• I falsi miti dell'agricoltura industriale

    La Rivoluzione di Dio, della Natura e dell'Uomo
    Da non perdere
    Nel suo libro postumo, Masanobu Fukuoka racconta il suo lungo percorso di consapevolezza e osservazioni scientifiche che l'hanno portato a diventare pioniere dell'agricoltura naturale. In questo lungo stralcio, l'autore denuncia la necessità di un'agricoltura a misura d'uomo, invitando i lettori a diventare «seminatori nel deserto».

    Quanto segue è quindi un estratto dal suo libro La rivoluzione di Dio, della natura e dell'Uomo. Un libro che andrebbe letto da tutti, non sono da coloro interessati alla coltivazione naturale o alla permacultura...


    La vegetazione nelle pianure senza alberi in Europa e in America è già scarsa. Nei paesi asiatici dove si pratica il taglio raso, però, la situazione è ancora peggiore e a malapena si riesce ormai a vedere il verde profondo della giungla. Le montagne sono quasi nude, con tutta la vegetazione strappata e solo alcuni alberelli lasciati qua e là. Gli alberi nelle pianure sono stati tagliati e la terra è stata ripulita per dare spazio ai campi. Con dolore mi sono reso conto di quanto sia diventato povero il suolo sotto la superficie... il deserto si sta facendo largo nella cintura agricola delle risaie.
    Possiamo ancora vedere del suolo fertile nelle regioni dove cresce il riso nelle Filippine, in Tailandia e in India. Ma sono preoccupato su quanto a lungo possa continuare la produttività di queste regioni, date le condizioni devastate delle colline delle pianure circostanti. La mia prima preoccupazione è che nell'ecosistema vegetale stiano avvenendo dei cambiamenti senza precedenti come risultato dell'uso dei fertilizzanti e delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura. Vi sono molti casi in cui varietà di piante appositamente migliorate per i prati da pascolo si sono trasformate in infestanti dannose. […]

    I danni dell'industrializzazione
    Non posso fare a meno di affermare che al momento la meccanizzazione e il pesante uso di fertilizzanti e sostanze di sintesi fanno male ai contadini. Essi sono anche la causa principale della rovina del terreno e dei popoli rurali dell'Asia. È evidente che i metodi di agricoltura e allevamento moderni stanno distruggendo la terra. Il fatto è che, sebbene in apparenza l'agricoltura moderna sembra aumentare la produzione di piante alimentari, di fatto diminuisce la produttività.
    Infatti se convertiamo i materiali e il lavoro necessario a produrre riso e orzo in energia e confrontiamo questo dato con l'energia presente negli alimenti prodotti, troviamo che negli ultimi 50 anni è avvenuto un capovolgimento drammatico. Per ogni caloria di energia investita nella produzione di riso negli Stati Uniti 50 anni fa, il raccolto prodotto conteneva 2 calorie. Nei successivi 30-40 anni, i due dati sono diventati equivalenti. "Attualmente ci vogliono addirittura 2 calorie per produrre 1 caloria alimentare!"Da quando è stato scritto questo libro, nel 1992, il dato è molto peggiorato: siamo adesso addirittura a 10 unità di energia consumate per produrne una. […] Oggi come in passato, il metodo dell'agricoltura naturale, che non usa altra risorsa energetica che non sia il lavoro umano, produce e aumenta realmente la produzione. Per fare un esempio facilmente comprensibile, con il lavoro di 20 persone si possono ottenere 600 Kg di riso su 1000 m² di terra, in 10 giornate di lavoro. […]

    L'agricoltura moderna consuma più di quanto produce
    Gli esperti agricoli credono che se si usano macchine, fertilizzanti e sostanze chimiche di sintesi in agricoltura, la produzione alimentare aumenta. In realtà si sta solo trasformando il petrolio in cibo! In passato il suolo era fertile e con il potere della natura l'energia investita veniva più che raddoppiata con le coltivazioni. Oggi, invece, più si produce e più le risorse della terra vengono erose: ne risulta una produzione negativa. Perciò quello che appare come un aumento della produzione alimentare a livello aziendale o su piano nazionale, si rivela un completo fallimento se visto su scala globale: si trasforma in un programma di riduzione della produzione. Insomma siamo come un polpo contento di ingrassare mangiando i propri tentacoli...
    Qui sta la ragione fondamentale del perché i contadini non riescono a far tornare i conti. Le lavorazioni agricole ad alta tecnologia danno l'illusione che anche se la terra perde la sua fertilità e persino in mancanza di suolo, si può continuare a produrre cibo. Ma se il petrolio dovesse scarseggiare anche solo un poco, la produzione alimentare diminuirà immediatamente in modo drastico.
    Quando avremo raggiunto il punto in cui per ottenere un'unità di energia alimentare avremo bisogno di 4 volte la stessa quantità in risorse energetiche, come farà l'umanità a rispondere al suo fabbisogno di cibo? Non esiste un metodo per aumentare la produzione alimentare che usi così tanta energia come l'alta tecnologia. Dobbiamo renderci conto che al momento chi controlla il petrolio controlla la fornitura di alimenti e il mondo intero.

    Verso una fame globale
    Il motivo per cui dico che l'agricoltura naturale è la via principale dell'agricoltura è legato al fatto che la tecnologia moderna è solo periferica, in quanto la sua produzione non solo inganna la gente con false quantità, ma mette in pericolo il futuro della Terra e dell'umanità. Anche in agricoltura, oggi, l'imperativo categorico è aumentare la velocità e far crescere la produttività, ma in realtà con le tecniche di coltivazione intensive non si crea una produzione reale né si guadagna tempo.
    Gandhi ha insegnato una via eterna per la vita: contentarsi di una ruota per filare. Se fosse qui adesso, probabilmente si impegnerebbe nella resistenza passiva contro la civiltà moderna. Uomini santi come Gesù e il Buddha sapevano che la civiltà moderna non vale un solo giglio.
    I metodi passivi sono stati molto benefici per la terra. Senza fare un granché siamo diventati bravi a fare il pane, ma con le tecniche moderne siamo diventati scarsi a fare la farina: via via che la sua qualità peggiora, diventiamo sempre più poveri. La fame globale si sta avvicinando.
    È un'illusione pensare che con i progressi nell'agronomia sia possibile un aumento della produzione alimentare. Le tecnologie che abbiamo sviluppato non fanno altro che tentare di compensare la terra fertile perduta col deteriorarsi del suolo, e il conseguente crollo di produttività.

    Stiamo uccidendo il suolo
    Su un piano globale, la tecnologia non serve per aumentare la produzione, ma solo per diminuire le perdite. Stiamo uccidendo il suolo con l'intento di salvarlo. La quantità di energia solare che si riversa sulla terra è sempre la stessa, l'energia che la gente può usare è sempre fissa. Gli sforzi per aumentarla quindi sono vani.
    L'allevamento moderno e l'industria del pesce, inoltre, hanno difetti fondamentali. Tutti pensano stupidamente che aumentando l'allevamento di animali domestici, di polli e di pesci le nostre diete saranno più ricche, ma in realtà la carne inquina la terra e il pesce il mare.
    Considerando le calorie nella produzione e nel consumo, se la gente vuole mangiare uova e latte deve lavorare il doppio che se mangiasse cereali e verdura. Se poi vuole mangiare carne, deve faticare sette volte di più. Questo perché l'attuale allevamento del bestiame è uno spreco di energia e non può essere considerata un'attività produttiva. Inoltre l'ironico risultato è che quanto più cerchiamo di aumentare l'efficienza della produzione allevando razze migliorate e più grandi, tanto più l'efficienza della produzione in realtà diminuisce, la gente lavora di più e la natura si deteriora. L'energia restituita rispetto alla quantità investita è misera: 50% per i polli, 20% per i maiali, 15% per il latte e 8% per la carne di manzo. L'allevamento del bestiame è un lavoro che in termini di energia riduce la produzione della terra a un decimo. La gente che mangia carne consuma dieci volte più energia di quella che mangia riso.

    Il rischio degli allevamenti
    In Giappone i bovini degli allevamenti sono alimentati con mais coltivato negli Stati Uniti e trasportato via nave, gli animali sono tenuti in gabbia e accuditi da persone che gli danno da mangiare giorno e notte e ne raccolgono gli escrementi. Ma la gente si rende conto fino a che punto sta depredando il suolo del continente americano? Non solo non è economico, è anche distruttivo per la vegetazione su scala mondiale. […]
    La superficie di terra necessaria per sopravvivere è 200 m² per una dieta a base di cereali, 600 m² se è a base di patate, 1500 m² se è a base di latticini, 4000 m² se è a base di carne di maiale. Se si utilizzano tutte le calorie dalla carne, occorrono 10.000 m²!
    Facendo un calcolo approssimativo, se tutti gli abitanti del mondo mangiassero carne bovina non solo non ci sarebbero margini per l'aumento della popolazione, ma di fatto l'umanità si troverebbe davanti alla morte per fame. Se la dieta fosse a base di carne di maiale, a soffrire di fame sarebbe il 30% della popolazione. Con una dieta a base di patate, la popolazione potrebbe raddoppiare e riuscire ugualmente ad alimentarsi, mentre con una dieta a base di riso potrebbe aumentare di 5-6 volte senza difficoltà.
    Se si guarda all'Africa, all'Australia, al Nord America, all'India, al Nepal e al Medio Oriente, risulta evidente che la terra è in rovina a causa dell'intenso pascolo bovino e che la vegetazione sta scomparendo.

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    segnaliamo una recensione interessante dai nostri amici di Josaya QUI

    per approfondire consigliamo inoltre la visione del documentario Fast Food Nation e di Un Equilibrio Delicato - altri documentari sono disponibili QUI [in continuo aggiornamento!!]

    un'altra lettura interessante è il libro "I padroni del cibo"

    Sulla pagina facebook, abbiamo creato un album in cui inseriremo immagini e descrizioni relative all'agricoltura naturale e alla Permacultura. Troverete anche estratti dal libro. Buona lettura!!


    PER SAPERNE DI PIÙ... PARTECIPA!
    Dal 18 al 21 aprile presso Il Casone - Valle dell'Aniene (RM), uniremo i saperi, le competenze e le esperienze di più o meno esperti, tra cui Luciano Furcas!, per realizzare insieme e in allegria un orto in permacultura.

    La progettazione in permacultura permette di connettere gli elementi e di avvalersi di tecniche e pratiche prese in prestito da altre discipline.

    Un'opportunità di condivisione e partecipazione, nata dall'esperienza unita all'intenzione di Mani nella Terra, degli amici dell'Associazione Culturale Tavola Rotonda e del Movimento per la Decrescita Felice Roma, che riconosce le esigenze del momento e la volontà di apprendere con una modalità che vada oltre l'aspetto teorico e coinvolga i partecipanti, trasmettendo nozioni direttamente sul campo e... dal campo!
    Info: www.maninellaterra.org/p/orto-in-permacultura-2013.htmlpermacultura@maninellaterra.org

    Altri corsi
    - laboratorio pratico di costruzione di un forno in terra cruda
    corso certificato di progettazione in Permacultura con Saviana Parodi
    Per rimanere aggiornato sugli eventi compila il form qui www.maninellaterra.org/p/eventi.html


    Bibliografia di base
    (bibliografia permacultura completa QUI)
    acquistando su Macrolibrarsi ed inserendo il codice partner 3173
    potrai inoltre sostenere Mani nella Terra, scopri di più
    www.maninellaterra.org/p/sostienici-acquistando-su.html
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