più bella, appunto, il fiore, la cui forma, ora stellata, ora radiante, mostra che in gioco vi sono forze celesti.

La struttura del fiore
La struttura del fiore è regolata da un rigido insieme di leggi, per il quale la natura non tollera eccezioni. Non vi è fiore, ad esempio, che non abbia il pistillo al centro e gli stami disposti tutti intorno. Questo perché il pistillo è la continuazione del peduncolo all’interno del fiore. Ci sono alcuni fiori che hanno più di un pistillo, come la Rosa di Natale che ne ha cinque e la Calta Palustre che ne ha persino di più.
Stami e pistilli sono la parte più importante e più delicata del fiore: essi sono destinati a generare i semi. Il pistillo è la parte femminile del fiore, ed è formato da un tubicino più o meno lungo, detto stilo, che in alto si allarga a formare una specie di ombrellino, chiamato stimma. Alla base del pistillo si trovano gli ovari, piccole cavità in cui il polline penetra attraverso lo stimma e lo stilo affinché si verifichi la fecondazione; in questo modo, sotto l’influsso del sole, si formano i semi. Se il fiore non venisse impollinato i semi non potrebbero maturare. Il pistillo quindi allunga lo stimma in cerca del polline che insetti e vento gli portano da un altro fiore. In alcune piante si trovano fiori maschili che contengono solo gli stami, in altre fiori femminili che contengono solo i pistilli. Inoltre, stami e pistilli possono assumere forme diverse; in particolare il pistillo si adatta a ricevere il polline. Stami e pistilli costituiscono dunque la parte interna del fiore; essi sono circondati dal perianzio, formato dai petali e dai sepali. In molti fiori il perianzio è formato da una corolla di petali, spesso variopinta e profumata, a sua volta circondata da un calice di sepali, generalmente verde e poco appariscente.
Osservando il perianzio con maggiore attenzione, scopriamo - e dire con meraviglia a questo punto sembra ovvio! - che in ogni fiore è iscritta una stella. Nelle nostre piante da fiore si presenta per lo più la stella a cinque punte - rosa, fragola, melo, ranuncolo, garofano, nontiscordardimé, patata - o a sei punte - tulipano, giglio, narciso, bucaneve. Anche se le singole parti assumono di volta in volta la forma di piccole campanelle, di calici, di corolle o altro, ed è difficile distinguerle una per una, pure dalle punte dei lembi si può riconoscere quante erano in realtà le foglie e alla fine si ritrova la stella. Persino i fiori le cui parti assumono forme irregolari o strane tanto da somigliare ad animali si basano sulla stella. Sono dunque i fiori, che ci mostrano così tante possibili varianti, lo specchio del firmamento?
I naturalisti classificano i fiori secondo la loro forma vista dall’alto: al centro si vede il pistillo in sezione e le celle dell’ovario con la posizione dei semi. Intorno al pistillo si vede come sono disposti gli stami e quanti sono. In tale proiezione orizzontale del fiore sono compresi anche i petali e i sepali, indicati soltanto come righe sottili; si nota chiaramente che le parti del fiore sono disposte a cerchio, sempre con un petalo alternato ad un sepalo.
Per il botanico è importante sapere quanti sepali, petali e stami ha un fiore e come è formato il pistillo, giacché è in base a questi elementi che egli suddivide le piante e ne riconosce le affinità.
Tuttavia, se vogliamo andare più a fondo dobbiamo domandarci da che cosa abbia origine questa legge che governa le piante. Non è possibile che emani dalla terra perché le radici stesse ci dimostrano che essa non ha in sé questo ordine ammirevole. Alzando gli occhi verso il cielo stellato vediamo i modelli a cui i fiori si sono ispirati. Come in cielo abbiamo un luminoso firmamento di stelle, così sulla terra abbiamo prati e giardini pieni di fiori.

Ora goditi queste meravigliose fotografie, gentilmente concesse da Jessica Aldeghi
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