• Dopo il 13 dicembre, un'altra soluzione!

    Mi viene in mente il termine 'responsabilità'. Dobbiamo essere indipendenti 
    nel cercare il Vero e, una volta trovato, dobbiamo rispondere ad Esso.

    Caro lettore o cara lettrice, nell'ultima newsletter ti abbiamo informato che il 13 dicembre sarebbe entrato in vigore il regolamento UE n.1169/2011 che, in breve, eliminando l’indicazione dello stabilimento di produzione dalle etichette non ci avrebbe permesso di sapere chi è il produttore. Ti abbiamo invitato a firmare una petizione, e per quanto importante, noi ci tenevamo davvero a stimolare una qualche reazione, magari facendo emergere delle domande. Non siamo certo detentori di risposte, ma come diceva il grande George Carlin Question everything! ovvero domandati su ogni cosa.

    Una reazione potrebbe essere: "Ah, non sapevo fosse indicato il produttore!" e prendere il primo barattolo o la prima confezione sotto mano e leggere, forse per la prima volta, un'etichetta alimentare! Inutile negarlo, per quanta informazione gira (e il nostro ringraziamento va in particolare agli amici di Io leggo l'etichetta) sono ancora pochi coloro che effettivamente leggono e comprendono tutti gli ingredienti, e per quanto questo provvedimento sembri voler agevolare la lettura al momento sta generando solo molta confusione. E non solo.

    Feriti i consumatori, traditi gli europeisti, amareggiate le aziende italiane... come festeggiare il Natale con questo clima? Su internet leggo di complotti delle multinazionali (suggerisco comunque l'articolo "I Padroni del Cibo", uscito su La Repubblica il 19 dicembre) di persone comuni che urlano "boicottiamo!" e altre, forse con rabbia o forse con tristezza, "è tutta una truffa". Allora che fare, boicottare o arrenderci? Personalmente vedo un'altra possibile risposta, ma implica qualcosa in un certo senso più difficile delle azioni già proposte, ovvero: la responsabilità individuale.

    Negli ultimi anni il numero dei gas (gruppo di acquisto solidali), dei negozi che vendono sfuso, dei più o meno giovani che si dedicano all'agricoltura, ecc., è aumentato notevolmente. Ora è il momento che anche tu faccia un passo: staccarti (piano piano eh!) dalla comodità del supermercato sotto casa, dal riempire il carrello della spesa con i soliti prodotti, le solite marche, le solite confezioni. E poi? E poi essere proattivo e, perché no, anche creativo!

    Nelle grandi città ci sono mercatini di produttori locali che se anche non certificati bio magari ti invitano in azienda a conoscere animali e piante! Nelle città più piccole o nei paesi è più facile conoscere direttamente contadini, agricoltori e allevatori. Ovunque tu sia puoi aderire ad un gruppo di acquisto (retegas o retecosol) oppure organizzare uno. Genitori e insegnanti possono crearne uno per la scuola (in quella dove opero questo già avviene - link). Moltissimi, come abbiamo detto, sono i negozi che vendono sfuso, sostenendo piccoli e medi produttori italiani. Già l'anno scorso abbiamo raccolto gli indirizzi in una lista (clicca See More sotto l'immagine qui accanto) che ci piacerebbe continuare ad arricchire, perciò se sei a conoscenza di un negozio sfuso segnalacelo commentando questo articolo o il post su facebook.

    Concludo con una nota personale. Leggo le etichette da dieci anni, inizialmente seguivo la regola "quello che non conosci non te lo mangiare", insomma solo la parola additivo a 20 anni mi lasciava perplessa, così ho finito per andare al supermercato con il libro "Cosa c'è Davvero nel Tuo Carrello?", ed poi... mi sono trasferita in campagna. Oltre al mio ricco giardino di erbe spontanee e ad un piccolo orto, ho conosciuto aziende, produttori locali e contadini, donne e uomini che fanno marmellate, biscotti, saponi e molto altro, e mi sono inserita all'interno di una rete G.A.S. della zona. Proprio questa mattina sono arrivate le arance dalla Sicilia!
    Abbiamo tutti stili di vita diversi, impegni e responsabilità già numerose, ma agire risvegliando la coscienza, oltre a rafforzarci nella salute - fisica e spirituale - ci dona anche il sorriso, la gioia e l'allegria di essere parte della soluzione!

    Grazie per aver letto e per essere qui,
    ti auguro una splendente nascita!
    Emanuela, per Mani nella Terra

    le buonissime marmellate di Assorto, con i prodotti dei loro alberi,
    non solo amici, anche una delle mie soluzioni!

    Per approfondire:
    - articolo sull'Espresso
    - le aziende italiane e marchi della grande distribuzione che hanno aderito alla petizione di Io Leggo l'Etichetta impegnandosi a mantenere l’indicazione dello stabilimento di produzione
    - ebook gratuito "L’Etichetta" prende forma, al via il regolamento (UE) n. 1169/2011. il fatto alimentare
    - quali sanzioni per chi non rispetta il regolamento? da il fatto alimentare
    - come sarà il nuovo D.lgs 109/92 "Disposizioni nazionali in materia di etichettatura degli alimenti" dopo l’entrata in vigore del regolamento 1169/2011. il fatto alimentare
    - archivio articoli sui GAS, dal sito comune-info.net

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