Non siamo impazziti: vogliamo richiamare l'attenzione su quanto sta accadendo in Italia!
L'anno scorso la prima pubblicazione del blog riguardava la campagna "Stop Vivisection" che ha ottenuto, con nostra grande gioia, ottimi risultati! Ecco perché, anche quest'anno, scegliamo di farci portatori di una petizione, ancora una volta a favore non solo della libertà, ma della vita.

Sono 11 milioni gli italiani che ne fanno uso, 20 mila i medici che li prescrivono, 30 milioni le confezioni vendute ogni anno, 4mila i posti di lavoro che gravitano attorno alla produzione e alla vendita dei rimedi omeopatici.
Se ai dati macroeconomici si aggiunge il fatto che si tratta di medicamenti del tutto privi di controindicazioni, è difficile comprendere l'accanimento con cui la burocrazia ministeriale rischia di mettere in ginocchio uno dei settori più innovativi e dinamici dell'industria farmaceutica italiana.
Il tutto a causa di un'arbitraria interpretazione di una direttiva europea alla quale l'Italia si è uniformata senza accogliere la procedura semplificata prevista, così come ha fatto la maggior parte degli altri paesi europei.

Di contro, mentre si fa tanto parlare di agricoltura pulita, alimenti di qualità e riscoperta delle antiche varietà, da Bruxelles arriva il nulla osta da parte del collegio dei commissari europei a favore della coltivazione del mais ogm Pioneer-DuPont 1507. Una coltura già sotto i riflettori per i danni agli insetti utili e per aver incoraggiato l'uso dilagante di glufosinato, un erbicida così tossico da obbligare l'Ue a impostare un piano per la sua eliminazione entro il 2017.

Da una parte, quindi, si richiedono controlli più severi per i rimedi omeopatici che, come è noto, contengono solo principi attivi di origine naturale, tra l'altro in una diluizione talmente elevata da non essere più rilevabili con l'analisi chimica; dall'altra invece, si spalancano le porte alla creazione di organismi geneticamente modificati che oltre a contaminare in modo irreversibile colture e terreni, producono alimenti di qualità scadente, se non addirittura tossici. [Sul blog siamo sempre molto attivi sull'argomento, vi segnaliamo in particolar modo il dossier e il rapporto sulla contaminazione ogm nel mondo, pubblicato dall’associazione tedesca TestBiotech, scaricabile in pdf QUI (in inglese).]

Due pesi e due misure, due casi palesi di lesa libertà. Il recepimento restrittivo della direttiva sull'omeopatia rischia di mettere in discussione il diritto alla libertà di scelta terapeutica, mentre l'autorizzazione del mais ogm 1507 riduce la libertà di scelta alimentare, essendo oramai provata l'impossibilità di coesistenza tra colture ogm e non ogm, come ha recentemente dimostrato la grave contaminazione avvenuta in Friuli.

Su questi due temi, a cominciare dall'omeopatia, noi ci impegniamo ed invitiamo a fare altrettanto iniziando dal firmare la petizione all'indirizzo www.change.org/it/petizioni/salviamo-l-omeopatia-2

La libertà di cura non è negoziabile e una medicina a misura d'uomo, donna e bambino è un diritto inviolabile.

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fonte: Terra Nuova

Ultimo aggiornamento: 19.320    le firme raccolte, comprese quelle cartacee

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1 commenti:

On 17 giugno 2014 22:45 , tamara boccetti ha detto...

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