La Rivoluzione di Dio, della Natura e dell'Uomo
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"Nostro compito è la pratica dell’agricoltura come la conduce Dio. Potrebbe essere la maniera per iniziare a salvare questo mondo." Masanobu Fukuoka

All'età di 25 anni, Masanobu Fukuoka cominciò a mettere in dubbio i preconcetti della scienza dell'agricoltura ed iniziò a dedicare la sua vita allo sviluppo di un sistema di agricoltura naturale. L'obiettivo della sua ricerca è stato minimizzare il più possibile gli interventi dell'uomo, che si limita ad accompagnare un processo largamente gestito dalla Natura. Fukuoka chiamò il suo metodo "agricoltura del non fare": un motodo di coltivazione che non comprende aratura, fertilizzanti, pesticidi, diserbanti, potature e richiede davvero poco lavoro! 

I principi di questo metodo sono:
non ARARE
non FERTILIZZARE
non SARCHIARE
non usare pesticidi

NON ARARE: l'aratura rovina il terreno, lo rende duro e povero.
"Per quanto riguarda l'argomentazione che l'aratura aumenta l'azoto disponibile per mezzo della nitrificazione, è come dire rovinare il proprio corpo per qualche beneficio temporaneo." In realtà arare il terreno non favorisce l'areazione ma compatta ancora di più le zolle che diventano dure, inoltre uccide la preziosa microflora che si trova nei primi centimetri di spessore e che è quella adibita a fertilizzare e lavorare - da sé - la Terra. Il terreno lavora da solo: il terreno che vive secondo la sua natura si ara da solo, l'erba e le piante da sovescio smuovono la terra, alberi e arbusti la lavorano in profondità, microrganismi di varia natura completano l'opera.

NON FERTILIZZARE: il raccolto dipende dal terreno.
Le piante sono sempre nate - e continueranno a nascere - indipendentemente dall'intervento umano. A seconda delle qualità di un terreno si genera un complesso ecosistema in grado di ospitare vegetali e animali. Quello che l'uomo può fare è assecondare questa complessità, che genera da sé fecondità e fertilità. Per questo è assurdo decidere a priori che quell'apezzamento andrà a mais senza tenere conto di tutto il sistema ambientale in cui quella terra è inserita. In quest'ottica degenerata la terra va prima uccisa e poi fertilizzata perché accolga - con la forza - un elemento a lei innaturale.

NON SARCHIARE: esistono davvero le erbacce?
La consuetudine di scindere tutto ciò che ci circonda in buono e cattivo è tipicamente occidentale [...] in natura non esiste buono e/o cattivo. Tutto ha una sua utilità in un complesso sistema Vita - Morte - Vita.
Ogni pianta appartiene a quell'ecosistema che le consente di insediarsi ed in qualche modo ricambia donando qualche beneficio. Molte erbacce sono commestibili e sin da tempi remoti hanno fatto parte della dieta dei contadini. Altre sono officinali o utili nella preparazione di preparati naturali che aiutano nel controllo di malattie dei vegetali. Molte sono anche ottimi impollinatori e averle in un orto torna sempre utile (e poi si parla di morìa delle api!).
Cespugli e arbusti sono frangivento e proteggono dalle gelate (oltre che ospitare uccelli che a loro volta mantengono il controllo sui parassiti naturali come i bruchi...). Le erbe inoltre arricchiscono il terreno, fertilizzandolo naturalmente. Mantengono l'umidità costante e trattengono l'acqua evitando che la terra si asciughi e secchi. Il problema non è eliminarle, ma generare stati di buona convivenza reciproca e giuste sinergie dove anche i frutti utili all'uomo possano vivere: in pace.

NON USARE PESTICIDI: gli insetti nocivi non esistono.
Un discorso simile a quello sulle erbe è possibile farlo per gli insetti: la complessità naturale consente di avere un equilibrio dinamico fra insetti "ai nostri scopi nocivi" e loro antagonisti.
Usare un pesticida altera in modo disastroso questo delicato equilibrio e trascina in una sterilità infinita tutto il ciclo vitale, impoverendo il sistema e risultando, alla fine, poco produttivo - anche dal punto di vista economico. Evitando le lavorazioni e seminando una grande varietà di piante la fertilità del terreno aumenta stagione dopo stagione. Quindi se vogliamo coltivare un orto-frutteto, semineremo assieme cereali, ortaggi, leguminose, fiori, arbusti, alberi da frutto e forestali. "La vera agricoltura naturale non adopera coltivazione, né aratro. Usare trattori e attrezzi distrugge la vera natura. I più acerrimi nemici degli alberi sono l’ascia e la sega. I peggiori nemici del terreno sono la coltivazione e l’aratura. Se la gente non avesse questi attrezzi, sarebbe una vita migliore per tutti." dice Fukuoka in un'intervista.
Il riso, principale prodotto della fattoria di Fukuoka, viene coltivato in alternanza con cereali invernali, in modo semplice e rilassante: si getta il seme a spaglio e si sparge la paglia. Si raccoglie usando un falcetto. Nient’altro. "Mi ci sono voluti più di trent’anni per arrivare a questa semplicità [...] Questo è l’ecosistema del campo di riso in equilibrio. Le popolazioni di piante ed insetti qui mantengono fra loro dei rapporti stabili. Non è raro che qualche malattia delle piante venga a devastare questa regione, lasciando intatti i raccolti dei miei campi".
Il problema più grande della nostra cultura è dimenticare la nostra - fuorviante - conoscenza. È ripartire dall'innocenza di un bambino. È destrutturare il nostro pensiero pre-costituito, pre-digerito per poter guardare la natura con occhi nuovi e scoprire che non è una violenta aggressiva lotta gli uni contro gli altri, ma un mondo intenso di collaborazioni e solidarietà reciproche.

leggi anche:
i falsi miti dell'agricoltura industriale
la rivoluzione del filo di paglia

Sulla pagina facebook, abbiamo creato un album in cui inseriremo immagini e descrizioni relative all'agricoltura naturale e alla Permacultura. Troverete anche estratti dal libro. Buona lettura!!


PER SAPERNE DI PIÙ... PARTECIPA!
Dal 2 al 4 aprile 2015 presso Lo Chalet, Scandriglia (RI), progetteremo e realizzeremo insieme e in allegria un orto in permacultura!

La progettazione in permacultura permette di connettere gli elementi e di avvalersi di tecniche e pratiche prese in prestito da altre discipline.

Un'opportunità di condivisione e partecipazione, nata dall'esperienza unita all'intenzione di Mani nella Terra e Max Petrini, docente dell'accademia italiana di Permacultura, che riconoscono le esigenze e la volontà di apprendere con una modalità che vada oltre l'aspetto teorico e coinvolga i partecipanti, trasmettendo nozioni direttamente sul campo e... dal campo!
Info: www.maninellaterra.org/p/orto-in-permacultura-2013.htmlpermacultura@maninellaterra.org

Scopri i nostri corsi in permaculturaAltri corsi
- laboratorio pratico di costruzione di una cucina in terra cruda
corso certificato di progettazione in Permacultura con Saviana Parodi
Per rimanere aggiornato sugli eventi compila il form qui www.maninellaterra.org/p/eventi.html


Bibliografia di base
(bibliografia permacultura completa QUI)
acquistando su Macrolibrarsi ed inserendo il codice partner 3173
potrai inoltre sostenere Mani nella Terra, scopri di più
www.maninellaterra.org/p/sostienici-acquistando-su.html
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di Roberto Schellino

Nel corso della storia le agricolture a dimensione contadina e familiare, sia che fossero costituite da piccoli proprietari che da affittuari o mezzadri, hanno avuto al proprio interno una struttura collettiva dove uomini, donne, bambini, anziani, persone con disabilità o disagio sociale sono sempre stati parte attiva nei cicli stagionali di vita e di lavoro. Non fosse altro che per necessità di sopravvivenza, tutte le energie disponibili erano integrate nei lavori, dando a ognuno un compito che fosse in grado di svolgere. In queste condizioni di povertà, chi non si occupava dei lavori principali portava avanti quelli più semplici ma comunque utili: dalla spigolatura dei cereali alla sorveglianza degli animali e alla cura dell'orto.

Scomparso quel mondo e trascorsi alcuni decenni in cui l'agricoltura è stata vista solo come produttrice di materie prime, negli ultimi anni si sta invece riscoprendo la molteplicità della dimensione contadina. Quell'informale universo di pratiche e relazioni oggi è riproposto nella moderna figura dell'impresa agricola multifunzionale, dove però ogni singola funzione è ora inquadrata da norme, regolamenti, disciplinari. Ne esistono per lavorare in modo sano la terra, per vendere un litro di latte, per ottenere uno spazio al mercato, per alloggiare turisti o portare studenti nei campi, e anche per accogliere soggetti "deboli".

Prima di tornare agricoltore ho lavorato per anni come educatore di territorio con giovani disabili e mi rendevo conto dell'enrome potenziale emancipativo presente nell'agricoltura di tipo contadino, per le sue mille attività e contesti in grado di trovare uno spazio per chiunque. Da agricoltore, nei mie campi ho svolto attività e lavori con giovani studenti e ragazzi disabili. Non mi appartiene però, e non sono il solo a pensarla così, la necessità di identificarmi in un'agricoltura sociale in forma di impresa, che porta a mettere online le foto di questi ragazzi accanto ai prodotti, ad avere un apposito marchio commerciale e a richiedere per questo motivo un posto riservato al mercato.

Far sì che le istituzioni sostengano alla fonte le esperienze di economia solidale mi pare indispensabile. Fare marketing sociale con le immagini dei ragazzi disabili, che tra l'altro anche nei periodici più virtuosi compaiono solo in questi casi, è parte della dominante logica della società dei consumi. La dimensione solidale è importante che ci sia, ma è bello lasciarla nelle sue relazioni informali dentro le reti auto-regolatrici della comunità locale.


L'AGRICOLTURA È ANCHE COMPARTECIPAZIONE!
Dal 18 al 21 aprile presso Il Casone - Valle dell'Aniene (RM), uniremo i saperi, le competenze e le esperienze di più o meno esperti, tra cui Luciano Furcas!, per realizzare insieme e in allegria un orto in permacultura.

La progettazione in permacultura permette di connettere gli elementi e di avvalersi di tecniche e pratiche prese in prestito da altre discipline.

Un'opportunità di condivisione e partecipazione, nata dall'esperienza unita all'intenzione di Mani nella Terra, degli amici dell'Associazione Culturale Tavola Rotonda e del Movimento per la Decrescita Felice Roma, che riconosce le esigenze del momento e la volontà di apprendere con una modalità che vada oltre l'aspetto teorico e coinvolga i partecipanti, trasmettendo nozioni direttamente sul campo e... dal campo!
Info: www.maninellaterra.org/p/orto-in-permacultura-2013.htmlpermacultura@maninellaterra.org

Altri corsi
- laboratorio pratico di costruzione di un forno in terra cruda
corso certificato di progettazione in Permacultura con Saviana Parodi
Per rimanere aggiornato sugli eventi compila il form qui www.maninellaterra.org/p/eventi.html


Bibliografia di base
(bibliografia permacultura completa QUI)
acquistando su Macrolibrarsi ed inserendo il codice partner 3173
potrai inoltre sostenere Mani nella Terra, scopri di più
www.maninellaterra.org/p/sostienici-acquistando-su.html
La Rivoluzione del Filo di Paglia
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Il Suolo - Un Patrimonio da Salvare
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Il pane è frutto della trasformazione di un prodotto della terra. Per fare un buon pane è necessario recuperare il rapporto con la materia prima fondamentale: il cereale. Il mugnaio (er molinaro) lo macinerà lentamente a pietra, senza scaldare troppo i chicchi, trasformandolo in farina. Il panificatore dovrà gestire la fermentazione: un processo di trasformazione quasi alchemico. Gli amidi si trasformano in zucchero, lieviti e batteri attraverso un processo biologico si nutrono e producono anidride carbonica che fa crescere l'impasto. Una buona fermentazione deve essere lenta.

In occasione del Pasta Madre Day, il 2 febbraio tireremo fuori le nostre capacità artigianali come sperimentatori-panificatori. Conosceremo la storia del LIEVITO MADRE, comprenderemo l'importanza e la bellezza della FERMENTAZIONE. Metteremo le MANI IN PASTA e mentre il nostro panetto lieviterà in attesa di esser cotto nel FORNO IN TERRA CRUDA, ci delizieremo con un PRANZETTO sano e biodiverso!

Se il tempo lo permetterà faremo anche una passeggiata di conoscenza e magari di raccolta di erbe spontanee!

Concluderemo la giornata con la degustazione dell'olio sabino dei nostri ulivi!

Da portare:
- un grembiule
- una ciotola per impastare
- un barattolino di vetro per portarti via il lievito madre
- abbigliamento da campagna e soprattutto copriti bene!

Il laboratorio è solo per adulti, ma anche i bambini sono benvenuti!
Vorremmo organizzare un laboratorio divertente anche per loro, perciò prenota in tempo :-)

Conferma la tua partecipazione mandando un'email a permacultura@maninellaterra.org entro il 30 gennaio
Contributo 25 euro - Bambini gratis - Max 15 partecipanti - Orario: dalle 10.00 alle 16.00 circa


Gavignano Sabino è una frazione del comune di Forano, in provincia di Rieti a soli 45 minuti da Roma Nord. Invieremo ai partecipanti le indicazioni per arrivare in auto e se prendi il treno, alla stazione ti veniamo a prender noi!

A presto! ☼
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Cosa accomuna una barra di cioccolata, una patatina fritta, una confezione di margarina, una centrale elettrica, una saponetta e la foresta amazzonica o una indonesiana? Semplice: l’olio di palma.
Molto economico rispetto ad altri grassi alimentari più pregiati, solido a temperatura ambiente, adatto a essere stoccato per lungo tempo e facilmente lavorabile, quest’olio è la manna di piccole e grandi industrie alimentari e cosmetiche. Nascosto spesso dietro anonimi “oli vegetali” e “grassi vegetali”, anche di molti prodotti biologici, è l'olio più diffuso al mondo.

Oltre alla produzione di uno spropositato numero di generi alimenati e cosmetici, l'olio di palma apparte indicato anche per l'utilizzo energetico, trasformato in biodiesel o combustuibile per centrali elettriche. Insomma, si tratta di un vero e proprio olio delle meraviglie, che in molti corrono a coltivare. Vi è solo un piccolissimo problema con questa innocua sostanza piena di pregi: è un pericolo per il Pianeta. Infatti, milioni di ettari di foreste pluviali e torbiere in Indonesia, Malesia, Papua Nuova Guinea, Filippine, Thailandia vengono sacrificati all'olio che dà gusto alle nostre brioche, alla crema spalmabile e alle croccanti patatine.

Oranghi e popoli indigeni perdono i loro ambienti e periscono per far spazio a immense piantagioni che producono olio di palma. In Asia, Africa e America Latina ne stanno sorgendo sempre di nuove, per fornire olio da bruciare nei nostri motori e nei nostri cereali. Così, mentre noi ce lo spalmiamo persino addosso e lo mandiamo letteralmente in fumo per far correre le nostre macchine, tonnellate di anidride carbonica e altri gas serra vengono liberati nell'atmosfera per la sua coltivazione. Forse dovremmo tornare al buon vecchio olio extravergine e leggere attentamente gli ingredienti delle nostre merendine, se vogliamo avere un orango in più e un pianeta su cui vivere.

Se non l'avete visto vi consigliamo a tal proposito il documentario Green.

Altre specie a rischio sono la tigre di
sumatra, il rinoceronte e... l'uomo!
Sappiamo che siamo tutti collegati 
alla deforestazione... Ma con
l'assunzione dell'olio di palma ci va
 di mezzo anche la salute! Secondo
l’OMS quest'olio potrebbe avere
effetti negativi sulla salute a causa
del suo elevato contenuto di grassi
saturi. Che dire di tutti quei prodotti
"light" che contengono questo olio?



Ti sembra quindi che mangiare sia diventata una cosa "inutilmente complicata"?
Ricordati che nutrirsi è in realtà piuttosto semplice e si può riassumente in sette parole:
mangiare cibo vero, con moderazione, soprattutto vegetali!

Buon appetito!


AGGIORNAMENTO NOVEMBRE 2014
Al momento molti prodotti alimentari non menzionano in etichetta l'olio di palma. Da dicembre 2014, la normativa europea (Regolamento (UE) n.1169/2011) obbligherà l'indicazione in etichetta di tutti i singoli oli presenti nell’alimento. Non sarà però richiesta un'etichettatura specifica per gli acidi grassi trans. Tuttavia, entro il 13 dicembre 2014 la Commissione Europea è tenuta a presentare una relazione sulla presenza di grassi trans negli alimenti e nella dieta generale della popolazione dell’Unione. Tale rapporto è teso tra l’altro, a valutare l’opportunità di fornire ulteriori informazioni sui grassi trans o considerare eventuali restrizioni al loro uso.
Per tale ragione Mani nella Terra aderisce e sostiene la petizione Stop all’invasione dell’olio di palma, lanciata da Il Fatto Alimentare: "Chiediamo al Ministero delle politiche agricole e agli altri Stati membri dell'Unione Europea di aderire subito alle Linee Guida del CFS (Committee on World Food Security) – FAO, per una gestione responsabile delle terre, delle foreste e dei bacini idrici. Chiediamo ai supermercati di escludere dalle forniture dei prodotti con il loro marchio (private label) l'olio di palma. Chiediamo alle industrie agroalimentari di impegnarsi a riformulare i prodotti senza l'utilizzo di olio di palma, affinché il cibo "made in Italy" possa davvero distinguersi come buono e giusto." - PER FIRMARE ANCHE TU segui il link www.change.org/p/stop-all-invasione-dell-olio-di-palma

io scelgo di vivere in questo mondo, e tu?



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Doppiato il solstizio d'inverno nel punto più basso e più notturno del suo volo, il sole accende il segno del Capricorno, con la luce fredda e cristallina dell'aurora. Alla terra sono ormai tornati i sali minerali contenuti nel monto vegetale. Il paesaggio si è mineralizzato: è asciutto, essenziale e freddo, come può esserlo la vetta di un monte, patria dello stambecco, del capricorno.

Le piante sono spoglie, contratte, ridotte all'essenzialità scheletrica del tronco e dei suoi rami. Fanno eccezione le conifere, ma anche pini, cipressi abeti e sequoie sono dei monumenti al dio della contrazione: Kronos, la divinità che ha contratto l'eternità nel tempo, chiamato anche Saturno. Le foglie delle conifere sono infatti contratte in aghi, i fiori e i frutti lignificati in pigne e pinoli.

In molte delle conifere questi caratteri saturnini si notano anche nelle loro proprietà medicamentose. Balsami come quelli del Pino silvestre, del Pino mugo o dell'Abete sono usati da sempre per curare tipiche malattie saturnine come raffreddori, sinusiti e bronchiti o reumatismi e artriti. In questi casi le caratteristiche saturnine, vale a dire costringenti, astringenti e generalmente "statiche" di queste essenze, si traducono in azioni batteriostatiche, disinfettanti, sfiammanti e decongestionanti. In altri casi, come quelli della Tuja e del Tasso, in azioni citostatiche e antitumorali. In altri ancora, come quelli della Sequoia o del Cipresso, in azioni decongestionanti e vasocostrittrici, soprattutto a livello delle pelvi (emorroidi, annessiti ecc.).

La Sequoia, il più colossale monumento al dio Kronos, è una pianta che sa invecchiare anche fino a mille anni e che sa perciò curare i malanni dell'invecchiamento quali senescenza, andropausa e menopausa, ipertrofia della prostata, fibromi uterini, osteoporosi senile. Per questi problemi si utilizza il macerato glicerico MG 1DH Sequoia gigantea, nella misura di 100 gocce al dì, assunte con un po' d'acqua in una volta solo un quarto d'ora prima del pasto.
Questa grande capacitò delle conifere di adeguarsi a luoghi e climi difficili sembra mancare nel caso del Larice, l'unica delle conifere europee a perdere il manto verde dei suoi aghi leggiadri. In realtà ciò è falso, poiché il Larice perde i suoi aghi per adeguarsi ancor meglio degli altri a climi e temperature che questi non tollererebbero.

Non a caso il dottor Bach consiglia Larch, il rimedio tratto da questa pianta, per coloro che soffrono di complessi di inferiorità del tutto infondati e che, ritenendosi inadeguati, rinunciano preventivamente ai propri desideri e obiettivi o si scoraggiano al primo fallimento. Larch, dice il dottor Bach, insegno loro "ad essere costanti nella determinazione di vincere, decisi con volontà a raggiungere la cima della montagna", a scoprire come sotto le apparenze del brutto anatroccolo si celi il cigno. A tale scopo si assumono sotto la lingua 4 gocce di questo rimedio per almeno 4 volte al dì.

- Per saperne di più: 
Erbario della Salute
Voto medio su 2 recensioni: Buono

Erbario della Salute: una rassegna accurata delle 40 piante più efficaci del nostro clima, che tutti possono raccogliere e utilizzare.
L'autore, con una lunga pratica in erboristeria, conduce per mano il lettore alla scoperta delle qualità curative ed energetiche di queste nostre preziose "alleate", illustrandone non solo l'impiego terapeutico, ma anche l'utilizzo nella difesa delle piante da appartamento e da orto, e nella cura degli animali domestici.
Per ogni singola pianta, il libro riporta una scheda dettagliata, corredata da foto e disegni, dove oltre alle indicazioni utili per facilitare il riconoscimento delle singole specie, sono illustrate le modalità e i tempi di raccolta, l'impiego e le varie forme di preparazione: infusi, decotti, tinture madri, oleoliti...


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Ci sembra assolutamente fantastico pubblicare come primo post per il 2013 la notizia dell'avvio della raccolta firme per la campagna STOP VIVISECTION.

Questa iniziativa nasce a seguito delle numerose e vibranti proteste dei cittadini europei rispetto all’approvazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”). Tale direttiva non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Inoltre, la sperimentazione animale rappresenta un serio pericolo per la salute umana in quanto i test animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e frenano lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica.

L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea stabilisce che “l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti”. Questo riconoscimento ufficiale porta in sé l’obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza alcun dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa.

Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficienza e l’affidabilità.

Per tale ragione la pratica della sperimentazione animale rappresenta:
• un pericolo per la salute umana e per l’ambiente,
• un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo,
• un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo.

Dal 1° aprile 2012, grazie all'iniziativa popolare, sono stati fatti enormi passi avanti e finalmente è possibile firmare on-line e partecipare direttamente all’attività legislativa dell’Unione Europea chiedendo l’abrogazione della direttiva 2010/63/UE, con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali. Con questo nuovo strumento la Commissione Europea è obbligata ad analizzare le richieste dei cittadini entro tre mesi dal deposito delle firme necessarie, organizzando un’audizione pubblica del comitato organizzatore e predisponendo in seguito una comunicazione in cui spiega in che maniera intende intervenire.

Modulo 
 hai bisogno del tuo documento per firmare!  
data chiusura raccolta firme: 1 novembre 2013



Un'atrocità non è minore per il fatto che viene commessa in un laboratorio ed è chiamata ricerca medica: resta sempre un'atrocità. George Bernard Shaw

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. M.K. Gandhi
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