Oggi assistiamo a numerosi cambiamenti che influenzano la vita umana sul nostro meraviglioso pianeta. Questi cambiamenti hanno portato all'aumento di temperatura della Terra e del Sole, allo scioglimento dei ghiacciai, alla riduzione del campo magnetico terrestre con uno spostamento dei poli magnetici. Madre Terra è un’unica entità vivente, dinamica, intelligente, una rete di connessioni e di relazioni. Tutto è interconnesso, ogni vibrazione è legata all'altra. Comprendere questo significa sentirsi parte del Tutto ed assumersi la responsabilità di ciò che accade ogni giorno, perché ogni pensiero, ogni emozione, ogni azione, ogni nostra scelta ha effetti che si propagano nel singolo e nel collettivo come umanità in cui ciascuno è intimamente legato all'altro.

Gli studi e gli esperimenti del Dott. Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ci mostrano come l'acqua sia viva e cosciente ed assuma la vibrazione energetica dell'ambiente in cui si trova rispondendo con bellissimi e armonici cristalli alle vibrazioni di amore e di gratitudine sotto forma di parole, suoni, emozioni e pensieri. Al contrario, quando si espone a vibrazioni negative, l'acqua non forma alcun cristallo. Questa evidenza scientifica, che è dimostrata al microscopio tramite le fotografie dei cristalli formati durante il congelamento dell'acqua, diventa consapevolezza profonda quando decidiamo di vivere con il nostro cuore ed iniziamo un percorso interiore in Verità e in Amore.

Una vita più sana e più autentica può essere creata spostando la nostra coscienza dalla mente al cuore. Quando l'amore fluisce tra le anime consapevoli, inizia a crescere e ad espandersi, per poi riversarsi a tutta l'umanità. Oggi conosciamo gli effetti del potere immenso della preghiera e del focus congiunto di un numero sempre crescente di persone. Oggi siamo consapevoli che l'amore incondizionato emanato dal nostro cuore è la chiave per accrescere la consapevolezza di ogni essere umano. L'amore ci apre le porte del cambiamento nella nostra vita, aiutando la grandezza che è dentro di noi ad emergere, e porta il progetto della nostra anima a manifestarsi nella Libertà di Essere e in armonia con Madre Terra e con ogni essere vivente.

Per questi motivi è stata indetta la GIORNATA DELL'AMORE E DELLA GRATITUDINE


Partecipa anche tu, da casa, in una delle città che hanno aderito (vedi ELENCO) oppure diventa coordinatore tu stesso dell'evento nella tua città! Contattaci a unisciti@essereilcambiamento.it


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Ti consigliamo inoltre la visione di un fantastico documentario: prove scientifiche da tutto il mondo svelano... Il Grande Mistero dell'Acqua

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Sezione dell'aiuola pacciamata: 
1. Strato di pacciamatura (circa 20cm); 2. Strato di letame (5-10cm); 
3. Strato di cartoni ondulati o giornali; 4. Strato di erbacce; 5. Terreno.

Ci sono molti modi per utilizzare la pacciamatura. Uno dei più interessanti è nella creazione di un nuovo orto partendo da zero, in un campo infestato da erbe perenni di ogni tipo. Una sfida non da poco, se si tratta di zappare, o passare più volte con la motozappa, ma che diventa un gioco da ragazzi quando si utilizza la pacciamatura. Ecco come fare:

Fase 1
Schiacciate le infestanti. Non è necessario estirparle o falciarle. È utile (ma non obbligatorio) passare una spolverata di concime organico fortemente azotato, come la pollina.

Fase 2
Coprite il terreno con uno strato di cartone (meglio utilizzare scatole non colorate), fogli di quotidiani o altro materiale organico. La regola base è che tutto quello che utilizzate nell'orto deve potersi decomporre nel tempo.
Lo strato di copertura non deve presentare fessure ed è meglio sovrapporre i bordi dei cartoni o dei fogli di giornale per almeno 20 cm, per evitare che le infestanti più vigorose riescano comunque a svilupparsi.

Fase 3
Sopra la pacciamatura è necessario distribuire qualcosa che, oltre a fornire sostanze nutritive, impedisca al cartone di volare via. Il letame è perfetto per questo scopo, alternativamente si può usare compost mature, purché non contenga semi o parti radicali delle infestanti. Questo strato dovrebbe essere spesso dai 5 ai 10 cm.

Fase 4
Le patate sono la coltura più indicata per avviare un'aiuola pacciamata. Alternativamente, vanno bene tutte le piante che richiedono una certa distanza le une dalle altre, come le zucche, il mais dolce o i cavoli. Le piantine trapiantate assicurano risultati migliori rispetto ai semi, che spesso finiscono sepolti sotto la pacciamatura a causa degli uccelli che smuovono lo strato superficiale in cerca di insetti e larve.
Prendete un attrezzo appuntito, come un vecchio cacciavite o un coltello, e infilandolo nella pacciamatura praticate un foro fino a raggiungere il terreno, in modo da facilitare lo sviluppo delle radici verso il basso. Allontanate quindi il letame dalla zona che circonda l'apertura, aggiungete due manciate piene di terriccio e mettetevi la vostra piantina a dimora, evitando così il contatto diretto con il letame. Non è necessario far passare le radici dentro il foro praticato nello strato di cartone e di erbacce: ci arriveranno da sole.
Bagnate le piantine, evitando di inumidire la pacciamatura. La pacciamatura trattiene l'acqua in maniera molto efficiente, tanto che può bastare l'umidità della notte a tenerla bagnata, a meno che non intervengano lunghi periodi di siccità.

Fase 5
Infine, coprite l'aiuola con uno strato di circa 20 cm di paglia o materiali simili. Un misto di sfalci d'erba e foglie cadute funziona benissimo e spesso le amministrazioni locali ne hanno grandi quantità da buttar via. Il fieno non è adatto per la pacciamatura, perché potrebbe contenere molti semi che, germinando, rischiano di riempire le aiuole di infestanti.
Se avete piantato le patate, potete pacciamare tutta la superficie dell'aiuola, ricordandovi però di aprire un varco intorno alle piantine quando spunteranno. Se il clima è piovoso, aspettate ad applicare la pacciamatura fino a quando le pianticelle saranno abbastanza grandi da sopravvivere all'assalto delle lumache.
Procurarsi il materiale per la pacciamatura può richiedere molto tempo, ma non è niente in paragone al lavoro necessario per rimuovere una per una tutte le infestanti (e tutte le loro radici) dal suolo. Oltre a permettere un risparmio in termini di lavoro e di acqua per l'irrigazione, il riuso del cartone per la pacciamatura è un ottimo modo per trasformare i rifiuti di una società sprecona in nuova fertilità per il suolo.

- tratto da Permacultura per tutti pp. 106 - 109
leggi anche l'introduzione al libro di Saviana Parodi e il primo capitolo QUI

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L’icona del sole chiuso nella bottiglia suggerisce la conservazione del surplus stagionale e una miriade di altri modi, tradizionali e nuovi, per catturare e conservare energia. Riflette anche la lezione principale della scienza biologica: tutta la vita è, direttamente o indirettamente, dipendente dall’energia solare catturata dalle piante verdi.

Il proverbio «Prepara il fieno finché c’è il sole» ci ricorda che abbiamo un tempo limitato per raccogliere e conservare energia e che non possiamo affidarci ai capricci delle stagioni.


Principio 2. Raccogli e conserva energia

Viviamo in un mondo di ricchezza senza precedenti che è il risultato dello sfruttamento delle enormi riserve di combustibili fossili creati dalla terra nel corso di miliardi di anni. Abbiamo usato una parte di queste ricchezze aumentando lo sfruttamento delle risorse rinnovabili del pianeta fino ad un livello insostenibile. La maggior parte degli impatti negativi di questo eccesso di prelievo si manifesterà come declino anticipato delle energie fossili disponibili. Utilizzando un linguaggio finanziario, viviamo consumando il capitale globale in un modo così imprudente che manderebbe in bancarotta qualsiasi azienda.

È necessario che impariamo a mettere in serbo e reinvestire la maggior parte della ricchezza che attualmente stiamo consumando o sprecando, di modo che i nostri figli e discendenti possano avere un avita accettabile. La base etica per questo principio non potrebbe essere più chiara. Sfortunatamente le nozioni convenzionali di valore, capitale, investimento e ricchezza non sono utili in questo compito.

Mi viene giusto in mente quella famosa citazione "quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro"...

Concetti inappropiati riguardo cosa sia la ricchezza ci hanno condotto ad ignorare le opportunità di catturare i flussi locali di forme di energia rinnovabili e non rinnovabili. Identificare ed agire su queste opportunità potrebbe fornirci l’energia con cui possiamo ricostruire il capitale, e nello stesso tempo darci una “rendita” per i nostri bisogni immediati.

Questo principio tratta della raccolta e della conservazione a lungo termine dell'energia, ossia di risparmi e investimenti per costruire capitale naturale e umano. La produzione di reddito (per bisogni immediati) viene trattata nel principio 3.

Alcune tra le fonti di energia includono:
• Sole, vento e flussi di acqua
• Risorse di scarto dalle attività agricole, industriali e commerciali.

Le più importanti forme di immagazzinamento di valore futuro comprendono:
• Suolo fertile con alto contenuto di humus
• Sistemi di vegetazione perenni, specialmente alberi, produzione di cibo ed altre utili risorse
• Bacini idrici e serbatoi
• Edifici solari passivi

Il ripristino ecologico pianificato è una delle espressioni più comuni del pensiero ambientalista nei paesi ricchi, ed è un valido elemento nella progettazione della permacultura quando consideri le persone come parte integrante dei sistemi ripristinati. Ironicamente, l’abbandono dei territori rurali più marginali in molti paesi ricchi e in via di sviluppo, dovuto alla caduta dei prezzi delle materie prime, e la loro sostituzione con sistemi intensamente assistiti da combustibili fossili, ha creato moderne lande desolate su una scala molto più ampia del ripristino ecologico pianificato. Questo abbandono ha alcuni effetti negativi, come il collasso della gestione tradizionale dell’acqua e dei sistemi di controllo dell’erosione, ed anche un aumento degli incendi, ma in altri luoghi ciò ha permesso alla natura di ricostruire il capitale biologico del suolo, delle foreste e della fauna senza l’apporto di risorse non rinnovabili.

Mentre i modelli a basso costo e sostenuti dai combustibili fossili per ricostruire il capitale naturale sono espressioni importanti di questo principio, possiamo anche pensare all’esperienza collettiva, al sapere, alla tecnologia ed al software derivante da generazioni di abbondanza industriale, come un’enorme scorta di ricchezza che può essere reimpiegata per favorire la creazione di nuove forme di capitale adeguato alla discesa dell’energia. Molto dell’ottimismo relativo alla sostenibilità si riferisce all’applicazione della tecnologia e dell’innovazione. Le strategie della permacultura utilizzano queste opportunità, pur mantenendo un sano scetticismo basato sulla premessa che l’innovazione tecnologica è spesso un “cavallo di Troia” che ricrea i problemi in forme nuove. A parte il bisogno di fare distinzioni nell’uso della tecnologia per costruire nuovi capitali, l’innovazione tecnologica è di per sé una riserva di ricchezza che perderà di valore progressivamente durante la discesa dell’energia, sebbene ad una velocità minore dei beni fisici e delle infrastrutture.


Approfondisci questo principio: scarica il pdf [dal libro Permacultura di David Holmgren]

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Quando l’uomo pianta alberi
sotto i quali sa benissimo che
non riuscirà mai a sedersi,
ha cominciato a scoprire
il vero senso della vita.

- Elton Trueblood

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L’icona che rappresenta questo principio è una persona-albero, che sottolinea il nostro ruolo nella natura trasformato dalla natura stessa. Può essere interpretato anche come una specie di buco di serratura nella natura attraverso cui prospettare delle soluzioni.

Il proverbio «la bellezza è negli occhi di chi guarda» ci ricorda che il processo di osservazione influenza la realtà e che dobbiamo sempre nutrire dei sospetti riguardo a verità e valori assoluti.

Principio 1: Osservare e interagire

Una buona progettazione dipende da una libera ed armoniosa relazione tra la natura e le persone, in cui un’osservazione attenta e un’interazione riflessiva forniscono l’ispirazione progettuale, le soluzioni e i modelli. Non è qualcosa che si genera nell’isolamento, ma grazie all’interazione continua e reciproca con il soggetto/oggetto.

La permacultura utilizza queste condizioni per progettare consapevolmente il percorso verso la discesa energetica (decrescita). Nelle società di cacciatori-raccoglitori e in quelle agricole a bassa densità di popolazione, l’ambiente naturale forniva tutto il necessario, lo sforzo umano serviva principalmente alla raccolta. Nelle società preindustriali ad alta densità di popolazione, la produttività agricola dipendeva da un continuo, sostenuto input di lavoro umano. La società industriale dipende dalla enorme e continua immissione di energia da combustibili fossili per fornire cibo ed altri beni e servizi. I progettisti della permacultura utilizzano l’osservazione attenta e l’interazione riflessiva per ottenere un uso più efficace delle capacità umane, riducendo, nello stesso tempo, il bisogno di lavoro manuale e la dipendenza dall’energia non rinnovabile e dall’alta tecnologia.

All’interno di comunità agricole più conservative e impegnate socialmente, l’abilità di alcuni individui di osservare e interpretare i metodi di utilizzo della terra tradizionali e moderni, è uno strumento potente per sviluppare sistemi nuovi e più appropriati. Mentre un cambiamento totale in una comunità è sempre più difficile per una quantità di motivi, la presenza di modelli che si sono evoluti localmente, con le sue radici nella migliore progettazione ecologica tradizionale e moderna, è più probabile che abbia successo di un sistema predefinito introdotto dall’esterno. Inoltre, una varietà di modelli locali potrebbe generare elementi innovativi che possono fecondare in modo incrociato simili innovazioni altrove.

Facilitare la generazione di modi di pensare a lungo termine indipendenti, e persino "eretici", necessari per progettare nuove soluzioni è l’obiettivo di questo principio più che l’adozione e la replica di soluzioni sperimentate. Dobbiamo perciò sempre più affidarci alle nostre abilità di osservazione e di sensibile interazione per trovare il migliore percorso futuro.

In un mondo in cui la quantità di osservazioni e interpretazioni secondarie o mediate rischia di sommergerci, l’imperativo di rinnovare ed espandere le nostre abilità di osservazione (in tutte le forme) è importante almeno quanto il bisogno di filtrare e interpretare il diluvio di informazioni mediate. Il processo di continua osservazione è finalizzato a riconoscere i modelli e a comprendere i particolari. I modelli e i dettagli osservati sono la base di arte, scienza e progettazione. Il mondo naturale, in particolare quello degli organismi viventi, presenta la più grande diversità di modelli e dettagli osservabili. Modelli e dettagli ci forniscono un grande repertorio di forme e schemi che possiamo utilizzare per progettare dei sistemi a basso assorbimento energetico. La buona osservazione non è solo fonte di nuove idee, perfino creative, ma anche il fondamento per rinnovare le nostre capacità più basilari. Queste capacità si stanno perdendo, perché al loro posto subentrano sempre nuove forme di tecnologia.

La continua osservazione e interpretazione ha scarso valore a meno che non interagiamo con l’oggetto delle nostre osservazioni. L’interazione rivela aspetti nuovi e dinamici dell’oggetto e attira l’attenzione sulle nostre stesse opinioni e sui nostri comportamenti in quanto strumenti della comprensione. L’interazione tra osservatore e oggetto dell’osservazione può essere considerata come precorritrice della progettazione. L’accumulo di esperienze di osservazione e interazione costruisce le abilità e la competenza richieste sia per intervenire con intelligenza su sistemi preesistenti che per progettarne in modo creativo di nuovi.

Approfondisci questo principio: scarica il pdf [dal libro Permacultura di David Holmgren]

PROVA ANCHE TU!Se non usciamo all’aperto non apriamo gli occhi e non ci mettiamo a lavorare, usando mani e cuore, tutte le idee del mondo non ci salveranno. Perciò la rivoluzione del pensiero e della progettazione, di cui la permacultura fa parte, ha senso solo quando ci riconnette alla meraviglia e al mistero della vita attraverso l’interazione pratica.
David Holmgren

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