2015. Che vuol dire? Ancora non lo sappiamo! È proprio l’incertezza del nuovo anno che ci fa entusiasmare per tutto quello che possiamo fare, scegliere, conoscere. L’unica cosa certa è il momento presente in cui ognuno di noi È.
Le festività natalizie, che oggi giungono a compimento, servono a questo: fare una retrospettiva, accettare tutto quanto è stato, ricordarsi, e poi abbracciare la vita che torna nuovamente a manifestarsi.
La retrospettiva è una revisione degli eventi e dei pensieri che va compiuta in senso inverso allo scorrere del tempo, ossia cercando di rivedere tutto il nostro vissuto, dall’ultimo momento a quello immediatamente precedente e così via. Rivedere, senza giudizio alcuno, senza attaccamento alcuno; dunque è consigliato non soffermarsi più di qualche secondo su un evento. In questo modo si sviluppa anche l'autosservazione e ci si libera dalle abitudini consolidate.
Non sto qui dichiarando che le abitudini siano catene. Eventualmente, bisognerebbe comprendere la differenza tra abitudine e ritmo, ad esempio, ma non voglio divagare troppo. Le abitudini consolidate sono azioni e/o parole a cui la nostra personalità è legata al punto da riconoscersi in esse e non nel proprio sentire, ancor meglio nel proprio sé. Va certamente bene alzarsi al mattino e compiere le stesse azioni, ma chi ha detto che dobbiamo lavarci i denti sempre con la mano destra? Bastano veramente piccoli accorgimenti e poi sarà persino più divertente. Piccoli accorgimenti che è necessario accompagnino la nostra quotidianità, perché la cronaca, la crisi, la politica continuano a ripetersi. Così, possiamo rimanere con i piedi per terra, persino immersi in tutta questa realtà... senza però esserne ipnotizzati!
Ma aspetta un attimo, siamo ora ad “accettare tutto quanto è stato”. Il motivo è nella frase stessa: è stato. Qualunque cosa abbiamo fatto o ci è accaduta, nel bene e nel male, è parte di noi; se vogliamo manifestare l’amore per noi stessi dobbiamo essere grati al nostro vissuto. Due se. Il primo è quello appena scritto: "se vogliamo manifestare l’amore per noi stessi”. Nel caso tale affermazione ti dia noia, giacché in fondo stiamo parlando di autoeducazione, ti metto semplicemente a conoscenza di queste parole di Rudolf Steiner, condivise da tutti gli educatori che operano seguendone il metodo (me compresa!): “Ci sono soltanto tre modi efficaci per educare: con la paura, con l’ambizione, con l’amore. Noi rinunciamo ai primi due.” Ed ecco il secondo. Se in alto avessi scritto “essere grati per tutto quanto è stato” solo la metà di chi legge sarebbe probabilmente andata avanti, perché questo sentimento a molti ancora fa storcere il naso. "Come faccio a essere grato per quel deficiente che mi è venuto addosso distruggendomi la macchina?" Compiuta la retrospettiva questo pensiero non esiste più! "Si vabbè facile a dirsi…", tu FALLO! poi se vuoi ne riparliamo.
Ricordarsi. Non mi sto ripetendo; il ricordo è parte della retrospettiva ma questa volta ci vede coinvolti emotivamente. Prendi allora queste emozioni - dai scegli le belle! - portale con te e abbraccia la vita che si manifesta. Quando? OGGI, ora, in questo momento. Non solo perché è l’Epifania, ma perché, e qui sì che mi ripeto, è l’unica cosa certa!

Brindiamo dunque all'istante presente augurandoci una splendente vita!
Grazie per essere qui,
Emanuela



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