• Dal seme al germoglio: l'azione congiunta di sole e terra

    I granellini di semente sono minuscoli in confronto alla futura pianta. Secchi e senza colore li teniamo nel palmo della mano: non è facile immaginare che cosa nascerà da essi sotto l'azione congiunta del sole e della terra.
    Dopo la semina, i semi assorbono subito l'umidità presente nel terreno e si gonfiano. Dopo alcuni giorni si sviluppano delle foglioline - chiamate cotiledoni. In genere sono due, poste l'una di fronte all'altra. Se si estrae delicatamente dal terreno il piccolo stelo su cui sono spuntate queste due foglioline, si osserva che in direzione opposta, quindi verso il basso, si allunga una piccola radice.
    monocotiledoni
    Il processo germinativo si può seguire ancor meglio se si posano dei semi sulla carta assorbente umida. Si vede così che dal seme ammorbidito esce una puntina bianca che a poco a poco si allunga divenendo la prima radichetta. La sua estremità inferiore si protende verso terra formando una delicata coltre di peli radicali mediante i quali il germoglio assorbe l'acqua e le sostanze del terreno in essa disciolte. Lasciando più a lungo i semi all'umido si osserverà anche lo spuntare dei cotiledoni. Queste minuscole foglioline si trovavano già dentro al seme, piccole e strette, ma del tutto finite e non raggiunte dal sole, sono pallide e incolori; non sono in realtà foglie vere e proprie e si chiamano infatti cotiledoni. Non appena escono dal terreno, rapidamente inverdiscono. Così, quasi contemporaneamente, il germoglio si rivolge ai suoi due protettori, prima alla terra e poi al sole.
    dicotiledoni
    Alcune piante, come ad esempio la quercia, il castagno e il pisello, si comportano un po' diversamente: lasciano i cotiledoni sotto terra e quelle che appaiono fuori, alla luce, sono già le prime vere foglie con le relative parti di stelo. Se si rimuove la dura buccia di una ghianda, di un pisello o di un fagiolo questo si divide in due parti, che sono poi i due cotiledoni particolarmente grossi e carnosi, ad una estremità paiono riuniti ed è qui che si trova anche il primo abbozzo della piccola radice. Nei semi più grossi si vede la radichetta farsi strada attraverso la buccia.
    Come i semini non lasciano presagire la futura pianta, così anche i germogli ci danno scarse indicazioni al riguardo.
    La prima vera foglia che spunta dal cuore del germoglio è del tutto diversa dai cotiledoni. Questi per lo più sono molto semplici, ovali o linguiformi, ma non assomigliano mai alle future foglie della pianta, che talvolta sono frastagliate, piumate e festonate oppure hanno, almeno sui margini, delle punte sottili, dei dentini o delle tacche e portano indicate chiaramente anche le nervature. Ne possiamo dedurre che ogni pianta che sta per spuntare dalla terra deve prima buttar fuori una piantina molto differente e molto semplice. Questo è il vero germoglio, formato dal sole in un tempo precedente e in gran segreto dentro i frutti o nelle capsule dei semi. Racchiuso nel seme, il germoglio viene consegnato alla terra dove si stabilisce mediante le radichette e ben presto espande nella luce i cotiledoni come un essere alato. Soltanto dopo che tutto questo è avvenuto, il sole può iniziare a fare del germoglio una vera pianta portandola, passo passo, al suo completo sviluppo e mettendola in grado di fiorire e di fruttificare. Nei frutti si formeranno nuovi semi, che torneranno a cadere nel terreno...


    Il Seminatore, Van Gogh
    [...] avanzava pel campo dirittamente, con una lentezza misurata. Gli copriva il capo una berretta di lana verde e nera con due ali che scendevano lungo gli orecchi, all’antica foggia frigia. Un sàccolo bianco gli pendeva dal collo per una striscia di cuoio, scendendogli davanti alla cintura pieno di grano. Con la manca egli teneva aperto il sàccolo, con la destra egli prendeva la semenza e la spargeva. Il suo gesto era largo gagliardo e sapiente, moderato da un ritmo eguale. Il grano, involandosi dal pugno, brillava talvolta nell'aria come faville d’oro e cadeva sulle porche* umide, egualmente ripartito. Il seminatore avanzava con lentezza, affondando i piedi umidi nella terra cedevole, levando il capo nella santità della luce. Il suo gesto era largo gagliardo e sapiente; tutta la sua persona era semplice, sacra e grandiosa. [...]
    Da "L'innocente" di Gabriele D'Annunzio
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