• La bellezza è negli occhi di chi guarda


    L’icona che rappresenta questo principio è una persona-albero, che sottolinea il nostro ruolo nella natura trasformato dalla natura stessa. Può essere interpretato anche come una specie di buco di serratura nella natura attraverso cui prospettare delle soluzioni.

    Il proverbio «la bellezza è negli occhi di chi guarda» ci ricorda che il processo di osservazione influenza la realtà e che dobbiamo sempre nutrire dei sospetti riguardo a verità e valori assoluti.

    Principio 1: Osservare e interagire

    Una buona progettazione dipende da una libera ed armoniosa relazione tra la natura e le persone, in cui un’osservazione attenta e un’interazione riflessiva forniscono l’ispirazione progettuale, le soluzioni e i modelli. Non è qualcosa che si genera nell’isolamento, ma grazie all’interazione continua e reciproca con il soggetto/oggetto.

    La permacultura utilizza queste condizioni per progettare consapevolmente il percorso verso la discesa energetica (decrescita). Nelle società di cacciatori-raccoglitori e in quelle agricole a bassa densità di popolazione, l’ambiente naturale forniva tutto il necessario, lo sforzo umano serviva principalmente alla raccolta. Nelle società preindustriali ad alta densità di popolazione, la produttività agricola dipendeva da un continuo, sostenuto input di lavoro umano. La società industriale dipende dalla enorme e continua immissione di energia da combustibili fossili per fornire cibo ed altri beni e servizi. I progettisti della permacultura utilizzano l’osservazione attenta e l’interazione riflessiva per ottenere un uso più efficace delle capacità umane, riducendo, nello stesso tempo, il bisogno di lavoro manuale e la dipendenza dall’energia non rinnovabile e dall’alta tecnologia.

    All’interno di comunità agricole più conservative e impegnate socialmente, l’abilità di alcuni individui di osservare e interpretare i metodi di utilizzo della terra tradizionali e moderni, è uno strumento potente per sviluppare sistemi nuovi e più appropriati. Mentre un cambiamento totale in una comunità è sempre più difficile per una quantità di motivi, la presenza di modelli che si sono evoluti localmente, con le sue radici nella migliore progettazione ecologica tradizionale e moderna, è più probabile che abbia successo di un sistema predefinito introdotto dall’esterno. Inoltre, una varietà di modelli locali potrebbe generare elementi innovativi che possono fecondare in modo incrociato simili innovazioni altrove.

    Facilitare la generazione di modi di pensare a lungo termine indipendenti, e persino "eretici", necessari per progettare nuove soluzioni è l’obiettivo di questo principio più che l’adozione e la replica di soluzioni sperimentate. Dobbiamo perciò sempre più affidarci alle nostre abilità di osservazione e di sensibile interazione per trovare il migliore percorso futuro.

    In un mondo in cui la quantità di osservazioni e interpretazioni secondarie o mediate rischia di sommergerci, l’imperativo di rinnovare ed espandere le nostre abilità di osservazione (in tutte le forme) è importante almeno quanto il bisogno di filtrare e interpretare il diluvio di informazioni mediate. Il processo di continua osservazione è finalizzato a riconoscere i modelli e a comprendere i particolari. I modelli e i dettagli osservati sono la base di arte, scienza e progettazione. Il mondo naturale, in particolare quello degli organismi viventi, presenta la più grande diversità di modelli e dettagli osservabili. Modelli e dettagli ci forniscono un grande repertorio di forme e schemi che possiamo utilizzare per progettare dei sistemi a basso assorbimento energetico. La buona osservazione non è solo fonte di nuove idee, perfino creative, ma anche il fondamento per rinnovare le nostre capacità più basilari. Queste capacità si stanno perdendo, perché al loro posto subentrano sempre nuove forme di tecnologia.

    La continua osservazione e interpretazione ha scarso valore a meno che non interagiamo con l’oggetto delle nostre osservazioni. L’interazione rivela aspetti nuovi e dinamici dell’oggetto e attira l’attenzione sulle nostre stesse opinioni e sui nostri comportamenti in quanto strumenti della comprensione. L’interazione tra osservatore e oggetto dell’osservazione può essere considerata come precorritrice della progettazione. L’accumulo di esperienze di osservazione e interazione costruisce le abilità e la competenza richieste sia per intervenire con intelligenza su sistemi preesistenti che per progettarne in modo creativo di nuovi.

    Approfondisci questo principio: scarica il pdf [dal libro Permacultura di David Holmgren]

    PROVA ANCHE TU!Se non usciamo all’aperto non apriamo gli occhi e non ci mettiamo a lavorare, usando mani e cuore, tutte le idee del mondo non ci salveranno. Perciò la rivoluzione del pensiero e della progettazione, di cui la permacultura fa parte, ha senso solo quando ci riconnette alla meraviglia e al mistero della vita attraverso l’interazione pratica.
    David Holmgren

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