• Come trattiamo gli animali?

    Se non l'hai già fatto, leggi prima la 1a parte

    Man mano che la nostra epoca evolve, l'animale cessa di aiutare l'uomo nelle numerose occupazioni quotidiane ed è sostituito dalle macchine, più pratiche ed efficaci, oppure, come i cani da pastore, scompare insieme alla sua attività. […]
    Nella società occidentale, l'animale sopravvive come fonte, sempre più anonima, di nutrimento e come compagno, sempre più nevrotico, degli abitanti delle città. L'uomo moderno non vuole più riconoscere l'animale che mangia: lo vuole anonimo, preconfezionato, ridotto a polpetta, carne macinata, tramezzino. […] Le bestie che mangia non vedono più la luce, non hanno più nome e sono abbattute freddamente […].
    L'aumento rapido della popolazione e del suo livello di vita pone un serio problema per quanto riguarda l'avvenire degli allevamenti industriali. Gli animali di cui ci nutriamo, infatti, consumano molte proteine vegetali, e dunque ci fanno concorrenza sul piano alimentare. […] e le risorse alimentari per nutrire tutti questi animale scarseggiano. In Europa, per esempio, gli animali di allevamento consumano il 100% del mais, l'80% dell'orzo e il 40% del grano che produciamo. A ciò vanno aggiunti i complementi alimentari che importiamo per il 77% […]. Le mucche sono nutrite molto meglio di molti esseri umani. Questa situazione non potrà durare in eterno, perché la produzione di cereali ristagna e le riserve si dissolvono come neve al sole. Occorrerà quindi rendere l'umanità vegetariana, ma ci vorrà tempo, dato che gli uomini amano la carne e bisogna evitare lo scontento popolare. Le tappe saranno le seguenti: innanzitutto si dovranno disgustare i consumatori della carne bovina, la più costosa dal punto di vista energetico in quanto sono necessari 7 chili di proteine vegetali per produrne un chilo. Dopo la mucca pazza, il consumo di carne bovina ha subìto un arresto. Poi, occorrerà disgustarli della carne di maiale, in quanto sono necessari 3 chili di proteine vegetali per produrre un chilo di carne di maiale. Gli scandali dei maiali alla diossina e delle pesti suine frenano anche il consumo di questo tipo di carne. Ora si comincia a disgustare la gente del pollame, che consuma 2 chili di proteine vegetali per chilo di carne. […] Infine bisognerà che la gente impari a rinunciare ai pesci, in particolare a quelli carnivori di allevamento, che consumano troppe proteine. A quanto pare, l'avvenire sarà degli insetti, la cui proteina è di qualità eccellente, che consumano soltanto 1,1 chili di proteine vegetali per produrne un chilo. I loro escrementi, inoltre, sono poco voluminosi, il che risolverebbe il problema dell'inquinamento dovuto ai colaticci. Questi animali permettono un ammassamento ancora più elevato che le altre specie. Sarebbe certamente impossibile indurre gli uomini a mangiare insetti così come sono, ma il fast food, che serve già una carne impossibile da riconoscere, permetterà di fare polpette di insetti senza che il consumatore se ne renda conto. Poi, basterà utilizzare molecole di sintesi per aggiungervi il gusto di manzo, di maiale o di pesce. Attualmente, nelle polpette industriali c'è già più del 30% di pasticcio di soia e i clienti non se ne rendono conto. Può sembrare una visione apocalittica, ma in realtà è una conseguenza ineluttabile, non soltanto perché bisogna spartirsi una torta le cui dimensioni sono limitate, ma anche perché gli allevamenti industriali sono vittime delle zoonosi a un ritmo sempre più rapido. Ormai, non passa anno senza che vi sia un problema di mucca pazza, di peste suina, di virus del salmone o di influenza aviaria. E ogni volta la risposta è la stessa, sottile, delicata, degna di una civiltà evoluta come la nostra: il massacro. […]
    Ma vergogna e spreco sono di breve durata, bisogna arrendersi all'evidenza, questo sistema mostruoso non può durare. […] La nostra società sarà obbligata a ridare dignità agli animali da allevamento o a diventare vegetariana, come gli indiani. In India, primo paese al mondo ad aver conosciuto problemi di sovrappopolazione, la mancanza di spazio per le bestie è stata avvertita già molto tempo fa. Per adattarsi, la società indiana ha creato l'induismo, religione basata sulla proibizione di mangiare carne. […] In India, i bovini sono diventati sacri e all'interno del gregge la percentuale dei sessi è stata invertita. Mentre in tutti i greggi di bovini del mondo le femmine sono largamente maggioritarie in quanto un toro può fecondare molte vacche, nel gregge di bovini indiani, il più grande del mondo poiché supera i 100 milioni di capi, sono i tori a costitute la maggioranza. Di conseguenza il gregge è stabile, se ne conserva la forza lavoro evitando una concorrenza alimentare troppo forte tra i coltivatori e i bovini. Ma il modello indiano, vecchio di secoli, non sembra generalizzabile all'umanità nel suo complesso perché il sacro è quasi scomparso dalla civiltà mondiale.
    Di contro ai massacri anonimi degli animali di allevamento, si sviluppa, quasi volessimo fare ammenda o salvarci l'anima, un eccesso nevrotico di passione per gli animali domestici. Quanto più la natura scompare, tanto più i cani pisciano sui nostri marciapiedi e i gatti ammorbano i nostri appartamenti. Nella società decadente in cui vivono gli occidentali, i cani e i gatti domestici sono più numerosi dei bambini sotto i quindici anni. Nei supermercati hanno i loro reparti di croccanti, scatolette, abiti e persino giocattoli. […] Strana civiltà la nostra, che brucia vacche e pollame, stermina fauna selvaggia, ma vizia in modo esagerato i cani e i gatti. Non abbiamo più un cuore abbastanza generoso da amare la natura nella sua totalità? Possibile che per noi, abitanti delle megalopoli, la natura si riassuma in un cane castrato, che ogni mattina va a pisciare contro il cedro azzurro in mezzo all'aiuola ben tosata? Un tempo, ogni paese aveva il suo animale o la sua pianta araldica: l'Inghilterra, il leone e la rosa; la Francia, il gallo e il giglio; l'Irlanda, il cane e il trifoglio. Se dovessimo scegliere un animale e una pianta come emblemi della nostra civiltà, ci sembra che i più adatti sarebbero il topo e l'erba delle aiuole. Qualcosa si è incrinato nei nostri rapporti con il mondo animale: gli animali non sostengono più i nostri sogni e le nostre speranze, ci servono per riempirci il ventre e sfogare le nostre frustrazioni.

    Ecco come promesso la sorpresa che siamo sicuri gradirai anche se si tratta di leggere ancora qualche riga!

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