"Dato che la mia fattoria non adopera fertilizzanti prodotti chimici, molti insetti e animali ci vivono dentro. [...] 
Libellule e farfalle, api, talpe e lombrichi, lucertole e rane si danno tutti da fare, lavorando liberamente, 
per liberare l’uomo dal lavoro." Masanobu FukuokaLa Rivoluzione di Dio, della Natura e dell'Uomo

È nato prima l'uovo o la gallina? In tanti hanno provato a rispondere. Noi no; quel che ci interessa è che gli animali sono "apparsi" su questo Pianeta ben prima di noi. Sì... e che vuol dire? Certamente molte cose, ma vogliamo provare a riassumerle in una frase: sin dalla loro comparsa, gli animali hanno svolto e svolgono compiti e funzioni importanti al fine di mantenere un certo equilibrio evolutivo della Terra e delle specie.
Infatti, l'uomo se n'è accorto subito! Più che per mangiarli, la storia ci racconta che l'uomo ha iniziato a vivere in concomitanza con gli animali proprio perché questi lo aiutavano a svolgere diverse mansioni, dalla lavorazione della terra alla difesa della casa. E poi? E poi facciamola breve, ci siamo dimenticati... di tutto! Va bene, non proprio di tutto, ma di una cosa che sta alla base di tutto, appunto il compito ben più sottile che gli animali svolgono.
Ora certo non possiamo stare a riportare cosa come e perché di ogni specie (mica ne sappiamo così tanto!), ma vogliamo raccontarvi una storia, anzi ce la racconta Luciano Furcas (guarda il video):




______________________________ Le api 
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Le api svolgono un ruolo fondamentale per l'intero ecosistema, se non impollinassero i fiori non ci sarebbe frutta né verdura. Il 90% del cibo di cui ci nutriamo dipende da loro, ma pur di non rinunciare al nostro modello di sviluppo le lasciamo morire. Lentamente, ci lasciamo morire.
Il processo di produzione del miele è diventato sempre più intensivo e meccanico:
• come nell’industria della carne e della uova, le api vengono allevate per ottenere il massimo rendimento;
• gli allevamenti sono totalmente medicalizzati;
• gli alveari vengono trasportati sistematicamente da un luogo all’altro per ottenere diverse qualità di miele, e da una parte all’altra del pianeta per rimpiazzare i vuoti lasciati dalla loro progressiva scomparsa;
• per aumentare i ricavi gli viene sottratto tutto il miele prodotto, anche quello strettamente necessario al loro nutrimento e gli vengono somministrati surrogati a base di glucosio che gradualmente le indeboliscono.

"Silenziosamente, di anno in anno, le api diventano sempre meno. Questo lavoro anziché denunciare ancora una volta che senza le api il genere umano si estinguerebbe, propone una visione radicale del complesso rapporto che l'uomo ha instaurato con la vita che lo circonda e che lo sostiene nonostante tutto."
Sono parole di Mauro e Valerio, due ragazzi trentenni che dopo la laurea hanno scelto di produrre miele rispettando i cicli della natura e di allevare api in permapicultura - un metodo non invasivo, sperimentato in Argentina da Oscar Perone fin dagli anni '60, che non utilizza fogli di cera, né trattamenti e nel quale ogni intervento umano è ridotto al minimo.

Poiché parliamo di una metodologia ispirata ai principi della permacultura, vogliamo provare a spiegarvela partendo proprio dalla progettazione. L'arnia Dadant-Blatt, pur avendo rappresentato un’enorme innovazione rispetto ai tradizionali bugni villici, rimane pur sempre un sistema artificioso e concepito per perseguire una produzione “economica”, anziché il benessere delle famiglie di api. Le arnie permapiculturali sono costruite per simulare l’ambiente di un albero cavo. Esse non presentano telaini, fogli cerei prestampati, entrate forzose o trappole di sorta: la famiglia di api ha a disposizone una larga camera per il nido, a partire dalla quale costruisce i favi in piena libertà, gestendo i propri spazi secondo le esigenze peculiari non del genere apis, non della razza, ma della specifica famiglia che si trova a dover costruire la propria sistemazione.
Questa autonomia porta le api ad adottare le soluzioni ottimali per la loro famiglia, autogestendo il più possibile gli spazi e conservando energie per altre attività, come la raccolta e, soprattutto, l’igiene dell’alveare: nella maggioranza schiacciante dei casi, infatti, le famiglie di api “allevate” con i principi della permapicultura riescono a gestire la piaga della varroa senza l’ausilio dei rimedi comuni dell’apicoltura moderna (timolo, acido ossalico, acido formico, ecc...).
incontro sulla Permapicoltura a Sortino, aprile 2014
L’intervento del permapicultore, dunque, si limiterà alla falegnameria necessaria per la costruzione iniziale del nido. Dopo l’insediamento, la famiglia non dovrebbe subire raccolte di miele da parte nostra per 2 anni. Questo tempo viene indicato sulla base dell’esperienza di Perone ed è il tempo più o meno necessario alla famiglia per raggiungere un livello di prosperità tale da resistere bene ai prelievi di miele da mano umana; prelievi che, in ogni caso, devono essere fatti con criterio: innanzitutto, il primo melario (quello a contatto con il nido) non verrà mai raccolto. In seguito, grazie alla prosperità della famiglia stessa, la produzione di miele sarà, nel tempo, molto maggiore che nel caso di un allevamento moderno!

Sulla Permapicultura la documentazione è scarsa, ma forse è meglio così, perché più che una metodologia ricordiamo che la Permacultura è osservazione e imitazione della Natura, esperienza, pratica, divertimento...! In ogni caso se siete interessati e/o siete coscienti che la nostra esistenza dipenda anche dal benessere e dalla prosperità delle api, vi invitiamo a sostenere il progetto di Mauro e Valerio, Il Tempo delle Api, un documentario ancora in corso, o meglio "La storia di un'avventura. Un film che ci ricorda che siamo parte di qualcosa di più grande, che tutto è in connessione. Un progetto lungo tre anni. Una soluzione locale a un problema globale." Dopo una prima, positiva raccolta fondi su Produzioni dal Basso, è partita una nuova campagna di crowdfounding su Indiegogo, "ma poco dopo ci siamo resi conto di non avere le energie per poterla seguire. Soprattutto abbiamo dovuto rimetterci sotto con le riprese, essendo un documentario in continua evoluzione!". Qui il trailer: http://vimeo.com/79567235

Infine, ecco il link alla campagna GreenPeace con informazioni importanti http://salviamoleapi.org/



Un regalo per te!
Il manuale di Permapicultura (in spagnolo) e
il manuale Making a Perone Hive
in omaggio ai lettori di Mani nella Terra!
Per riceverli vai alla sezione eventi, compila il form e nel campo commenti scrivi "Permapicultura".

Se in passato hai già compilato il form contattaci direttamente permacultura@maninellaterra.org





PER SAPERNE DI PIÙ... PARTECIPA!
Siamo in contatto con Mauro e Gessica de "Il Tempo della Api" per organizzare una giornata di introduzione alla permapicoltura, nel 2015. Segui il nostro calendario www.maninellaterra.org/p/eventi.html e rimani aggiornato!

Alcuni libri per curiosare e crescere e persino sementi da sovescio adatte all'apicoltura!
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Non siamo impazziti: vogliamo richiamare l'attenzione su quanto sta accadendo in Italia!
L'anno scorso la prima pubblicazione del blog riguardava la campagna "Stop Vivisection" che ha ottenuto, con nostra grande gioia, ottimi risultati! Ecco perché, anche quest'anno, scegliamo di farci portatori di una petizione, ancora una volta a favore non solo della libertà, ma della vita.

Sono 11 milioni gli italiani che ne fanno uso, 20 mila i medici che li prescrivono, 30 milioni le confezioni vendute ogni anno, 4mila i posti di lavoro che gravitano attorno alla produzione e alla vendita dei rimedi omeopatici.
Se ai dati macroeconomici si aggiunge il fatto che si tratta di medicamenti del tutto privi di controindicazioni, è difficile comprendere l'accanimento con cui la burocrazia ministeriale rischia di mettere in ginocchio uno dei settori più innovativi e dinamici dell'industria farmaceutica italiana.
Il tutto a causa di un'arbitraria interpretazione di una direttiva europea alla quale l'Italia si è uniformata senza accogliere la procedura semplificata prevista, così come ha fatto la maggior parte degli altri paesi europei.

Di contro, mentre si fa tanto parlare di agricoltura pulita, alimenti di qualità e riscoperta delle antiche varietà, da Bruxelles arriva il nulla osta da parte del collegio dei commissari europei a favore della coltivazione del mais ogm Pioneer-DuPont 1507. Una coltura già sotto i riflettori per i danni agli insetti utili e per aver incoraggiato l'uso dilagante di glufosinato, un erbicida così tossico da obbligare l'Ue a impostare un piano per la sua eliminazione entro il 2017.

Da una parte, quindi, si richiedono controlli più severi per i rimedi omeopatici che, come è noto, contengono solo principi attivi di origine naturale, tra l'altro in una diluizione talmente elevata da non essere più rilevabili con l'analisi chimica; dall'altra invece, si spalancano le porte alla creazione di organismi geneticamente modificati che oltre a contaminare in modo irreversibile colture e terreni, producono alimenti di qualità scadente, se non addirittura tossici. [Sul blog siamo sempre molto attivi sull'argomento, vi segnaliamo in particolar modo il dossier e il rapporto sulla contaminazione ogm nel mondo, pubblicato dall’associazione tedesca TestBiotech, scaricabile in pdf QUI (in inglese).]

Due pesi e due misure, due casi palesi di lesa libertà. Il recepimento restrittivo della direttiva sull'omeopatia rischia di mettere in discussione il diritto alla libertà di scelta terapeutica, mentre l'autorizzazione del mais ogm 1507 riduce la libertà di scelta alimentare, essendo oramai provata l'impossibilità di coesistenza tra colture ogm e non ogm, come ha recentemente dimostrato la grave contaminazione avvenuta in Friuli.

Su questi due temi, a cominciare dall'omeopatia, noi ci impegniamo ed invitiamo a fare altrettanto iniziando dal firmare la petizione all'indirizzo www.change.org/it/petizioni/salviamo-l-omeopatia-2

La libertà di cura non è negoziabile e una medicina a misura d'uomo, donna e bambino è un diritto inviolabile.

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fonte: Terra Nuova

Ultimo aggiornamento: 19.320    le firme raccolte, comprese quelle cartacee

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