Biodivertiamoci è un progetto creato insieme a Essere il Cambiamento, che ci ha visti promotori di una serie di serate legate alla scelta vegan.

Non c'è bisogno di essere vegan per scegliere un'alimentazione biodiversa, fortunatamente la nostra tradizione italiana è già ricca di alimenti, ma le abitudini, uno stile di vita frenetico e un modo di nutrirci sempre più lontano dalla natura ci portano spesso a limitare i nostri sensi o ad offuscarli... L'intento è di riattivare i nostri sensi e naturalmente di divertirci... anzi, biodivertirci!

Al momento le serate sono sospese, ma coloro che vogliono partecipare possono continuare ad inviare le foto della preparazione dei piatti a alimentazione@maninellaterra.org. Saranno pubblicate su facebook in quest'album: Biodivertiamoci a tavola... e un po' di più!


Ecco come avevamo suddiviso le serate:

1. La scelta vegan.
Oltre la scelta alimentare: etica, ecologica, sociale, salutistica, economica; impariamo a leggere l'etichetta e… un po' di più!

2. Cosa mangiano i vegani.
Se pensi che i vegan mangino solo insalata, toglitelo dalla testa! :-) Spesso, cambiando modo di mangiare si è più curiosi di provare cose nuove, e così si allarga l'orizzonte delle nostre possibili scelte; accade, infatti, che ci sia più varietà nella dieta di un vegan che in quella di un onnivoro! Inoltriamoci alla scoperta della cosiddetta VegPyramid, sfatando i miti sulle proteine e… un po' di più!

3. Sperimentiamo una cucina biodiversa.
Riscopriamo i vecchi sapori, conosciamone di nuovi, creiamo piatti semplici ma ricchi di nutrimento... mettiamoci in gioco, anzi, ai fornelli! Seguendo la stagionalità verranno proposte minimo 3 ricette (un primo, un secondo e un dolce, ma ci potranno essere anche salse, antipasti, ecc.) e chi lo desidera potrà condividere l'esperienza inviando foto e pensieri anche di ricette personali, purché sia vegan e ricche di entusiasmo!

IMPORTANTE: A nessuno è richiesto di seguire una dieta vegan o vegetariana, non siamo qui per insegnare, siamo qui per condividere la nostra esperienza e quelle informazioni necessarie affinché ognuno possa compiere una scelta consapevole.

N.B. Non saranno mai condivisi video o immagini crude o violente. La scelta vegan la si compie per rispetto degli animali, o per rispetto dell'ambiente, o per "combattere" la fame nel mondo, o per la propria salute, o per alcune o tutte queste cose messe insieme. Questa scelta è dunque motivo di gioia e non condividerla, anche con chi non l'ha compiuta o potrebbe non essere interessato a farlo, sarebbe comunque un peccato. Ti aspettiamo!


Ed ecco di cosa abbiamo parlato nei primi due incontri


 Non sappiamo quale sarà l'evoluzione di "Biodivertiamoci a tavola... e un po' di più!"
 ma se vuoi rimanere aggiornato ti invitiamo a compilare il form che trovi nella sezione eventi.
leggi tutto...

Dopo cinque anni di lavoro, il progetto "microbioma umano", promosso dal National Institute of Health statunitense, ha prodotto una prima dettagliata mappatura dei microrganismi che albergano nel corpo umano.

Apparentemente la notizia potrebbe sembrare riservata agli addetti ai lavori, o peggio, agli integralisti dell'igiene. In realtà il numero e la grande varietà di funzioni svolte dal microscopico zoo che colonizza l'epidermide umana e l'interno dei nostri organi è tale da far ripensare profondamente la stessa definizione di essere umano. Messi insieme, batteri, funghi, protozoi, elmiti e virus, nostri visibili coinquilini, sono più numerosi delle cellule umane, per la precisione 100 trilioni, pari a circa il 3% della nostra massa corporea.

L'aspetto più interessante che riguarda le oltre 10 mila specie di microrganismi nostri ospiti è rappresentato dall'incessante scambio di informazioni e nutrienti che mantengono con il nostro organismo. Per fare solo qualche esempio, sono i batteri del tratto intestinale a permetterci di digerire e assimilare le sostanze nutritive, scomponendo gran parte delle proteine, dei lipidi e dei carboidrati assunti con il cibo. Sono sempre loro che producono vitamine e anti-infiammatori che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare. Oltre al ruolo attivo svolto nel processo digestivo e nel metabolismo in generale, il microbioma è inoltre fondamentale per garantire il corretto funzionamento del sistema immunitario e perfino per lo sviluppo del cervello dei neonati.

Più che come parassiti, questi microrganismi si comportano come fedeli compagni di viaggio. Nel corso della sua evoluzione, l'uomo ha costituito con essi una comunità solidale o, per dirla in termini più corretti, un ecosistema molto efficiente, tanto da far affermare agli scienziati del progetto microbioma che "alla luce di questi studi un essere umano va concepito come composto da cellule umane e microbiche".

Non si può non trovare una correlazione tra i risultati di questa ricerca e tanti altri studi (teoria della complessità, ipotesi Gaia, teorie del caos) che sembrano portare tutti alla stessa conclusione: come esseri viventi non siamo realtà isolate. Viviamo in relazione con gli altri all'interno di "ecosistemi" dove il singolo è in stretto rapporto di interdipendenza, o di interessenza come direbbe Thich Nhat Hanh, con tutti gli abitanti del Pianeta. La somma di queste relazioni, spiega Fritjof Capra, compone la "rete della vita".

Alla luce di queste ricerche, appare ancora più insensato pensare di curare le malattie mirando solo all'eliminazione del sintomo, ottenere alimenti inquinando terra e acqua, produrre energia soffocando l'atmosfera di CO2 o sanare l'economia creando milioni di disoccupati.

È tempo di soluzioni che tengano conto della complessità delle relazioni che regolano la vita sul nostro Pianeta e nella nostra società. Chiosando Alexander Supertramp di Into the wild: un futuro felice ci potrà essere solo se condiviso.

leggi tutto...


Il dibattito che riguarda gli OGM è un dibattito assai complesso, non solo per ciò che c'è in gioco ma anche per i diversi livelli di discussione: politico, economico, ecologico, scientifico. Si discute sulle potenzialità degli OGM di seconda generazione per un miglioramento delle qualità dei cibi in contrapposizione alla già confermata alta qualità dei prodotti tipico e comunque naturali, si dibatte dei danni che gli alimenti geneticamente modificati potrebbero arrecare alla salute umana in relazione al loro utilizzo per risolvere la richiesta mondiale di cibo e ancora della resistenza delle piante geneticamente modificate a trattamenti con erbicidi in antitesi alla possibilità di dare vita a piante superinfestanti e così via.

Il rapporto di MediaBiotech pubblicato nel 2005 e scaricabile QUI, è basato su un'analisi approfondita dei quotidiani e delle riviste di maggior tiratura nazionale e risulta che i giornali italiani danno già acquisita, da parte del lettore, una conoscenza di tipo tecnico-scientifica come quella richiesta dall'argomento OGM. Esaminando i vocaboli utilizzati "il 58,5% degli articoli presuppone una conoscenza di livello medico e il 37% una conoscenza di livello medio-alto, raggiungendo complessivamente la percentuale del 95,5%".

"Sono felice che sappiamo cosa mangiamo... Che c'è per cena?"
"Il solito... conservanti, coloranti, additivi..."

A partire da queste premesse viene da chiedersi come potrebbe un cittadino propendere per una posizione o per l'altra. A ciò si deve aggiungere la scarsa credibilità che ha raggiunto la ricerca scientifica nell'ultimo decennio. Nel momento in cui sono emersi i legami tra la stessa e interessi politico-economici, la neutralità di opinione di cui si faceva garante la scienza ha cominciato a vacillare. C'è, inoltre, da tener conto dell'impatto sulla società, che può avere la problematica degli OGM. Non è detto che un prodotto della tecnologia scientifica, per quanto ideato a vantaggio della popolazione ed economicamente conveniente, implichi il suo automatico impiego. La società, se fornita degli strumenti atti a una corretta comprensione e valutazione, può anche decidere di rinunciare ai potenziali vantaggi in nome di altri valori ritenuti più importanti.

Sempre nello stesso rapporto MediaBiotech si può leggere "quando si parla di OGM scendono in campo due opposte fazioni, una a favore e una contraria, pronte a sfidarsi come se si trovassero in un campo di battagli [...] senza, però, che ci sia mai un dialogo reale tra le parti coinvolte". In questi scontri, più che confronti, tra opinioni contrapposte, dove una fazione afferma l'esatto contrario di quanto detto dalla fazione opposta, chi ne soffre è l'informazione scientifica e l'efficacia della sua divulgazione. Sembra quasi che il contendersi tra le opposte fazioni sia l'unica forma d'accesso a questa tematica e alla possibilità di formarsi un'opinione. Si percepisce, in queste diatribe mediatiche, uno scontro tra opinioni più che tra contenuti, che finisce per delegittimare entrambi, non soddisfacendo la necessità di approfondimento dell'utente, che continua ad essere sempre più perplesso (o a farsi un'opinione senza contenuto...).

È indubbio, nella questione OGM, che la chiave di volta sia nelle mani del consumatore. Un consumatore che sia adeguatamente informato può optare per determinate scelte piuttosto che per altre, può dettare le regole del gioco piuttosto che esserne succube, può orientare le politiche dell'industria alimentare e chiedere una normativa che rispetti le esigenze di trasparenza e chiarezza. Ogni cittadino deve essere quanto più consapevole delle proprie opinioni e delle conseguenze delle stesse, affinché non sia uno spettatore passivo ma coinvolto e in grado di assumere un ruolo attivo al punto di condizionare le scelte dell'industria alimentare e delle politiche europee.


Grazie per aver letto tutto il dossier, condividilo ora con i tuoi parenti, amici e conoscenti!


ogm

1.Cosa sono gli OGM
In ogni cellula del nostro corpo è presente una molecola, il DNA, la sede dell'informazione genetica, che viene trasmessa ereditariamente. Nel DNA, infatti, esistono delle unità chiamate geni che sono i responsabili del colore dei nostri occhi e capelli, della nostra altezza, insomma delle caratteristiche del nostro organismo.

monsanto-manipolazione

2.Obiettivi disattesi ed effetti collaterali
...La vendita del Roundup procede di pari passo con la vendita di piante geneticamente modificate resistenti al principio attivo del glifosato, che ha la particolarità di distruggere nelle coltivazioni tutte le piante che non possiedono questo principio attivo...


monsanto-label

3.Guerre commerciali
La popolazione americana, che si nutre di OGM da oltre un decennio, non fu mai informata della manipolazione genetica cui erano sottoposti i loro alimenti, poiché vennero immessi sul mercato senza un'adeguata etichettatura.



biodiversita

4.OGM e biodiversità
...si corre il rischio che tollerando le soglie di contaminazione accidentale, anche molto basse, si possa, con il tempo, avere comunque colture convenzionali e biologiche con alti livelli di contaminazione...



No-GMO-label

5.OGM e agricoltura
Il sistema agricolo biotecnologico è un sistema potente sostenuto da forze politiche, scientifiche ed economiche; la penetrazione degli OGM nel nostro territorio è irreversibile, una volta che gli OGM saranno entrati non si potranno più eliminare; gli OGM sono quindi invasivi; come si può mantenere un prodotto alimentare privo di OGM se è permessa una tolleranza dello 0,9%?

gallina-OGM

6.OGM e salute
C'è sicuramente un rischio potenziale dovuto all'instabilità dei geni inserirti all'interno del DNA della cellula ospite, rischio molto maggiore per gli animali che non per le piante che sopportano molto meglio le modificazioni del loro patrimonio genetico.


resistenza

Conclusioni
Un consumatore che sia adeguatamente informato può optare per determinate scelte piuttosto che per altre, può dettare le regole del gioco piuttosto che esserne succube, può orientare le politiche dell'industria alimentare e chiedere una normativa che rispetti le esigenze di trasparenza e chiarezza.






Gli OGM: dalle erbe "pazze" ai cibi biotech
1.Cosa sono gli OGM 2.Obiettivi disattesi ed effetti collaterali 3.Guerre commerciali
4.OGM e biodiversità 5.OGM e agricoltura 6.OGM e salute Conclusioni
leggi tutto...


Ad oggi, non è dimostrato sperimentalmente che il consumo di alimenti biotech possa essere nocivo alla salute dell'uomo (non è vero per quanto riguarda ad esempio i topi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/08/uomini-e-topi/373909/). Abbiamo precedentemente affermato che la popolazione statunitense si nutre inconsapevolmente di tali alimenti da oltre dieci anni. Non si può, però, fare una valutazione accurata degli impatti sanitari degli OGM, poiché tutta la popolazione è indistintamente esposta. Un'accurata analisi epidemiologica presuppone una comparazione tra una porzione di popolazione alimentata esclusivamente con cibi geneticamente modificati, nella quale si tenga conto di determinati parametri (area di residenza, esposizione a inquinanti, distribuzione dell'età, comportamente e abitudini alimentari, stili di vita etc.) e una porzione di popolazione non alimentata con alimenti transgenici. Solo attraverso uno studio così preparato si può forse riuscire a definire i cambiamenti indotti dal consumo di OGM in campo alimentare.

C'è sicuramente un rischio potenziale dovuto all'instabilità dei geni inserirti all'interno del DNA della cellula ospite, rischio molto maggiore per gli animali che non per le piante che sopportano molto meglio le modificazioni del loro patrimonio genetico. C'è anche, però, una profonda diffidenza da parte del consumatore che ritiene gli alimenti geneticamente modificati non naturali, frutto cioè di esperimenti volti a soddisfare più le esigenze di mercato che non di palato.

Le preoccupazioni dei consumatori ruotano fondamentalmente intorno a tre questioni: la possibilità che gli OGM possano indurre allergie, che possano favorire la resistenza agli antibiotici grazie all'uso di questi ultimi come marcatori e che possano verificarsi dei rimaneggiamenti del DNA umano per l'ingestione di alimenti geneticamente modificati.

Relativamente alle allergie, la presenza del transgene può indurre un cambiamento nella composizione proteica di molti alimenti geneticamente modificati e, quindi, indurre la formazione di allergeni che possono provocare una risposta immunitaria nell'organismo e quindi scatenare l'allergia. Sono stati effettuati vari esperimenti in proposito, ma nessuno ha confermato incontrovertibilmente che la causa scatenante delle allergie sono i cibi geneticamente modificati. Le allergie dipendono in primis dalla predisposizione del singolo individuo.

Riguardo la seconda questione, quando s'inserisce un gene, con la caratteristica selezionata, nel DNA di una cellula ospite, si introduce, accoppiato ad esso, anche un gene marcatore (marker), cioè un gene che serve per identificare il punto sul DNA dove è avvenuta l'inserzione. Il marker è un po' come una bandierina su una cartina stradale, serve per far capire in che punto il DNA è stato modificato. Negli OGM di prima generazione furono utilizzati come marker geni di resistenza agli antibiotici. Questo creò non poche polemiche. Il rischio che animali nutriti con alimenti geneticamente modificati recanti questi marcatori trasferissero la resistenza all'antibiotico, a batteri patogeni rendendoli immuni, era elevato. L'uso di questi marcatori fu regolato dalla direttiva 2001/18/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 224/2003: i geni che esprimono una resistenza agli antibiotici utilizzati per trattamenti medici o veterinari devono essere rimossi entro il 31 dicembre 2008. Sembra, però, che l'impiego di geni di resistenza agli antibiotici, come marcatori, non desti preoccupazione nei paesi extra-europei, che non hanno ancora legiferato in proposito.

Infine, per la terza questione, se si dovesse verificare all'interno dell'organismo umano un'interazione tra un gene esterno e il genoma, si potrebbero riscontrare due situazioni: a) visto che il gene è portatore di una determinata caratteristica, che questa possa esprimersi nella cellula umana; b) una mutazione genetica. Da esperimenti effettuati, nel breve periodo, sembra di poter escludere interferenze quando i transgeni sono ingeriti con la dieta. Anche quando si è riscontrata la presenta di DNA estraneo, esso non er espresso e dopo un po' veniva degradato. La stessa cosa non si può dire per farmaci vaccini ottenuti via transgenica e somministrati per via intramuscolare, che mostravano un gene attivo per ben 17 mesi.

Nel 2006 è stato pubblicato da Greenpeace, in collaborazione con Genewatch UK, un registro mondiale della contaminazione da OGM. Il sito con un pratico motore di ricerca, offre i dettagli di tutti i casi noti di contaminazione da OGM di cibo, mangimi, semi e piante selvatiche nel mondo: http://www.gmcontaminationregister.org/ 


ogm

1.Cosa sono gli OGM
In ogni cellula del nostro corpo è presente una molecola, il DNA, la sede dell'informazione genetica, che viene trasmessa ereditariamente. Nel DNA, infatti, esistono delle unità chiamate geni che sono i responsabili del colore dei nostri occhi e capelli, della nostra altezza, insomma delle caratteristiche del nostro organismo.

monsanto-manipolazione

2.Obiettivi disattesi ed effetti collaterali
...La vendita del Roundup procede di pari passo con la vendita di piante geneticamente modificate resistenti al principio attivo del glifosato, che ha la particolarità di distruggere nelle coltivazioni tutte le piante che non possiedono questo principio attivo...


monsanto-label

3.Guerre commerciali
La popolazione americana, che si nutre di OGM da oltre un decennio, non fu mai informata della manipolazione genetica cui erano sottoposti i loro alimenti, poiché vennero immessi sul mercato senza un'adeguata etichettatura.



biodiversita

4.OGM e biodiversità
...si corre il rischio che tollerando le soglie di contaminazione accidentale, anche molto basse, si possa, con il tempo, avere comunque colture convenzionali e biologiche con alti livelli di contaminazione...



No-GMO-label

5.OGM e agricoltura
Il sistema agricolo biotecnologico è un sistema potente sostenuto da forze politiche, scientifiche ed economiche; la penetrazione degli OGM nel nostro territorio è irreversibile, una volta che gli OGM saranno entrati non si potranno più eliminare; gli OGM sono quindi invasivi; come si può mantenere un prodotto alimentare privo di OGM se è permessa una tolleranza dello 0,9%?

gallina-OGM

6.OGM e salute
C'è sicuramente un rischio potenziale dovuto all'instabilità dei geni inserirti all'interno del DNA della cellula ospite, rischio molto maggiore per gli animali che non per le piante che sopportano molto meglio le modificazioni del loro patrimonio genetico.


resistenza

Conclusioni
Un consumatore che sia adeguatamente informato può optare per determinate scelte piuttosto che per altre, può dettare le regole del gioco piuttosto che esserne succube, può orientare le politiche dell'industria alimentare e chiedere una normativa che rispetti le esigenze di trasparenza e chiarezza.






Gli OGM: dalle erbe "pazze" ai cibi biotech
1.Cosa sono gli OGM 2.Obiettivi disattesi ed effetti collaterali 3.Guerre commerciali
4.OGM e biodiversità 5.OGM e agricoltura 6.OGM e salute Conclusioni





libri e DVD per approfondire
OGM: i Rischi per la Salute - Libro
Jeffrey M. Smith
OGM: i Rischi per la Salute 
Arianna Editrice
Voto medio su 6 recensioni: Da non perdere
La Sicurezza degli OGM
Arpad Pusztai, Susan Bardocz
La Sicurezza degli OGM
Edilibri
Voto medio su 5 recensioni: Buono
L'imperatore OGM è senza Vestiti
Autori Vari
L'imperatore OGM è senza Vestiti
Libreria Editrice Fiorentina
Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere
Quel Gene di Troppo
Mariano Bizzarri
Quel Gene di Troppo
Editori Riuniti


Agri-business - I Semi della Distruzione
F. William Engdahl
Agri-business - I Semi della Distruzione
Arianna Editrice
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
Il Mondo Secondo Monsanto
Marie-Monique Robin
Il Mondo Secondo Monsanto - libro
Arianna Editrice
Voto medio su 10 recensioni: Da non perdere
Il Mondo Secondo Monsanto - DVD
Marie-Monique Robin
Il Mondo Secondo Monsanto - DVD
Macrovideo
Voto medio su 8 recensioni: Da non perdere
Geni Fuori Controllo - DVD
Bertram Verhaag, Gabriele Kröber
Geni Fuori Controllo - DVD
Mt0 - Macroticonzero
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
leggi tutto...


Nel 2007, l'area coltivata a OGM è aumentata, raggiungendo, solo nell'ultimo anno con 12,3 milioni di ettari, un'estensione di 114,3 milioni di ettari. I paesi che coltivano piante geneticamente modificate sono 23, di cui 12 in via di sviluppo e 11 industrializzati: USA, Argentina, Brasile, Canada; India, Cina, Paraguay, Sud Africa, Uruguay; Filippine, Australia, Spagna, Messico, Colombia, Cile, Francia, Honduras, Repubblica Ceca, Portogallo, Germania, Slovacchia, Romania e Polonia [OGM in agricoltura: le ragioni di chi dice no, a cura di Michele Pisani per la Coalizione Italia Europa Liberi da OGM, 2008].

Le autorizzazioni alla commercializzazione di prodotti geneticamente modificati sono stati concessi in Europa a scopo di importazione, alimentazione animale mangimistico e/o coltivazione (2001/18/CE) e per alimentazione umana (2003/1829/CE). Le sementi per essere autorizzate alla coltivazione, in Italia, così come in Europa, devono essere iscritte al registro varietà nazionale o europeo: al momento in Italia non è stata registrata nessuna varietà di OGM.

Facendo un'accurata analisi dei rischi-benefici, quali vantaggi potrebbe comportare la coltivazione di piante geneticamente modificate all'agricoltura italiana? Il sistema agricolo biotecnologico è un sistema potente sostenuto da forze politiche, scientifiche ed economiche; la penetrazione degli OGM nel nostro territorio è irreversibile, una volta che gli OGM saranno entrati non si potranno più eliminare; gli OGM sono quindi invasivi; come si può mantenere un prodotto alimentare privo di OGM se è permessa una tolleranza dello 0,9%? Come si potranno proteggere le produzioni tipiche con certificazione di qualità, patrimonio antichissimo e prezioso, dalle monoculture biotech? Se queste ultime hanno una resa maggiore rispetto alle colture tradizionali, è da prevedere un abbassamento dei prezzi del prodotto, con svantaggio delle imprese agricole che producono con tecniche tradizionali; è da prevedere, inoltre, un aumento delle produzioni di alimenti non stagionali sempre a svantaggio delle imprese agricole che producono con tecniche tradizionali; la creazione di forme di monopolio da parte di multinazionali; la perdita in qualità e in tipicità del prodotto: una dipendenza sempre maggiore del settore agricolo nei confronti del settore industriale. E non è tutto; con l'aumento del costo, sui mercati mondiali, delle materie prime agricole a causa della riduzione delle scorte di cereali sempre più utilizzati come risorse energetiche, la produzione di OGM, sulla base di una presunta maggiore produttività, viene indicata come l'unica soluzione a un nuovo dilagare della fame del mondo.

E l'opinione pubblica? L'opinione pubblica rifiuta: rifiuta attraverso i sondaggi d'opinione, rifiuta chiedendo l'etichettatura dei prodotti, rifiuta esigendo dalle grandi catene di distribuzione di togliere i prodotti biotech dai propri scaffali, chiede garanzie attraverso etichette OGM free, costituisce movimenti che a livello regionale possono costituire delle aree libere da OGM.

Gli italiani sono contrati agli OGM e lo si è osservato nel numero di adesioni rilevate dalla consulta nazionale Liberi da OGM, che in soli tre mesi, da settembre a novembre 2007, raccolse più di tre milioni di assensi: il 52% dal nord Italia, mentre numerosi voti arrivarono dalla Lombardia che, a differenza di altri comuni, non è OGM free. La consulta era stata promossa da 32 organizzazioni che nel maggio 2007 avevano dato vita ala Coalizione ItaliaEuropa - Liberi da OGM.

L'esigenza di un cibo "sicuro", da parte della popolazione italiana, è stata colta anche dai produttori che spesso immettono sul mercato alimenti che riportano un'etichetta con la dicitura "OGM free" o "senza OGM", non regolamentata né a livello nazionale né a livello europeo. Si è verificato, dunque, che alcune azienda abbiano posto l'etichetta anche su prodotti contenenti OGM in una soglia inferiore allo 0,9%. Si è in presenza di un problema di pubblicità ingannevole, in quanto se per il prodotto che contiene OGM in quantità inferiore allo 0,9% non sussiste l'obbligo di etichettatura, non vuol dire che il prodotto sia privo di OGM. Si è in presenza di una violazione dell'art. 2 del D.Lgs. 109/1992, per il quale "L'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari non devono indurre in errore l'acquirente sulle caratteristiche del prodotto e precisamente sulla natura, sulla identità, sulla qualità, sulla composizione, sul modo di ottenimento o di fabbricazione del prodotto stesso". [A questo proposito consigliamo la visione del documentario: Food Inc. - Cibo SpAlink alternativo]

Un altro caso da menzionare è quello del Tribunale di Torino che, nel 2004, ha emesso una sentenza relativamente alla vendita di alimenti recanti la dicitura "alimento [...] a base di farine di soia geneticamente non modificato". Dalle analisi effettuate si era potuto riscontrare, nel prodotto, la presenza di OGM in quantità non superiore allo 0,9%, soglia di tollerabilità consentita. Di conseguenza il tribunale stabilì che non si era commesso reato di frode in commercio. Preso atto di questo, urge sicuramente una regolamentazione in materia di etichettatura "OGM free", in virtù della tutela dei diritti del consumatore.

Nel frattempo, però, è diventato attuativo in Europa un regolamento [834/2007/CE] del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura, uscito nel giugno 2007, sulla produzione biologica e la sua etichettatura. Finora un prodotto biologico, per essere considerato tale, doveva essere esente da contaminazioni di qualsiasi tipo, al 100%. Secondo il nuovo provvedimento, dal 1 gennaio 2009, è stata concessa una tolleranza senza etichettatura di OGM nei prodotti biologici e in quelli convenzionali "in misura non superiore allo 0,9%".


ogm

1.Cosa sono gli OGM
In ogni cellula del nostro corpo è presente una molecola, il DNA, la sede dell'informazione genetica, che viene trasmessa ereditariamente. Nel DNA, infatti, esistono delle unità chiamate geni che sono i responsabili del colore dei nostri occhi e capelli, della nostra altezza, insomma delle caratteristiche del nostro organismo.

monsanto-manipolazione

2.Obiettivi disattesi ed effetti collaterali
...La vendita del Roundup procede di pari passo con la vendita di piante geneticamente modificate resistenti al principio attivo del glifosato, che ha la particolarità di distruggere nelle coltivazioni tutte le piante che non possiedono questo principio attivo...


monsanto-label

3.Guerre commerciali
La popolazione americana, che si nutre di OGM da oltre un decennio, non fu mai informata della manipolazione genetica cui erano sottoposti i loro alimenti, poiché vennero immessi sul mercato senza un'adeguata etichettatura.



biodiversita

4.OGM e biodiversità
...si corre il rischio che tollerando le soglie di contaminazione accidentale, anche molto basse, si possa, con il tempo, avere comunque colture convenzionali e biologiche con alti livelli di contaminazione...



No-GMO-label

5.OGM e agricoltura
Il sistema agricolo biotecnologico è un sistema potente sostenuto da forze politiche, scientifiche ed economiche; la penetrazione degli OGM nel nostro territorio è irreversibile, una volta che gli OGM saranno entrati non si potranno più eliminare; gli OGM sono quindi invasivi; come si può mantenere un prodotto alimentare privo di OGM se è permessa una tolleranza dello 0,9%?

gallina-OGM

6.OGM e salute
C'è sicuramente un rischio potenziale dovuto all'instabilità dei geni inserirti all'interno del DNA della cellula ospite, rischio molto maggiore per gli animali che non per le piante che sopportano molto meglio le modificazioni del loro patrimonio genetico.


resistenza

Conclusioni
Un consumatore che sia adeguatamente informato può optare per determinate scelte piuttosto che per altre, può dettare le regole del gioco piuttosto che esserne succube, può orientare le politiche dell'industria alimentare e chiedere una normativa che rispetti le esigenze di trasparenza e chiarezza.






Gli OGM: dalle erbe "pazze" ai cibi biotech
1.Cosa sono gli OGM 2.Obiettivi disattesi ed effetti collaterali 3.Guerre commerciali
4.OGM e biodiversità 5.OGM e agricoltura 6.OGM e salute Conclusioni






libri e DVD per approfondire
OGM: i Rischi per la Salute - Libro
Jeffrey M. Smith
OGM: i Rischi per la Salute 
Arianna Editrice
Voto medio su 6 recensioni: Da non perdere
La Sicurezza degli OGM
Arpad Pusztai, Susan Bardocz
La Sicurezza degli OGM
Edilibri
Voto medio su 5 recensioni: Buono
L'imperatore OGM è senza Vestiti
Autori Vari
L'imperatore OGM è senza Vestiti
Libreria Editrice Fiorentina
Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere
Quel Gene di Troppo
Mariano Bizzarri
Quel Gene di Troppo
Editori Riuniti


Agri-business - I Semi della Distruzione
F. William Engdahl
Agri-business - I Semi della Distruzione
Arianna Editrice
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
Il Mondo Secondo Monsanto
Marie-Monique Robin
Il Mondo Secondo Monsanto - libro
Arianna Editrice
Voto medio su 10 recensioni: Da non perdere
Il Mondo Secondo Monsanto - DVD
Marie-Monique Robin
Il Mondo Secondo Monsanto - DVD
Macrovideo
Voto medio su 8 recensioni: Da non perdere
Geni Fuori Controllo - DVD
Bertram Verhaag, Gabriele Kröber
Geni Fuori Controllo - DVD
Mt0 - Macroticonzero
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
leggi tutto...