• La nostra Terra, il suolo, l'humus e la vita


    La terra è la bruna epidermide del nostro pianeta, la massa più o meno grumosa dove le piante affondano le loro radici. Il suolo in cui cresce la vegetazione può avere uno spessore di diversi metri o soltanto di pochi centimetri, ma non più di 10-30 centimetri dello strato superiore sono costituiti da fertile humus. I nostri progenitori chiamavano questi pochi palmi di terreno, con reverenza, "madre terra". Appellativo davvero non ingiustificato, dato che piante, animali ed esseri umani trovano in essa in loro sostentamento. Se questo strato dovesse scomparire il nostro pianeta tornerebbe ad essere un corpo celeste senza vita.

    La Terra ha un diametro di circa 12.600 chilometri. Steso su questa grandissima sfera lo strato di humus è come un velo sottilissimo che rappresenta in più punti grandi "strappi", là dove si estendono mari, ghiacciai, nude catene montuose o deserti. Per formare questa materia ricca di vita ci sono voluti milioni di anni. Nei suoi diversi strati il terreno, la Terra è composta da particelle minerali e organiche. Attraverso le ere infinitamente lunghe dell'evoluzione della vita sul pianeta, le forze della natura hanno trasformato in polvere le montagne primordiali. Nel corso dei millenni, l'acqua corrente e le tempeste, il freddo e il caldo hanno eroso le rocce, le hanno spezzate e frantumate, poi la polvere di roccia si è lentamente stratificata. Possiamo farci un'idea di questa gigantesca e paziente opera di erosione nelle grandi valli fluviali, là dove le acque non sono state ancora regolate. In Egitto, ad esempio, prima che si costruisse la diga di Assuan, le acque del Nilo trasportavano sulla pianura il fertile limo che avevano raccolto fra le montagne dell'Etiopia. Dove questo si depositava, ai lati del fiume, al ritiro delle acque restavano campi fertili e ben concimati. Nella fine fanghiglia strappata alle montagne sono presenti minerali e microelementi. La composizione di queste preziose sostanze nutritive cambia da una zona all'altra, a seconda del tipo di roccia che ha dato origine al suolo. Esistono rocce dette eruttive, nate delle eruzioni dei vulcani primordiali; rocce sedimentarie, cioè depositate nel corso delle ere geologiche; rocce metamorfiche, ovvero modificate, nella loro struttura, da calori e pressioni fortissimi e da fenomeni tettonici; rocce calcaree, nate per lo più dalla stratificazione di resti di piante e animali preistorici.

    Con l'erosione di tutti questi tipi di roccia si è formato, in milioni di anni, il suolo. Esso si presentava diverso da zona a zona come sono diverse le montagne dei vari continenti. Ai singoli strati localizzati si è aggiunta, in qualche punto, una sottile polvere di roccia, trasportata dal vento a migliaia di chilometri di distanza. Dove questa polvere si depositava, si formava un terreno fertile, coltivabile e ricco di limo. Si pensi alla famosa "terra gialla" della Cina e alla fertile pianura intorno a Magdeburgo (Germania).

    Ma non sono state soltanto le rocce a formare il suolo. Anche le piante e gli animali che popolarono il pianeta di era in era hanno contribuito a creare nuova terra. I loro rifiuti organici hanno dato vita a quel prezioso strato superiore che prende il nome di humus. Questo straordinario processo di trasformazione era già iniziato con i primi muschi e licheni sviluppatisi nelle fessure delle rocce, su minuscole quantità di polvere di queste stesse rocce. Con la morte e la decomposizione degli organismi viventi, la terra riceveva nuovo incremento. Un esempio mirabile di questo processo naturale di formazione dell'humus si riscontra nel terreno del bosco misto. Senza interventi esterni la natura rinnova a ciclo continuo le sue riserve di "terra viva" e di sostanze nutritive.

    Le diverse modalità della "creazione" sono divise tra loro da molti milioni di anni. I tipi di suolo a cui hanno dato origine sono assai diversi, La terra può essere bruna, nera, rossa e gialla. Accanto all'arida sabbia dei deserti si sono formati fertili terreni argillosi, pesanti e impermeabili. Per chi coltiva è importante, a fini pratici, distinguere questi tipi: terreno sabbioso, sabbia limosa, limo sabbioso, terreno limoso, limo argilloso, argilla. Questa suddivisione non deve essere rigida, poiché le diverse sostanze presenti nel terreno variano in percentuale da zona a zona.
    [consigliamo la lettura di "Conoscere la terra: i terreni"]

    La natura ha impiegato tempi lunghissimi per creare queste varietà di terreno, e il processo continua ancora oggi: le rocce continuano ad essere erose, e assieme ai rifiuti organici generano nuova terra.
    L'humus è quindi una risorsa naturale capace di rigenerarsi, a condizione che siano rispettate le leggi della natura. In caso contrario è possibile che un terreno diventi - e spesso in modo irreversibile - un deserto. La diminuzione del livello delle falde idriche, la trasformazione di terre fertili in una sorta di steppa e l'erosione del suolo sono altrettanti sintomi di questo processo che ha all'origine gli errori e la superbia dell'uomo.
    "Le foreste hanno preceduto l'uomo, i deserti lo seguono", previsione di Chateaubriand.
    Non facciamola avverare.


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