• Un anno di impegno delle Donne

    direttamente dal sito di senonoraquando.eu riporto l'articolo pubblicato dal Comitato Vallo di Diano in occasione del primo anniversario di questo movimento. 
    ricordiamo prima cosa è accaduto il 13 febbraio 2011:


    È il nostro primo compleanno, un anno intenso di lavoro che ha visto protagoniste donne che per la prima volta hanno preso la parola in iniziative pubbliche, ma, soprattutto, donne che per la prima volta hanno fatto volare in alto i propri pensieri. Grazie ad uno slogan di felice intuito, “Se non ora, quando?”, ci siamo messe in gioco, perché la risposta a questa semplice domanda doveva essere necessariamente “Adesso”.


    Il nostro tempo, ora, ci induce ad andare avanti, convinte, come siamo, che lavoreremo per delineare un percorso su cui tante altre donne potranno ritrovarsi. Il nostro agire collettivo consentirà di tradurre in proposte e progetti quelle parole che, sommessamente pronunciate il 13 febbraio scorso, via via sono diventate più chiare e comprensibili nella loro prorompente sonorità. L’Italia non può fare a meno dello slancio ideale, della passione e delle energie di tante di noi, che vogliono dare il proprio contributo affinchè anche il nostro diventi un Paese per donne.

    Siamo consapevoli che occorra un impegno comune in tal senso, come pure siamo coscienti di dover realizzare questa grande aspirazione con gli strumenti già esistenti e con altri che verremo ad acquisire. In questi giorni ci è arrivato un importante segnale, in base al quale presto potremo utilizzarne uno nuovo: la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato il disegno di legge sulla doppia preferenza. Con tale provvedimento normativo si riuscirà a consentire una maggiore presenza delle donne in politica: nel voto amministrativo, difatti, potranno esprimersi due preferenze, a condizione che la seconda sia per persona di genere diverso dalla prima; nel contempo si verrà a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte delle regioni e degli altri enti locali, senza essere costrette a ricorrere di volta in volta alla magistratura amministrativa.
    Un gran bel regalo per il nostro primo compleanno, frutto del lavoro tenace di tante donne che prima di noi si sono rese protagoniste nel perseguimento di questa conquista democratica. Saremo al loro fianco, come loro al nostro, in un percorso di sempre maggiore consapevolezza sugli obiettivi prioritari che stanno a cuore di noi tutte. Ci prodigheremo strenuamente nella difesa della dignità di ognuna, nel lavoro, nella scuola, nell’esercizio dei diritti civili, come pure nella tutela della vita contro ogni tipo di violenza, in nome di tutte, perché solo così riusciremo a rendere l’Italia un Paese normale per tutte e conseguentemente per tutti.
    Buon compleanno a noi, a chi oggi sente di voler festeggiare insieme a noi e a quelle donne che da domani cammineranno al nostro fianco.



    altri link per SNOQ:


    ma il movimento delle donne non è solo in Italia!!
    guarda anche questo video:

    Ed inoltre: il 7 febbraio il movimento "188 donne per la legge 188" ha raggiunto le 188 firme per la petizione al Ministro Fornero per il ripristino della legge 188/2007 sulle dimissioni in bianco. Il prossimo 23 febbraio vi saranno una serie di iniziative, sempre in tutta Italia, e una Conferenza stampa a Roma per difendere la dignità e l'autonomia NON solo femminile. 
    In breve, la legge 188 del 17 ottobre 2007 era nata per impedire la pratica delle finte dimissioni volontarie, le dimissioni “in bianco”, fatte firmare al momento dell’assunzione per aggirare il divieto di licenziamento che vige nel nostro ordinamento in assenza di giusta causa e giustificato motivo (il famoso art.18 dello statuto dei lavoratori). È una pratica che colpisce soprattutto le donne (che si sposano o gravide) e che si può considerare, in termini generali, un abuso contro lo Stato di diritto.
    La legge 188 aveva una funzione preventiva: le dimissioni volontarie, per qualunque tipologia di rapporto di lavoro, dovevano essere date esclusivamente su moduli numerati progressivamente. Avendo una scadenza di quindici giorni, i moduli non potevano essere compilati prima del loro utilizzo. Era una legge semplice ed efficace, priva di costi. Quando fu  presentata si cercò il consenso delle donne di centro sinistra e di centro destra. Venne votata all’unanimità alla Camera e a maggioranza al Senato, dove l’opposizione principale fu condotta dall’allora senatore e oggi Ministro del lavoro Maurizio Sacconi.
    La riconquista della legge 188 oggi avrebbe il significato simbolico straordinario di riaffermazione della libertà contro ogni forma di soggezione e costrizione: ciascuna donna e ciascun uomo deve essere artefice della propria vita e delle proprie scelte, particolarmente delle scelte procreative che solo uno spirito illiberale e incapace di immaginare il futuro può contrapporre al lavoro. - Le 188 firmatarie.
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