Scienziato intento a comprendere gli ecosistemi globali e a studiarne i sistemi ambientali complessi, Jonathan Foley, Ph.D., ha dedicato la sua carriera ad esaminare e trovare soluzioni per la sfida più grande del nostro secolo: nutrire una popolazione in costante crescita, proteggendo allo stesso tempo il nostro pianeta per questa e le future generazioni. Sono queste le parole che hanno accompagnato il premio Heinz per l'ambiente, ricevuto dal Dr. Jonathan Foley a febbraio 2014.
Qualche anno prima, precisamente nell'ottobre 2010, il Dr. Foley aveva tenuto una presentazione in cui esponeva gli impatti ambientali dell'agricoltura moderna, prevedendo come questi impatti sarebbero aumentati giacché la popolazione si appresta a raggiungere i 9 miliardi (nel 2050, stime ONU).
Malauguratamente, Foley afferma che con l'aumento della popolazione e l'aumento della ricchezza nei paesi in via di sviluppo, che imitano sempre più gli stili di vita non sostenibili dei paesi sviluppati, entro la fine di questo secolo la produzione agricola globale sarà raddoppiata. Ma, per come viene attualmente praticata, questo non sarà possibile senza degenerare in una catastrofe ambientale.
Foley dimostra, attraverso le sue ricerche, che i metodi agricoli attuali non sono sostenibili e che gli impatti ambientali di un'agricoltura che non tiene conto da un punto di vista realmente pratico della perdita di suolo fertile e di biodiversità, e nello stesso tempo dipende da fonti energetiche esterne,  sia forse più grave dei cambiamenti climatici, di cui tutti parlo e che tutti temono. I due problemi sono, naturalmente, molto connessi. [a questo proposito ti ricordiamo il documentario "Un Equilibrio Delicato"].
Verso la fine della sua conferenza Foley parla delle possibilità di riformare l'agricoltura moderna e la necessità di farlo in un modo che soddisfi tanto le esigenze alimentari quanto le esigenze ambientali. La sua soluzione è un miscuglio di idee-non-così-nuove come l'agricoltura biologica e i cibi locali, sussidi per il commercio e proposte di legge sulla coltivazione (cita anche gli OGM sui quali facendo un po' di ricerca sembra si dichiari neutrale...). Egli chiama la combinazione di queste idee "Terraculture."
È un peccato che Foley non conosca o trascuri la "permacultura", un chiaro esempio applicato in diverse parti del mondo di agricoltura sostenibile... e non solo! Infatti, diversamente dall'ida di "Terraculture", la Permacultura riguarda anche l'architettura, l'educazione, il rispetto e la dignità... e puoi continuare a leggere QUI.
Per il momento ti invitiamo a guardare la conferenza (con i sottotitoli in italiano) e a riflettere su cosa puoi fare tu. Potrebbe sembrare ingenuo pensare che questa sfida sia di tutti, ma è certamente più ingenuo pensare che possa essere affrontata e poi superata senza che vi siano significativi cambiamenti dello stile di vita in entrambi i paesi sviluppati e in via di sviluppo, a partire da casa tua.






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