• Studiare botanica... davanti al camino!

    È una nobile scienza che ci insegna
    lo spirito celato nelle piante
    e la forza racchiusa nella legna
    che vediamo bruciare sfavillante;
    vieni vicino al fuoco, osserva, taci
    e ascolta ciò che dicono le braci.
    Frassino: foglie e infiorescenze
    Gentilmente concesso da Concetta Flore
    Il faggio brucia vivo nel camino
    purché un anno completo sia passato
    da quando il boscaiolo o il contadino
    con la scure e la sega l’han tagliato.

    Ancor più tempo vuol la quercia antica
    per prepararsi ad essere bruciata;
    solo una pianta c’è, fedele amica,
    che riscalda, sia verde o stagionata:
    è il frassino, il buon frassino paziente
    che brucia chiaro, caldo e risplendente.

    La legna di betulla prende fuoco
    in un momento, e brilla nel camino,
    ma la sua chiara fiamma dura poco
    e ben presto è ridotta a un lumicino.

    Del legno di castagno è risaputo
    che la sua brace è la più rossa e ardente
    se dal giorno in cui l’albero è caduto
    sia trascorso un periodo conveniente.

    Ma il mio inno di lode è dedicato
    all’albero più fido e più costante
    al frassino, che verde o stagionato,
    alimenta una fiamma scintillante.

    Il pioppo manda un fumo acre ed ingrato
    che alla gola ed agli occhi ci ferisce;
    l’olmo dà un fuoco livido e malato
    come quello di legna che marcisce;
    la fiamma è sorda, fredda e rattrappita,
    senza forza di spirito e di vita.

    Nessun legno può reggere al confronto
    col mio frassino amato; al focolare
    del povero o del ricco è sempre pronto
    a dare fiamme luminose e chiare;
    brucia a lungo, festoso e rosseggiante,
    riscalda e canta, allegro e scoppiettante.

    Basta un ciocco anche piccolo di melo
    e già la stanza sa di primavera;
    senti l’odore di fiori e scordi il gelo
    pur se all’aperto fischia la bufera.

    Dolcezza il biancospino emana intorno
    ed il pane cuocendo ne è impregnato;
    lo sanno gli Irlandesi che nel forno
    rami di biancospino han sempre usato.

    Ma il frassino è il più amabile, il più degno,
    e dà alla fiamma il massimo splendore
    perché spiriti buoni nel suo legno
    hanno trasfuso nobiltà e vigore.
    Sia verde o secco, messo nel camino,
    infonde gioia a chi gli sta vicino.

    Da un canto popolare inglese



    - Tratto da: 
    Tra Sole e Terra
    Gerbert Grohmann
    Tra Sole e Terra
    Filadelfia Editore
    Voto medio su 2 recensioni: Buono
    Tra Sole e Terra: Quando il bambino comincia a giocare, raccoglie indifferentemente bacche, foglie, semi, così come colleziona sassolini, conchiglie o piume; tutto ha per lui il medesimo grande valore. Rivolge però l'interesse più vivo al mondo animale, specialmente al cane o al gatto di casa. Essi mangiano con lui, giocano con lui, se nes­suno lo vieta dormono con lui; l'animale ubbidisce e disubbidisce.
    Ben diverso è il suo rapporto con le piante; se in strada o in giardino cade un albero è un avvenimento, se ne muore uno deve essere abbattuto e il fatto può interessare per tutto il lavoro che ne deriva.
    Poi ci sono le rose della nonna da innaffiare per farle un pia­cere, ci si arrampica su di un ramo e quel ramo può essere alta­lena, nave, casa secondo la fantasia del momento; ma il bambino vive soprattutto nell'elemento "volontà" e per sua natura non è un contemplatore. Non si pone quindi troppe domande sull'intima essenza del mondo vegetale e per questo interessarlo alla bo­tanica è molto più difficile che interessarlo alla zoologia.
    Se per richiamare la sua attenzione ci atteniamo a concetti "scientifici", ecco che per prima cosa uccidiamo la natura. Oggi le radici in tutte le loro varietà, domani i vari tipi di tronchi, poi i fiori ben sezionati e spezzettati. Come può il bambino amare que­sti elementi morti? Come dobbiamo comportarci se vogliamo creare in lui un giusto rapporto con le piante e risvegliare in lui un'interesse duraturo e fecondo?

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