secondo incontro (se non l'hai letto, leggi il primo incontro)

All'inizio del secondo incontro, il vertice dell'OUS domandò ai partecipanti quali soluzioni proponessero, per contenere il tasso di cesarei e di interventi ostetrici. Il medico ostetrico presentò un progetto per misurare l'efficacia di una strategia multi-articolata per la valutazione della pertinenza delle indicazioni per un cesareo. Nessuno vi prestò attenzione. Un giovane medico appena laureato parlò della necessità di aggiornare i corsi di laurea in medicina e ostetricia. Il direttore della Scuola di Ostetricia replicò immediatamente, affermando che in tutto il mondo vi sono stati diversi tentativi di rinnovare la formazione delle ostetriche e dei medici, inclusi i medici specialisti, senza alcun effetto positivo sugli esiti del parto. Diversi partecipanti suggerirono un incentivo economico per abbassare il tasso di interventi ostetrici. Il vertice dell'OUS prese la parola, per puntualizzare che questa soluzione era stata già tentata in svariati paesi, senza successo, e che, inoltre, il tasso di cesarei stavano aumentando dappertutto a prescindere dal tipo di sistema sanitario: pertanto andrebbero presi in considerazione altri fattori. Aggiunse che si correrebbe il rischio di aumentare l'incidenza di parti per via vaginale lunghi e difficili e l'abuso di sostituti farmacologici degli ormoni naturali. Sarebbe un effetto inaccettabile, in un'epoca in cui il cesareo è divenuta un'operazione talmente semplice e rapida. La priorità dovrebbe essere prima di tutto quella di cercare di rendere il parto il più facile possibile, allo scopo di ridurre la necessità di interventi ostetrici in generale.

photo by Tatyana Tomsickova
In modo del tutto inaspettato, la discussione si sviluppò una nuova direzione quando prese la parola, per la prima volta, una neurofisiologa, nota a livello internazionale per le sue ricerche sul comportamento della mantide religiosa. Ella spiegò che, mettendo a confronto le sue ricerche con la sua esperienza personale di madre, aveva acquisito una comprensione chiara dei bisogni di base della donna quando partorisce. In linea generale, disse, i messaggi inviati dal sistema nervoso centrale alle zone genitali sono di tipo inibitorio. Aveva compreso questa semplice regola studiando il comportamento della mantide religiosa durante l'accoppiamento. Al momento della copula, la femmina spesso divora la testa del maschio, una maniera alquanto radicale di eliminare ogni messaggio inibitorio! A quel punto, l'attività sessuale del maschio diviene molto più intensa e aumenta la probabilità di concepire una discendenza. Quella ricercatrice aveva compreso che l'effetto inibitorio del sistema nervoso centrale in tutti gli eventi della vita sessuale è una regola generale. In molte occasioni aveva potuto confermare questa regola e, guarda caso, aveva compreso tutto ciò ancora meglio dopo aver partorito il primogenito. La neurofisiologa era convinta che il motivo principale per cui quella nascita era stata così facile e veloce andava cercato nella riduzione della sua attività neocorticale. Ne approfittò per ricordare che l'essere umano è caratterizzato da uno sviluppo enorme di quella parte del sistema nervoso centrale denominata neocorteccia. La sua neocorteccia, senza dubbio, si era messa completamente a riposo quando era iniziato il travaglio vero e proprio, visto che aveva completamente dimenticato molti dettagli del luogo in cui aveva partorito. Ricordava vagamente che si trovava in un luogo piuttosto buio e che non c'era nessuno accanto a lei, eccetto un'ostetrica seduta in un angolo a sferruzzare. Ricordava, inoltre, di aver vomitato a un certo punto del travaglio, ma l'ostetrica le disse soltanto: "È successo anche a me, quando è nato mio figlio, è normale". Anche se non lo ricorda con grande precisione, è convinta che quel commento discreto, espresso sottovoce da una voce materna, avesse favorito il progredire del parto. Si era sentita completamente al sicuro assieme a quella donna materna, calma ed esperta. A posteriori, ora si rende conto che in quel contesto tutte le condizioni adatte a una riduzione dell'attività della neocorteccia erano state soddisfatte. Si era potuta sentire al sicuro, senza sentirsi osservata, in un ambiente poco illuminato e silenzioso. Di conseguenza, dopo aver integrato ciò che aveva appreso come neurobiologa con quello che aveva appreso in qualità di madre, il suo suggerimento era di rimettere in discussione i criteri utilizzati per selezionare le future ostetriche. In un futuro, per essere ammesse a una Scuola di Ostetricia, sarà necessario aver partorito senza alcun intervento medico, conservando un ricordo piacevole dell'esperienza vissuta.
Di fronte a questa proposta, il medico ostetrico si trovava visibilmente a disagio e protestava, affermando di aver lavorato assieme a ostetriche meravigliose, pur non essendo madri. La direttrice della Scuola di Ostetricia replicò che tutti conoscono brave ostetriche senza figli, tuttavia lei aveva il dovere di garantire che le ostetriche diplomate presso la sua Scuola siano tutte accomunate da una predisposizione caratteriale: quella di saper stare accanto a una partoriente disturbando il meno possibile il decorso del travaglio. Per questo motivo, non potrebbe immaginarsi un criterio migliore di quello suggerito dalla neurofisiologa. Dato che la proposta non poteva essere affatto considerata politicamente corretta, quasi tutti i presenti valutarono su piè pari che poteva essere accettata a Utopia.
A quel punto si levò una voce maschile da un angolo della sala. Era il giovane tecnico incaricato della registrazione dell'incontro: "Considerato che non ne so nulla di questi argomenti, posso porre una domanda ingenua? Cosa succederebbe se anche un medico, per intraprendere la specializzazione in ostetricia, dovesse avere un'esperienza personale positiva di parto, senza alcun intervento medico?"
La sua domanda fu seguita da un'indimenticabile ovazione entusiastica, come se tutti si ritrovassero nella medesima situazione di Archimede quando esclamò 'Eureka!'. A tutti i partecipanti apparve evidente che un simile progetto era abbastanza irrealistico da poter essere adottato nel paese di Utopia immediatamente, senza ulteriori discussioni.
Venne nominato subito un comitato con il compito di organizzare un periodo di transizione della durata di 15 anni.
Il periodo di transizione si è concluso nel 2024 e, oggi, nel gennaio del 2031, siamo in grado di fornire dati statistici affidabili. Si tratta di dati impressionanti. Il tasso di mortalità perinatale è estremamente basso, pari a quello di tutti gli altri paesi con un simile standard di vita. Il tasso di trasferimento nelle unità pediatriche neonatali è diminuito drasticamente. Negli ultimi quattro anni, non c'è stato un solo caso di uso del forcipe. Dato che la priorità è quella di evitare parti lunghi e difficili per via vaginale, il ricorso alla ventosa o ai farmaci è diventato eccezionalmente raro. Ciò che è ancora più importante, il tasso di cesarei è pari un terzo di quello riscontrato nel periodo di transizione. Il tasso di allattamento al seno a sei mesi d'età supera il 90%. Un pedopsichiatra ha già riportato che l'autismo è meno diffuso che in passato. Se il famoso filosofo – il saggio della comunità – fosse ancora vivo, potrebbe dichiarare che, ora, nel paese di Utopia, la maggior parte delle donne danno alla luce sia il bambino che la placenta grazie al rilascio di un 'cocktail di ormoni dell'amore'.
Il nuovo vertice dell'OUS e varie commissioni stanno stilando comunicati stampa da inviare a tutti canali mediatici internazionali. È stato indetto un concorso, per trovare uno slogan di 5 parole, adatto a diffondere rapidamente in tutto il mondo, in modo conciso e efficace, l'importante messaggio. Ecco lo slogan prescelto: solo Utopia può salvare l’umanità!

 Traduzione di Clara Scropetta


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