Negli ultimi 20 anni Emilia Hazelip si è dedicata instancabilmente a sviluppare e insegnare in tutta Europa e in Nord America il metodo di coltivazione da lei Denominato: "Agricoltura sinergica", sperimentando il suo approccio in un'incredibile varietà di luoghi e climi e suoli. Dalla Galeria de Arte Elemental nel sud della Spagna, a Torrette sur le Loup nelle alpi marittime, alla Prairie de Toulose e Las Encantadas in Francia, fino a Solaria in Italia.

Fin da giovanissima aveva seguito la sua vocazione di viaggiatrice e ricercatrice, lasciando la Spagna, sua terra d'origine, per studiare filosofia a Parigi e Boston, poi viaggiando per il Messico alla scoperta dell'antica coltura dei Maya, in California per imparare l'agricoltura biologica, in Giappone con Fukuoka per approfondire l'agricoltura naturale e di nuovo in Europa, in Africa, in Italia, negli Stati Uniti.

Grande esperienza sapientemente elaborata, che diventava nell'insegnamento capacità di trasmettere, di contagiare. Contagiava un modo di stare in contatto con la terra, di ascoltarla; trasmetteva la curiosità della sperimentazione continua, in prima persona, di tutto ciò che avviene nel regno dell'agricoltura. Per lei ogni sito, ogni pianta, ogni esposizione, ogni ambiente, sono unici e questa unicità è ricchezza. Contagiava cortesia verso la terra, nel senso classico del termine: cortesia di cedere il passo, di ascoltare prima di parlare, di intervenire solo dopo aver veramente compreso. Come agricoltrice e come donna, Emilia Hazelip era una persona antica, antica come solo i veri moderni sanno essere: affiancava alla conoscenza approfondita della più aggiornata microbiologica del suolo e della fisica degli elementi, un'attitudine da raccoglitrice che, capace di riconoscere in ogni frutto spontaneo della terra il potere di trasformarsi in cibo, nulla scarta e tutto valorizza. Una visione antica dell'agricoltura, cioè preesistente al vizio tecnologico di pesare, misurare, controllare, dominare, che per Emilia trovava conferma nelle scoperte archeologiche di Marija Gimbutas, e nella sua convinzione che l'Europa prima dell'arrivo delle popolazioni indo-europee fosse una terra armoniosa in cui donne e uomini coesistevano su base egualitaria, sotto la fausta influenza della grande Dea Madre.

L'approccio alla terra elaborato attraverso l'agricoltura sinergica, nella visione di Emilia Hazelip, spinge verso la possibilità di riappropriarsi di un modo di vita pacifico, non predatore, e basato sull'armonia e la collaborazione con la natura.

Come Marija Gimbutas (1994), Emilia Hazelip è morta il 2 febbraio, momento che secondo il calendario celtico corrisponde allo stato di massima apertura della Terra, al suo risveglio. Anche questo passaggio, viene da pensare, Emilia l'abbia vissuto in totale sintonia con il suo elemento: la Terra.

testo tratto da Il Mio Orto Biologico

Consigliamo la visione di questo documentario (30 minuti) diviso in due parti: Il Giardino di Emilia Hazelip



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