• Sotto il segno dello Scorpione: il noce


    Quando il sole entra nel quadrante dello Scorpione, gli alberi hanno ormai perso le fogli che ora, sotto le piogge di novembre, marciscono al suolo. Sono gli escrementi del mondo vegetale che tornano a concimare la terra. Persefone, la dea della vegetazione, torna ora dal suo sposo Plutone, il re degli Inferi, per essere nuovamente fertilizzata e fecondata.

    Sotto il cielo dello Scorpione anche il Noce ha perso le foglie, ma ci offre ancora le sue "noci regali" - karya basilica - come le chiamano i Greci. Questo nome deriva da Kàr, arcaica divinità sorella di Thànathos (la Morte), e del Trapasso. Dallo stesso nome deriva quello di Core o Persefone. Il Noce, dunque, per questo aspetto che ha a che fare col mondo infero, ma per la gioviale munificenza dei suoi frutti ricchissimi di sostanze nutritive è collegato anche con quello supero: i Latini chiamavano infatti questo albero jovis gland o, contraendo i due nomi in uno, junglas, "ghianda di Giove", il re degli dei. Junglas regia è infatti il suo nome scientifico. Il nostro albero ha perciò una natura polare, in bilico tra il mondo super governato da Giove e quello infero dominato da Plutone.

    Questa duplice valenza di vita e di morte fa del Noce una pianta atta a simboleggiare i riti di passaggio, come quelli del matrimonio e dell'iniziazione degli adolescenti all'età adulta che, nell'antichità, venivano spesso celebrati simultaneamente quando i giovinetti che accompagnavano gli sposi gettavano su di loro, al posto del riso, grano o noci. Da questo punto di vista non appare strano che tra i fiori di Bach proprio quelli del Noce (walnut secondo la nomenclatura inglese dei suoi rimedi) siano stati indicati per rafforzare il nostro equilibrio psichico nei momenti di cambiamento nelle diverse fasi della vita: pubertà, matrimoni, divorzi, gravidanze, menopausa, viaggi o ache semplicemente il passaggio, sotto il segno dello Scorpione, dalla fase diurna, estiva e luminosa dell'anno, a quella più notturna, invernale e cupa. A questo scopo si assumono sotto la lingua 4 gocce di questo rimedio floreale per almeno 4 volte al dì.

    Se i fiori del Noce possono essere utili per affrontare a livello psichico nel migliore dei modi "il mese dei morti", a livello meno sottile, la fitoterapia si è sempre servita delle foglie e dei frutti di questo albero per i medesimi scopi, vale a dire per rafforzare il nostro organismo liberandolo da tossine e scorie e per rifornirlo, contemporaneamente, di preziosi nutrienti.

    Nella corrispondenza macrocosmo-microcosmo tra i segni dello zodiaco e le diverse parti e organi del corpo umano, allo Scorpione spettano quelli deputati all'eliminazione delle sostanze di rifiuto e i genitali, insomma i nostri "inferi". Gli estratto del Noce favoriscono le funzioni depurative e curano eventuali disturbi a carico di questi organi, comprese alcune affezioni della pelle, un altro degli organi emuntori attraverso i quali ci liberiamo delle tossine. L'infuso delle sue foglie (10 g in mezzo l d'acqua, 3 tazze al dì) o la tintura madre (30 gocce in mezzo bicchiere d'acqua 3 volte al dì) sono infatti indicati per gastroenteriti, diarrea, gotta e artriti, emorroidi, congestioni linfatiche, dermatosi, eczemi, candida albicans. Per uso esterno (sciacqui, impacchi, gargarismi, irritazioni vaginali ecc.) in caso di afte della mucosa orale, forfora, leucorrea, vulvovaginiti, si preferisce il decotto (40 g in 1 litro d'acqua, bollire per 5-10 minuti).

    È interessante notare come il Noce, insieme a queste virtù curative, sia in grado soprattutto grazie ai sui frutti di rifornire il nostro organismo proprio di quelle sostanze nutritive di cui quei disturbi denunciano la carenza. Ad esempio, per quanto riguarda la cute, è ricco di vitamina F, chiamata anche "vitamina della pelle", che ne contrasta l'invecchiamento, ne mantiene l'elasticità, ne impedisce secchezza e desquamazione, e aiuta a rinnovare i tessuti. Il consumo delle noci è anche consigliato per astenie e affaticamento cronico, dato il loro alto contenuto di minerali e vitamine.

    - Per saperne di più:
    Erbario della Salute
    Ferdinando Alaimo
    Erbario della Salute
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    Lo sapevi che puoi usare un frutto per pulire la casa e il bucato?Sono chiamate noci lavatutto, noci del sapone o lavanoci. Sono i frutti della pianta asiatica Sapindus Mukorossi: piccole noci nel cui guscio è contenuta la saponina, una sostanza naturale detergente che si scioglie a contatto con l’acqua calda. È la stessa sostanza che troviamo nel sapone “normale”, ma la grande differenza è che in tale detergente la saponina viene rafforzata con additivi di origine chimica, poco salutari per l’uomo e sopratutto per l’ambiente. Scopri di più in questo articolo: noci lavatutto.

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