• Permacultura per Tutti


    Questo piccolo eppur grande libro che ti propongo è un tuffo nel mondo della permacultura ed è volutamente molto semplice e accessibile. Permacultura per tutti è, infatti, un pratico ed agile manuale che vi farà conoscere il mondo della permacultura, capirne i principi e metterli in pratica creando sistemi sostenibili e autosufficienti. Un vero e proprio ABC della permacultura, ideale per progettare piccoli orti in campagna o in città, giardini e aziende agricole sostenibili.
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    Prefazione all'edizione italiana di Saviana Parodi
    - presidente dell'Accademia Italiana di Permacultura

    La nostra capacità, come esseri umani, di adattarci o modificare l'ambiente esterno, non è solo innata: la possiamo anche ricevere attraverso l'imprinting o trasmettere culturalmente. Certo è che, da migliaia di anni, ha influenzato il nostro evolvere come specie e modificato, di conseguenza, l'ambiente del nostro vivere. L'adattamento è un processo complesso del comportamento umano, che ha la sua origine nell'istinto primordiale di apprendimento, comune a tutti i cuccioli di mammifero e non solo. Cosa fa un cucciolo? Osserva, imita, gioca, ovvero attua variazioni sul tema, prova, commette errori, creando, attraverso l'esperienza, la propria formazione. Così noi adulti, più consapevolmente, possiamo imitare il nostro "essere cuccioli". Osserviamo, dentro e fuori di noi, giudichiamo cosa può essere modificato, cosa ci è parso giusto o sbagliato, impostiamo il cambiamento nel tempo, badando a priorità, energie coinvolte, materia etc. e iniziamo la lenta opera di adattamento nostro e/o dell'ambiente circostante, attraverso modifiche generalmente graduali.

    Questo ciclo magico si ripete all'infinito. Dopo le prime modifiche attuate, si torna ad osservare se stessi e ciò che ci circonda, possibilmente misurandone i cambiamenti e giudicandone gli errori, mantenendo dati (anche se solo mnemonici), considerando se e come la pianificazione precedente necessita modifiche. E nuovamente entriamo in azione, lavorando sulle priorità. È un ciclo perpetuo, poiché la condizione della vita su questo pianeta è in perenne cambiamento. Per fortuna, mai potremo raggiungere il modus vivendi optium, giacché la perfezione giace sull'equilibrio dinamico. Grazie a queste fasi, evolviamo continuamente.

    Questa processo di adattamento, antico almeno quanto l'umanità, lo ritroviamo sotto il neologismo permacultura, ovvero progettazione sostenibile. Un concetto che include anche il concatenarsi olistico di tutte le discipline, sia accademico-scientifiche che empirico-tradizionali. In questo modo, la sfera della permacultura include la diversità a tutti i livelli (climatici, culturali, comportamentali etc.), come valore indispensabile. Ma sottolinea un comun denominatore alla base di tutti i processi coinvolti in una progettazione: l'essenza della vita. L'energia fluisce da un organismo all'altro, senza pregiudizi, prevalentemente con lentezza, col minor spreco possibile, accumulando quanto basta, permettendo, così, continue modifiche. La vita è un processo anti-entropico e la progettazione sostenibile segue lo stesso solco.

    In aggiunta, la permacultura invita ad una conoscenza, non solo intellettuale ma soprattutto esperienziale, dei processi chimico-fisici della materia come base per procedere ad una progettazione, il più corretta possibile; ciò che fa il cucciolo quando si trova davanti alla materia: la esamina, la tocca, l'assaggia, e mai è soddisfatto di ciò che ha appreso.

    Dal movimento iniziato in Australia negli anni '70, la progettazione sostenibile in permacultura sta raggiungendo, sapientemente e inevitabilmente, una posizione di modello risolutivo all'interno della vastità dello scibile umano, rendendoci sempre più consapevoli nel praticarla. È un passo encomiabile che, giustamente, sta dando un discreto riscontro in tutto il mondo, coinvolgendo dal semplice contadino, stanco di "lottare" contro la natura, al ricercatore universitario, curioso, nel rendersi conto di come i sistemi naturali, con i propri pattern, funzionino perfettamente, mentre quelli industriali stanno perdendo colpi, lasciando dietro di loro la distruzione.

    Ma non è tutto.
    La permacultura, come visione olistico-scientifica, va oltre la progettazione. Ed è questa esperienza, propria della realtà italiana, che ha reso questi ultimi 12 anni intensi, significativi e prosperosi per molti di noi. Il primo corso di permacultura in Italia è stato tenuto ad Aquarius, intorno al 1992, quando era solo presente un breve, ma ottimo testo, edito congiuntamente da Aam Terra Nuova e Macroedizioni, Introduzione alla Permacultura di Marco Spinosa. Anche da parte della casa editrice Ontignano, nella persona di Giannozzo Pucci, c'è stato un grande interesse, che è sfociato nell'invito di Bill Mollison a Firenze e nella traduzione di "Permaculture One" di Bill Mollison e David Holmgren. Sicuramente negli stessi anni sono stati organizzati altri momenti di divulgazione, più o meno pubblici, ma il frutto è rimasto limitato all'interesse dei singoli.

    Qualcosa di diverso e più sconvolgente è cominciato dopo il corso tenutosi nell'ecovillaggio di Torri Superiore, nei pressi di Ventimiglia, nel 2000. Durante le due settimane di intensa teoria da parte di Richard Wade e Inez Sanches (con forse troppa poca pratica), noi corsisti eravamo come stregati. Ciò che ci affascinava era certo il buon senso che la permacultura trasuda dai suoi principi etici e dalle sue attitudini, ma soprattutto ci sentivamo coinvolti in qualcosa che già ci apparteneva e dove ci trovavamo «essere». Io ero già a conoscenza della pratica e dell'essenza della progettazione in permacultura, poiché ero tornata da poco dall'Australia, dove avevo partecipato ad un corso tenuto a Tyalgum, centro fondato da Bill Mollison, in New South Wales. Dunque, non poteva essere la teoria ad ammaliarci, c'era qualcosa di più. Da Torri Superiore, noi corsisti ci siamo lasciati con la piena intenzione di rivederci e stare insieme. Così è successo, forse non per tutti i partecipanti, ma per molti di noi, e da quel momento ci incontriamo almeno due volte l'anno, in diverse località d'Italia, dal Sud al Nord, alla Sardegna e alla Sicilia, sempre con lo stesso entusiasmo, la gioia di rivederci, di condividere esperienze: il buon cibo e il buon vino, naturalmente non mancano mai. Ogni anno ci sentiamo arricchiti di un numero sempre più grande di persone che riconoscono nella permacultura una risposta valida alla sensazione alienante che si percepisce nel doversi adeguare alle regole dell'attuale sistema economico-industriale.

    Da queste prime esperienze è nata, nel 2006, un'associazione di promozione sociale dal nome Accademia Italiana di Permacultura, ideata più che altro per rispondere alle varie necessità burocratiche. In particolare, per relazionarsi con altri gruppo di permacultura nel mondo e con le istituzioni ed entrare nella rete di formazione mondiale, era necessario identificarsi come gruppo. Ma anche al di là dell'Accademia, attorno alla permacultura, in Italia e non solo, si sta formando una rete di praticanti, progettisti, curiosi, ex-corsisti, simpatizzanti, ricercatori, contadini, docenti, cittadini, prefessionisti e tanti altri, attraverso la quale fluisce scibile, sostegno, informazione, amore, energia, amicizia, materia, affetto, cultura... bypassando il sistema economico, sociopolitico, tecnologico-industriale.
    La diversità dei suoi elementi è evidente e il comun denominatore anche!
    I principi etici, con i quali si introduce la permacultura, sono fondamento di tutto il nostro agire, a differenza di molte altre discipline che, nell'avvicinarsi alla sostenibilità, non sempre includono un comportamento etico.
    La rete della permacultura italiana e mondiale riporta le caratteristiche di varietà interna proprie di un ecosistema in buono stato. C'è chi è più integralista, chi più filosofo, chi scende nel pratico, chi si ferma al tecnico, chi è più introspettivo, chi vede la permacultura come occasione economica o di successo, e chi vuole restare solo ad occuparsi del proprio orticello o piantare foreste in totale solitudine.
    Ma quando si tratta di riunirsi per condividere un'esperienza, siamo quasi tutti pronti a goderci la festa: se non ci si diverte, il progetto è sbagliato! Insomma, mi sento di far parte di una rete, continuamente cangiante ma ricca di buon senso, dove la cooperazione sorge spontanea e che ha dato prova di resilenza, autoregolazione ed equilibrio dinamico: un vero ecosistema! D'altronde noi, Home sapiens sapiens, siamo natura e siamo anche capaci di creare un sistema naturale. E questa è una grande speranza, come testimonia questo libro.

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    Partecipa al corso di progettazione in permacultura
    dal 18 al 29 luglio 2015 nella splendida Sabina,
    nei pressi di Scandriglia a soli 50 km da Roma.
    INFO e PRENOTAZIONI
    www.maninellaterra.org/p/mani-che-si-uniscono.html

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    www.maninellaterra.org/p/mani-che-si-porgono.html
    Introduzione alla Permacultura - Libro
    Bill Mollison
    Introduzione 
    alla Permacultura
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