Mani nella Terra

Where the Sun Shines!

Mani nella Terra

Mani nella Terra è un'intenzione che in questi anni ha preso molte forme. Nasce con la traduzione del documentario "Water, the great mistery" e diviene un blog di informazione. Dal 2012 si fa promotrice di corsi ed incontri sulla permacultura, dunque progettazione, agricoltura, bioedilizia, fitodepurazione, alimentazione, ecc. Nel 2016 si dedica a consolidare le relazioni e nel 2017 mette definitivamente le radici in Sabina, a circa 50km da Roma Nord. Qui inizia il progetto CASA...

Me

Emanuela

"Fare della Terra un Paradiso richiede azione concreta e consapevolezza della nostra responsabilità come custodi." Mani nella Terra, in costante divenire, si manifesta nella persona di Emanuela, che svolge la sua principale attività presso la Libera Scuola Janua, a Roma.
Maestra, dunque, e amante della Natura, vive attualmente con quattro coccolosissimi cani e un gatto: Seiver, Tao, Betty Bim Bam, Mellow, Kyto.

  • emanuela@maninellaterra.org

"Per la Scienza iniziatica, la luce è uno spirito vivo, cosciente, attivo. Direte che l’irradiamento solare non è uno spirito, ma un fenomeno materiale che i fisici hanno studiato molto attentamente. Sì, ma la luce del sole non è che la manifestazione sul piano fisico dello Spirito cosmico tramite il quale l’Universo è stato creato. L’Universo è una creazione della Luce. La Luce è uno spirito, è lo Spirito di Dio stesso. Essa ha creato e alimenta la vita, la vita fisica come la vita spirituale. Più gli esseri umani ricevono e assorbono la luce, più la loro anima e il loro spirito si manifestano come intelligenza, amore, potenza. Per questo si utilizza la parola "luce" dandole una dimensione spirituale. Quando di qualcuno si dice che ha la luce, significa che lo spirito si manifesta in lui."
Omraam Mikhaël Aïvanhov

PRODUZIONI CASALINGHE

Emanuela si prodiga tutto l'anno alla trasformazione dei prodotti. È ormai specializzata nella produzione delle composte, del kombucha e del pane, realizzato con pasta madre (di farro o segale). Tramite la rete, è possibile rimediare golosità senza glutine, conserve, saponi naturali e molto altro!
Consegne a Roma e Monterotondo.

MANGIARE e DORMIRE

Chi desidera trascorrere una giornata in campagna, per godersi l'aria fresca, o visitare le meraviglie del territorio sabino, tra cui la vicina Abbazia di Farfa, può venirci a trovare per una bevanda o un pasto vegano.
E se vi piace godere delle stelle, abbiamo a disposizione una camera con letto alla francese e bagno privato con doccia.

CONDIVIDERE

Siamo felici di condividere la nostra casa. Informaci del tuo progetto e personalizzeremo insieme una proposta adeguata.


Tutto il ricavato viene interamente investito nel progetto. I prossimi passi sono: l'impianto di depurazione, la serra, il solare termico legato alla raccolta dell'acqua piovana.

  • Kòsmos uguale Bellezza

    Kòsmos uguale Bellezza

    Nel saggio "Natura" del 1836 Ralph Waldo Emerson dedica un intero capitolo alla Bellezza. Pubblichiamo la traduzione in occasione del contest "Siamo tutti creatori di bellezza".

    Nota: le citazioni sono state dai noi aggiunte.

    III. Bellezza

    Un più nobile bisogno umano è soddisfatto dalla natura, e cioè l'amore della Bellezza. Gli antichi greci chiamavano il mondo kòsmos, bellezza. Tale è la costituzione delle cose, o tale è il potere plastico dell'occhio umano, che le forme primarie, come il cielo, le montagne, gli alberi, gli animali ci danno un piacere in sé e per sé; un piacere che sorge spontaneo dalla forma, dal colore, dal movimento, e dall'insieme. Tutto questo sembra in parte dovuto all'occhio stesso. L'occhio è il migliore degli artisti. Attraverso la mutua azione della sua struttura e delle leggi della luce si produce la prospettiva, che integra ogni massa di oggetti, di qualunque carattere, in un globo ben colorato e sfumato, in modo tale che, mentre i singoli oggetti rimangono insignificanti e non stimolanti, il paesaggio che essi compongono è circolare e simmetrico. E come l'occhio è il migliore compositore, così la luce è il primo dei pittori. Non c'è oggetto così ripugnante che la luce intensa non possa rendere bellissimo. E lo stimolo che essa produce sui sensi, e quella sorta di immensità che essa possiede, come lo spazio e il tempo, rendono gioiosa tutta la materia. Perfino il cadavere ha una sua particolare bellezza. Ma oltre a questa generale grazia diffusa nella natura, quasi tutte le singole forme sono gradevoli all'occhio, come è provato dalle nostre innumerevoli imitazioni di qualcuna di esse, come la ghianda, il chicco d'uva, la pigna, la spiga di grano, l'uovo, le ali e le forme di molti uccelli, l'artiglio del leone, il serpente, la farfalla, le conchiglie marine, le fiamme, le nuvole, i germogli, le foglie e le forme di molti alberi, come la palma. Per meglio considerarli, possiamo distribuire gli aspetti della Bellezza in tre specie.


    1. Innanzitutto, la semplice percezione delle forme naturali è fonte di gioia. L'influenza delle forme e degli effetti naturali è così necessaria all'uomo che, nelle sue funzioni più basse, essa sembra collocarsi al confine tra l'utilità e la bellezza. Per il corpo e per la mente oppressi da un lavoro o da un ambiente nocivo, la natura è un medicinale e ristabilisce il loro tono. L'artigiano, l'avvocato escono dalla confusione dell'ambiente di lavoro e delle strade, vedono il cielo e i boschi, e in questo modo tornano a essere uomini. Nella loro eterna calma, l'uomo trova se stesso. La salute dell'occhio sembra richiedere un orizzonte. Non siamo mai stanchi, fino a quando possiamo vedere abbastanza lontano.
    Ma, in altri momenti, la Natura produce una soddisfazione particolare unicamente attraverso la sua bellezza, e senza che si aggiunga alcun beneficio per il nostro corpo. Ho visto lo spettacolo del mattino dalla cima della collina di fronte alla mia casa, dalle prime luci del giorno al sorgere del sole, con emozioni che un angelo potrebbe condividere. Le lunghe e sottili strisce di nuvole galleggiano come pesci nel mare purpureo di luce. Dalla terra, come una spiaggia, guardo quel mare silenzioso. Mi pare di condividere le sue rapide trasformazioni; l'attivo incanto raggiunge la mia polvere terrena e io mi espando e cospiro con il vento del mattino. Con cbe pochi e ordinari elementi, la natura ci rende simili agli dei! Datemi la salute, datemi l'arco di una giornata, e renderò ridicolo tutto lo sfarzo degli imperatori. L'alba è la mia Assiria; il tramonto e il sorgere della luna la mia Pafo, e inimmaginabili regni di fiaba; il mezzogiorno pieno sarà la mia Inghilterra dei sensi e dell'intelligenza; la notte sarà la mia Germania di mistica filosofia e di sogni.
    Non meno straordinario, se si esclude la nostra minore sensibilità nel pomeriggio, era, a tarda sera, l'incanto di un tramonto di gennaio. Le nuvole dell'occidente si erano divise in tanti fiocchi rosa modulati in tinte di inesprimibile morbidezza, e l'aria aveva tanta vita e dolcezza che era una pena rientrare in casa. Che cosa voleva dire la natura? Non c'era significato nella viva tranquillità della valle dietro il mulino, che Omero e Shakespeare non avrebbero potuto ricreare per me con le parole? Gli alberi senza foglie diventano spire di fiamma nel tramonto, nell'azzurro cupo del cielo a oriente a fare loro da sfondo, e le stelle dei calici morti dei fiori, e ogni stelo appassito e la stoppia ricoperta di brina, danno un contributo alla musica muta.
    Gli abitanti delle città pensano che il paesaggio della campagna sia piacevole solo per metà dell'anno. Io trovo la mia beatitudine nelle bellezze del paesaggio d'inverno, e credo che noi ne siamo toccati come dalle geniali influenze dell'estate. Per l'occhio attento ogni momento dell'anno ha la sua particolare bellezza e, nello stesso campo, contempla, in ogni momento, un quadro che non era mai stato visto prima, e che non sarà visto mai più. I cieli cambiano ogni momento e riflettono la loro gloria o la loro malinconia nelle pianure sottostanti. Lo stato dei raccolti nelle vicine fattorie altera l'aspetto della terra di settimana in settimana. La successione delle piante spontanee nei pascoli e ai bordi delle strade, che rappresenta il silenzioso orologio attraverso cui il tempo mostra le ore dell'estate, renderà percettibili perfino le divisioni del giorno a un acuto osservatore. Le tribù degli uccelli e degli insetti, puntuali al loro tempo come le piante, si inseguono l'un l'altra, e l'anno ha spazio per tutte. Per corsi d'acqua la varietà e ancora più grande. In luglio, quell'azzurra pianta acquatica, che si chiama pontederia, fiorisce in ampi letti nei punti poco profondi del nostro fiume ameno e pullula di gialle farfalle in continuo movimento. L'arte non può emulare questo sfarzo di viola e d'oro. Poiché il fiume è in perpetua festa, e ogni mese vanta un nuovo ornamento.
    Ma questa bellezza della Natura, vista e sentita come bellezza, è la parte minore. Gli spettacoli del giorno, la rugiada del mattino, l'arcobaleno, le montagne, i frutteti in fiore, le stelle, la luce della luna, le ombre nell'acqua ferma, e cose simili, se vengono ricercate con un'eccessiva avidità, diventano meri spettacoli e ci beffano con la loro irrealtà. Esci di casa per vedere la luna, e questa non sarà che un finto luccichio; non ti piacerà come quando la luce della luna splende sul tuo viaggio necessario. Chi potrà afferrare il bagliore di bellezza dei gialli pomeriggi di ottobre? Se ti fai avanti per afferrarla, ecco sparisce; è solo un miraggio: come quando guardi dal finestrino della diligenza.


     “Le linee e le forme sono segni visibili del gesto di Dio.
    Impara a capirle e comprenderai come Dio ha creato il mondo.
    Filippo Brunelleschi


    2. La presenza di un più alto valore, vale a dire di un elemento spirituale, è essenziale per la perfezione della natura. L'alta e divina bellezza che può essere amata senza mollezza, è quella che si trova in combinazione con l'umana volontà e non se ne separa mai. La bellezza è il segno che Dio incide sulla virtù [Plutarco]. Ogni azione naturale è piena di grazia. Ogni atto eroico è anche pieno di decoro e fa risplendere della sua luce i luoghi in cui si manifesta e chi vi assiste. Noi apprendiamo attraverso le grandi azioni che l'universo è la proprietà di ogni individuo che ci vive. Ogni creatura razionale ha tutta la natura per sua dote e proprietà. È sua, se lo vuole. L'uomo può spogliarsi di tutto questo; può ritirarsi in un angolo, e abdicare al suo regno, come fanno molti, ma egli ha diritto al mondo per la costituzione. In proporzione all'energia del suo pensiero e della sua volontà, egli prende il mondo dentro di sé. «Tutte quelle cose per cui gli uomini arano, costruiscono, o navigano, obbediscono alla virtù» [Sallustio], dice un antico storico. «I venti e le onde -, dice Gibbon, - sono sempre dalla parte del miglior navigatore». Così anche il sole e la luna e tutte le stelle del cielo. Quando accade che una nobile azione sia compiuta in uno scenario di grandiosa bellezza naturale; quando Leonida e i suoi trecento martiri impiegano un intero giorno per morire, e la luna e il sole vengono e li guardano una volta nel ripido passo delle Termopili; quando Arnold von Winkelried, sulle alte Alpi, all'ombra della valanga, raccoglie sul suo corpo un fascio di lance austriache per spezzare la linea a vantaggio dei suoi compagni; non sono questi eroi degni di aggiungere la bellezza della scena alla bellezza dell'azione? Quando la nave di Colombo si avvicina alla sponda dell'America, davanti a questa sponda - i seIvaggi in fila, accorsi dalle loro capanne di canna, il mare alle spalle e le montagne viola dell'Arcipelago Indiano intorno - possiamo separare l'uomo dal quadro vivente? Non veste forse il Nuovo Mondo la forma umana con quei boschi di palme e savane come adeguato drappeggio? Sempre la bellezza naturale si insinua come l'aria, e pervade le grandi azioni. Quando Sir Harry Vane fu trascinato sul Tower-Hill, seduto su una slitta, per trovare la morte come campione delle leggi inglesi, uno della folla gridò, rivolto a lui: «Mai avesti seggio più glorioso!». Carlo Il, per intimidire i cittadini di Londra, fece in modo che il patriota Lord Russell fosse condotto in una carrozza aperta, attraverso le principali strade della città, mentre andava al patibolo. «Ma, - come ingenuamente si esprime il suo biografo, - la folla immaginò vedere libertà e virtù assise accanto a lui». In luoghi non ufficiali, tra sordidi oggetti, un atto di virtù o di eroismo sembra improvvisamente attirare a sé il cielo come suo tempio, il sole come sua candela. La Natura tende le sue mani ad abbracciare l'uomo, solo che i pensieri di questi siano di pari grandezza. Volentieri essa segue i suoi passi con la rosa e con la viola, e piega il suo profilo splendido e grazioso ad ornare il figlio amato. Se solo i pensieri di questi sono di eguale portata, la cornice si adatterà al quadro. Un uomo virtuoso è all'unisono con le opere della natura, e costituisce la figura centrale della sfera visibile. Omero, Pindaro, Socrate, Focione si associano bene nella nostra memoria con la geografia e il clima della Grecia. I cieli visibili e la terra simpatizzano con Gesù. Nella vita comune chiunque abbia visto una persona di carattere potente e pronta intelligenza si sarà accorto di come facilmente questi accordi tutte le cose a sé, le persone, le opinioni, e il giorno, e di come la natura possa diventare ancella di un uomo.


     “C'era un pastore un tempo con pensieri sublimi 
    tanto quanto quei monti dove il suo gregge pasceva.

    3. C'è ancora un altro aspetto sotto cui la bellezza del mondo può essere osservata, cioè, il momento in cui questa diventa oggetto dell'intelletto. Accanto alla relazione con la virtù, le cose hanno rapporto con il pensiero. L'intelletto ricerca l'assoluto ordine nel quale le cose stanno nella mente di Dio, senza i condizionamenti degli affetti. Il potere intellettuale e la capacità di agire sembrano succedersi l'uno all'altro nell'uomo e l'esclusiva attività dell'uno genera l'esclusiva attività dell'altro. C'è qualcosa di poco cordiale in ciascuno verso l'altro, ma essi sono come i periodi alternati di alimentazione e lavoro negli animali: ciascuno prepara e sarà certamente seguito dall'altro. Perciò la bellezza che, in relazione alle azioni, come abbiamo visto, viene senza essere ricercata, e viene proprio perché non è ricercata, sarà poi percepita e perseguita dall'intelletto; e quindi di nuovo, a sua volta, dalla capacità di agire. Niente di divino muore. Tutto il bene è eternamente riproduttivo. La bellezza della natura si riforma nella mente, e non per una sterile contemplazione, ma per una nuova creazione.
    Tutti gli uomini sono in qualche misura colpiti dal volto del mondo; alcuni uomini fino al punto da ricavarne beatitudine. Questo amore per la bellezza è il Gusto. Altri nutrono lo stesso amore con una tale esuberanza, che, non contenti di ammirare la bellezza, cercano di incarnarla in nuove forme. La creazione della bellezza è l'Arte.
    La creazione di un'opera d'arte getta luce sul mistero dell'umanità. Un'opera d'arte è un simbolo o un riassunto del mondo. Il risultato o l'espressione della natura, in miniatura. Poiché, nonostante le opere della natura siano innumerevoli e tutte diverse, il loro risultato o la loro espressione è a un tempo simile e individuale. La natura è un mare di forme radicalmente simili eppure uniche. Una foglia, un raggio di sole, un paesaggio, l'oceano, fanno un'impressione analoga nella mente. Ciò che è comune a tutte queste cose, quella perfezione, quell'armonia, è la bellezza. Il modello della bellezza è l'intero circuito delle forme naturali, la totalità della natura che gli italiani esprimono definendo la bellezza «il più dell'uno». Niente è pienamente bello preso per sé; niente è bello se non viene messo in relazione al tutto. Un singolo oggetto è bello solo nel momento in cui suggerisce questa grazia universale. Il poeta, il pittore, lo scultore, il musicista, l'architetto cercano ognuno di concentrare questo irraggiarsi del mondo in un punto, e ognuno nelle sue numerose opere cerca di soddisfare l'amore della bellezza che lo stimola a produrre. Perciò l'arte è una natura passata attraverso l'alambicco dell'uomo. Perciò nell'arte la Natura lavora attraverso la volontà di un uomo ripieno della bellezza delle sue prime opere.
    Il mondo perciò esiste per l'anima, per soddisfarne il desiderio di bellezza. Questo elemento, portato all'estremo, lo chiamo un fine ultimo. Nessuna spiegazione può essere richiesta o fornita sui motivi per cui l'anima ricerca la bellezza. La bellezza, nel suo più ampio e profondo significato, è un'espressione dell'universo. Dio è integrale bellezza-giustizia. Verità e bontà, e bellezza, non sono che diversi aspetti dello stesso Tutto. Ma la bellezza in natura non è ultima. Essa è messaggera dell'interiore ed eterna bellezza, e non è semplicemente un bene concreto e soddisfacente. Deve porsi come una parte, e non come l'ultima o più alta espressione della causa finale della Natura.


     “Ciò che ferve in perenne divenire d’operanti energie, 
    tutti vi stringa entro i vincoli sacri dell’Amore!
    - da Faust, Johann Wolfgang Goethe


  • Il segreto dei fiori e degli insetti

    Il segreto dei fiori e degli insetti

    Sotto i raggi del solefiori si aprono e le farfalle volteggiano nell'aria limpida e calda...

    "C'era un prato: con folte erbe, frammiste
    a bianchi fiori, e gialli, e violetti;
    e fra esse un brusio di mille piccole
    vite felici; e se sull'erbe e i fiori
    spirava il vento, con piegar di steli
    tutto il prato nel sol trascolorava.
    E volavan farfalle, uguali a petali
    sciolti dai gambi; e si perdean rapidi
    i miei pensieri in quell'aerea danza
    ove l'ala era il fiore e il fiore l'ala."

    Ada Negri

    Molti fiori, si può osservare, sembrano aver a che fare con le farfalle... Come assomigliano i petali ad ali di farfalla!
    I fiori semplici, vaporosi, delicati e variopinti ricordano assai più le farfalle che non le api o i calabroni.
    L'uno appartiene all'altro, entrambi figli della luce e del calore.
    È noto che farfalle, api e molti altri insetti non potrebbero vivere senza fiori. Questi offrono loro il cibo, il dolce nettare con cui le api producono il miele. Anche il polline viene raccolto alle api che lo portano a casa sulle zampette posteriori per nutrire la covata. Esse non prendono mai il cibo direttamente dal terreno ed hanno bisogno solo di acqua per bere.
    A loro volta la maggior parte dei fiori non sarebbe in grado di formare frutti e semi senza l'aiuto degli insetti. Essi infatti, penetrando nel fiore, sfiorano col loro corpicino peloso il polline, trasportandolo sul prossimo fiore su cui si posano e deponendolo sulla stimma del pistillo. Così, senza accorgersene, gli insetti impollinano i fiori.
    Questo reciproco rapporto fa comprendere anche molte delle loro forme straordinarie. Per esempio alle lunghe proboscidi delle farfalle corrispondono i canali lunghi e sottili di alcuni fiori, mentre altri, che vengono visitati da insetti con proboscidi più brevi, hanno i canali più corti. Se prima abbiamo accennato che le ali luminose delle farfalle sono paragonabili ai petali, è singolare poi che il corpo sottile della farfalla ricordi lo stelo di una pianta o il gambo di un fiore e che le sue lunghe antenne delicate sembrino stami.
    Vi è poi un altro aspetto, interessante e straordinario, di questa affinità: cosa accade durante i vari stadi di sviluppo di entrambi? La pianta inizia con il granello di semente da cui escono steli verdi e foglie; poi viene la gemma e quando sembra che tutto sia giunto a compimento la corolla si apre meravigliosa. La farfalla dapprima è un uovo da cui sguscia fuori un bruchino che si nutre con straordinaria voracità di particelle vegetali verdi e cresce rapidamente, come una pianta. Quando è cresciuto si imbozzola e riposa a lungo, per circa due settimane. Nessuno immaginerebbe, vedendo quel bozzolo, ciò che in esso sta accadendo. L'involucro, apparentemente morto e rigido, contiene in sé vita e quando scoppia con sorpresa appare una farfalla. Le sue ali delicate proprio come i petali del papavero sono inizialmente tutte ripiegate, lentamente si allargano... finalmente la farfalla può volare!

    Fiore             Farfalla
    Gemma        Crisalide
    Germoglio     Bruco
    Seme            Uovo


    I fiori sono farfalle cresciute sulla pianta e ad essa incatenate; le farfalle sembrano invece fiori liberi di muoversi, di aleggiare nell'aria. I primi stadi di sviluppo della farfalla sono legati alla terra come quelli della pianta; ma nel fiori l'affinità è ancora più evidente perché in esso i due regni della natura si toccano. La corrispondenza delle loro forme non desta più meraviglia e quando si è capito questo fatto si può dire di aver compreso il segreto dei fiori e degli insetti.


    "Guarda il fiore!
    Esso è la farfalla
    incatenata alla terra.
    Guarda la farfalla!
    Essa è il fiore
    liberato nel cosmo."
    Rudolf Steiner

    Son le farfalle fiori svolazzanti
    E i fiori farfallette imprigionate.
    Gli uni e le altre, al finir l'estate,
    Racchiudono nei semi i loro incanti.
    E dove mai restano i bei colori?
    Dentro gli occhi degli uomini e nei cuori.
    Lina Schwarz





    un ringraziamento particolare Jessica Aldeghi 
    che arricchisce questi articoli con le sue meravigliose fotografie


    le "lezioni di botanica" sino ad oggi pubblicate
    • il prodigio dei fiori
    • sole e terra
    • davanti al camino



    Ora goditi questo breve e poetico video "da ghianda a quercia"


  • Il prodigio dei fiori

    Il prodigio dei fiori


    "Solo il fiore che lasci sulla pianta è tuo."
    Aldo Capitini

    Sembrerebbe ancora presto per parlare di fiori, eppure in giardino ne sono spuntati un po’ qui un po’ lì… tra le margherite e le violette, narcisi! L’anno scorso non c’erano, forse sono il dono di qualche uccellino o del vento. Osservando questo spettacolo da diversi giorni, proseguiamo oggi, in questa uggiosa prima domenica di marzo, le “lezioni di botanica”.

    I fiori sono di per sé un regno prodigioso, e per molti la cosa più perfetta e più bella che le piante riescano a produrre. Prima di poter fiorire le piante devono aver formato foglie verdi e steli, fintanto che la crescita sembra esser giunta al termine. Ad osservar bene ci si accorge invece che dentro quei verdi germogli si cela ancora qualcosa: si stanno formando le gemme! Tutto avviene in silenzio, quasi in segreto, forse solo gli uccellini che cinguettano allegri e gli amici del sottosuolo lo sanno. All’inizio la gemma è circondata dai sepali, le foglioline verdi che formano il calice; essa si ingrossa e prende forma finché giunge il momento indescrivibile in cui il fiore sboccia: per quanto sia un fenomeno ben noto, ogni volta è una sorpresa, ogni volta… è la prima volta!
    Davanti al grande prodigio del fiore che sboccia ci si chiede: chi è l’artista di un tale capolavoro? Forse la terra, umida e scura? Sono i fiori, la parte più fragile e delicata della pianta, creature del calore del sole? I loro colori, come dimostra l’arcobaleno, non sorgono forse dalla luce? I fiori sembrano fiamme cresciute sullo stelo, fiamme che non riscaldano e non illuminano e tuttavia prodotte dalla luce e dal calore. Ecco perché la pianta verde ha dovuto frenare per un attimo la sua crescita: se avesse semplicemente continuato a crescere, il sole non avrebbe potuto trasformarla in tal modo. È come se dalla piante fosse nata una seconda piantina più delicata e più bella, appunto, il fiore, la cui forma, ora stellata, ora radiante, mostra che in gioco vi sono forze celesti.

    La struttura del fiore
    La struttura del fiore è regolata da un rigido insieme di leggi, per il quale la natura non tollera eccezioni. Non vi è fiore, ad esempio, che non abbia il pistillo al centro e gli stami disposti tutti intorno. Questo perché il pistillo è la continuazione del peduncolo all’interno del fiore. Ci sono alcuni fiori che hanno più di un pistillo, come la Rosa di Natale che ne ha cinque e la Calta Palustre che ne ha persino di più.
    Stami e pistilli sono la parte più importante e più delicata del fiore: essi sono destinati a generare i semi. Il pistillo è la parte femminile del fiore, ed è formato da un tubicino più o meno lungo, detto stilo, che in alto si allarga a formare una specie di ombrellino, chiamato stimma. Alla base del pistillo si trovano gli ovari, piccole cavità in cui il polline penetra attraverso lo stimma e lo stilo affinché si verifichi la fecondazione; in questo modo, sotto l’influsso del sole, si formano i semi. Se il fiore non venisse impollinato i semi non potrebbero maturare. Il pistillo quindi allunga lo stimma in cerca del polline che insetti e vento gli portano da un altro fiore. In alcune piante si trovano fiori maschili che contengono solo gli stami, in altre fiori femminili che contengono solo i pistilli. Inoltre, stami e pistilli possono assumere forme diverse; in particolare il pistillo si adatta a ricevere il polline. Stami e pistilli costituiscono dunque la parte interna del fiore; essi sono circondati dal perianzio, formato dai petali e dai sepali. In molti fiori il perianzio è formato da una corolla di petali, spesso variopinta e profumata, a sua volta circondata da un calice di sepali, generalmente verde e poco appariscente.
    Osservando il perianzio con maggiore attenzione, scopriamo - e dire con meraviglia a questo punto sembra ovvio! - che in ogni fiore è iscritta una stella. Nelle nostre piante da fiore si presenta per lo più la stella a cinque punte - rosa, fragola, melo, ranuncolo, garofano, nontiscordardimé, patata - o a sei punte - tulipano, giglio, narciso, bucaneve. Anche se le singole parti assumono di volta in volta la forma di piccole campanelle, di calici, di corolle o altro, ed è difficile distinguerle una per una, pure dalle punte dei lembi si può riconoscere quante erano in realtà le foglie e alla fine si ritrova la stella. Persino i fiori le cui parti assumono forme irregolari o strane tanto da somigliare ad animali si basano sulla stella. Sono dunque i fiori, che ci mostrano così tante possibili varianti, lo specchio del firmamento?
    I naturalisti classificano i fiori secondo la loro forma vista dall’alto: al centro si vede il pistillo in sezione e le celle dell’ovario con la posizione dei semi. Intorno al pistillo si vede come sono disposti gli stami e quanti sono. In tale proiezione orizzontale del fiore sono compresi anche i petali e i sepali, indicati soltanto come righe sottili; si nota chiaramente che le parti del fiore sono disposte a cerchio, sempre con un petalo alternato ad un sepalo.
    Per il botanico è importante sapere quanti sepali, petali e stami ha un fiore e come è formato il pistillo, giacché è in base a questi elementi che egli suddivide le piante e ne riconosce le affinità.
    Tuttavia, se vogliamo andare più a fondo dobbiamo domandarci da che cosa abbia origine questa legge che governa le piante. Non è possibile che emani dalla terra perché le radici stesse ci dimostrano che essa non ha in sé questo ordine ammirevole. Alzando gli occhi verso il cielo stellato vediamo i modelli a cui i fiori si sono ispirati. Come in cielo abbiamo un luminoso firmamento di stelle, così sulla terra abbiamo prati e giardini pieni di fiori.

    Ora goditi queste meravigliose fotografie, gentilmente concesse da Jessica Aldeghi
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