• Quando l'occhio si fa opaco...

    "Lascia che il cibo sia la tua medicina" Ippocrate

    Oltre alla vitamina green, la Natura offre gustosi aiuti per la cura dei nostri occhi! Scopriamo allora come prevenire e rallentare la cataratta con un'alimentazione sana ed equilibrata con un articolo di Catia Trevisani, medico e direttrice della Scuola Italiana di Medicina Olistica.
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    Gli antichi greci pensavano che fosse dovuta ad un umore opaco dal cervello scendeva giù nell'occhio, da qui il termine catarrégnumi, che significa appunto "scendere giù". Solo nel Quattrocento, Gentile da Foligno ipotizzò che si trattava di un'alterazione del cristallino, così come trecento anni più tardi fu dimostrato da Michele Birsenau. Oggi, con il nome di cataratta, si indicano i disturbi di opacità del cristallino che possono avere origini e motivi diversi.

    Le cause
    La cataratta può essere causata da un'alterazione nel metabolismo degli zuccheri (diabete e galattosemia) o essere legata all'età (cataratta senile). Produce graduale riduzione della vista fino alla cecità. È stata correlata all'incapacità del cristallino, la "lente" del sistema ottico, di mantenere una normale concentrazione di ioni sodio, potassio e calcio al suo interno per riduzione dell'attività di un enzima (Na-K ATPasi), difetto dovuto ai radicali liberi.
    Il cristallino, come molti altri tessuti del nostro organismo, dispone normalmente di livelli adeguati di sostanze antiossidanti che gli consentono di mantenere la sua trasparenza, ma nel momento in cui queste sono carenti si opacizza. In sintesi, nei soggetti che soffrono di cataratta i normali meccanismi protettivi del cristallino non sono in grado di prevenire il danno da radicali liberi.

    "Spazzini" di radicali liberi
    La vitamina C, importante antiossidante, arresta la progressione della cataratta e in alcuni casi può migliorare la vista. Studi più o meno recenti hanno dimostrato che il contenuto di selenio del cristallino nei soggetti che soffrono di cataratta corrisponde al 15% dei livelli normali; il suo contenuto è molto ridotto anche nell'umor acqueo oculare dei soggetti con questa patologia.
    Anche un deficit di riboflavina e zinco aumentano la formazione della cataratta, mentre il beta-carotene agisce come un filtro, proteggendo contro i danni provocati dalla luce al cristallino: quest'ultimo è un importante "spazzino" del radicale libero ossigeno, così come la melatonina.
    Altro fattore è la presenza di un'eccessiva concentrazione di metalli pesanti, in particolare cadmio, bromo, cobalto e nichel, nel cristallino dei soggetti anziani che soffrono di questa patologia.

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    da Lucia a alimentazione@maninellaterra.org
    Meno grassi, più verdure
    Molto ricerche dimostrano l'importanza dell'alimentazione rispetto all'invecchiamento del cristallino. La cataratta è più frequente nei soggetti la cui dieta comprende un elevato apporto di grassi e di sale, mentre i vegetali hanno un'azione protettiva. Dunque occorre evitare o ridurre il consumo di latte vaccino, formaggi, creme, burro, carni grassi e insaccati. È fondamentale l'apporto di sostanze antiossidanti, vitamine e minerali contenute in verdura, frutta, semi, una piccola quantità di alghe oltre a legumi e cereali integrali biologici. [leggi a proposito: Dr. T. Colin Campbell]
    In particolare centrifughe di carote biologiche possono assicurare un buon apporto di beta-carotene. Un buon apporto di vitamina C è offerto da agrumi e kiwi, di zinco dai semi, di selenio da lievito di birra, aglio, cipolla e cereali integrali. Di grande interesse è anche la vitamina E, proprio per la capacità di potenziare l'azione del selenio: ne è particolarmente ricco l'olio di germe di grano; mentre moreuva, come frutto o succo concentrato, grazie all'elevato contenuto di flavonoidi svolgono un efficace effetto protettivo sul cristallino.

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    Attenzione a reni e fegato
    Per la medicina tradizionale cinese i tessuti duri, come il cristallino e le ossa, sono correlati ai reni e gli occhi risentono particolarmente della condizione del fegato. La cataratta è dovuta per lo più ad un deficit di yin di rene, tipico dell'anziano. I sintomi che l'accompagnano sono occhi secchi, dolore o pesantezza lombare, stanchezza, bocca secca soprattutto la notte, talora sudorazione notturna, insonnia, stitichezza. Quando si abbina un deficit di yin di fegato si aggiungono formicolii agli arti, unghie fragili, talora capogiri. A volte il deficit di yin riguarda anche il cuore e allora si abbinano palpitazione e ansia. Per il deficit di yin di rene si consiglia il sesamo non tostato, almeno un cucchiaio raso al giorno e il frutto del lici (Litchi chinensis, frutto cinese), particolarmente efficace sui disturbi oculari (una volta sbucciato ha un aspetto che per analogia ricorda l'occhio). Vanno evitati gli zuccheri in eccesso, soprattutto se raffinati, il caffè e l'alcol se non in forma occasionale. La curcuma ha un ottimo effetto sul fegato e di conseguenza sulla vista, mentre l'olio di germe di grano agisce particolarmente sul cuore.
    Meno frequentemente alla base della cataratta vi è un deficit di stomaco e milza. In questo caso la patologia si accompagna ad appetito scarso, stanchezza, gonfiore addominale, feci molli. Si consigliano allora i mochi, panetto di riso dolce che tonifica la milza e verdure cotte in maggiore quantità rispetto a quelle crude. In questi casi è bene eliminare anche i cibi troppo freddi e umidi (latte vaccino e derivati, gelati) e gli zuccheri raffinati; si consiglia la barbabietola rossa e si raccomandano i cereali.

    Importante la prevenzione
    Nel caso di una significativa riduzione della vista, la rimozione della cataratta e l'impianto del cristallino è, ad oggi, la migliore soluzione offerta dalla medicina convenzionale. L'alimentazione è fondamentale per la prevenzione e per arrestare il progredire della patologia in fase iniziale.
    In tutti i fenomeni relativi all'invecchiamento, un'alimentazione corretta ed equilibrata può modificare radicalmente lo stato di salute, salvaguardando l'età biologica dell'organismo.



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