è necessario far sapere che il referendum sul nucleare, fino alla firma di Napolitano e alla pronuncia della Cassazione, è ancora in piedi. il referendum non è né di destra né di sinistra, è un diritto del popolo Italiano. l'articolo che propongo, ispirato ad un articolo uscito su "Internazionale", è esclusivamente a scopo informativo, e non intende suscitare alcun tipo di reazione a carattere politico. Questi sono i fatti.

• Nel 1987, un anno dopo l'incidente di Cernobyl (video), gli italiani votarono un referendum che sancì la diminuzione graduale e infine la sospensione della produzione di energia nucleare.
Nel 2007, durante la campagna elettorale, Berlusconi annunciò l'intenzione di voler tornare alla produzione di energia nucleare, nel quadro di una strategia energetica nazionale.

All’epoca Berlusconi non era stato l’unico a sostenere la necessità di un ritorno al nucleare. Anche alcuni importanti esponenti del Partito democratico (Pd), appena fondato, si erano espressi a favore. Un cablogramma pubblicato lo scorso 22 marzo 2011 da Wikileaks ha rivelato che Pier Luigi Bersani, l’attuale segretario del Partito democratico, che nel 2007 era in carica come ministro dello sviluppo economico nel governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi, aveva aperto uno spiraglio al ritorno del nucleare attraverso un accordo sulla Global Nuclear Energy Partnership (GNEP) con il segretario per l’energia statunitense di allora, Samuel Bodman.

per i contenuti del discorso:traduzione italiana affiancata http://ki.noblogs.org/?p=2641
documento originale su Wikileaks http://www.wikileaks.ch/cable/2007/12/07ROME2438.html

Anche Walter Veltroni, l’ex sindaco di Roma che nel 2008 è stato il primo candidato del Pd per la presidenza del consiglio,nel suo programma elettorale si era detto pronto a discutere l’idea di un ritorno alla produzione di energia atomica di quarta generazione.

         Dopo Fukushima

Dopo l’incidente della centrale di Fukushima, in Giappone, Bersani e il Pd hanno fortemente ridimensionato il loro sostegno al nucleare. Fukushima ha dato nuova forza al movimento antinucleare e ha radunato intorno al no all’energia atomica un’opinione pubblica che nel corso degli anni si era gradualmente spaccata.

Nel 2008, il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, prima di essere costretto alle dimissioni a causa di uno scandalo di corruzione, annunciò che il governo intendeva costruire la prima delle nuove centrali nucleari entro il 2013 (video). Il 24 febbraio del 2009 è stato siglato un accordo tra la Francia e l’Italia per permettere agli italiani di usufruire delle conoscenze degli esperti francesi in materia di progettazione delle centrali. Il 9 luglio del 2009 l’Italia ha approvato un disegno di legge sull’energia che prevedeva l’istituzione di un’Agenzia per la sicurezza nucleare e concedeva al governo sei mesi per individuare i siti dove costruire le nuove centrali (legge 99/2009 art. 29). - "Internazionale" riporta che questi siti non sono ancora stati selezionati, in internet girano diverse immagini, ma nessuna fonte certa. - Il 3 agosto del 2009 l’Enel, il gigante italiano dell’energia, ha concluso un ac­cordo con Électricité de France (pdf) per la creazione della joint venture Sviluppo Nu­cleare Italia. Il compito della società è studiare la possibilità di costruire almeno quattro reattori usando un progetto dell’azienda francese Areva, la più importante del mondo in questo settore.

         La moratoria nucleare

Tutto sembrava procedere in maniera fluida fino al 2010, quando l’Italia dei Valori depositò una proposta di referendum abrogativo in merito all’abrogazione della norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare” e di impianti di fabbricazione del combustibile. In seguito anche agli eventi di Fukushima, il governo attuale ha introdotto la moratoria (decreto legge 34/2011). Il 26 apri­le del 2011, nel giorno del venticinquesimo anniversario dell’incidente di Cernobyl, Berlusconi ha tenuto una conferenza stam­pa a Roma (video) insieme al presidente francese Nicolas Sarkozy, in cui ha chiarito una volta per tutte le intenzioni del governo: «siamo assolutamente convinti che l’energia nu­cleare sia il futuro per tutto il mondo» (0:00-0:06). Ha inoltre ammesso che la collaborazio­ne tra Enel ed Edf andrà avanti e che «il governo, responsabilmente, ha ritenuto di introdure questa moratoria per far sì che si chiarisca la situazione giapponese e per far sì che magari dopo un anno o due si possa tornare ad avere un'opinione pubblica consapevole» (01:55-02:13).

Ora... sapevi che Germania, Giappone ed anche la Svizzera stanno facendo un passo indietro sul nucleare proprio come era successo nel nostro Paese nel 1987? 

I referendum sul nucleare, la privatizzazione dell'acqua e il legittimo impedimento sono ancora in programma. Solo la corte di cassazione, con una senten­za dell’ultimo minuto, potrebbe decidere di cancellare quello sul nucleare.

Per ognuno dei quesiti i promotori hanno dovuto raccogliere 500mila firme, e i referendum saranno validi solo se andrà a vo­tare il 50 per cento più uno degli aventi di­ritto. Negli ultimi dieci anni nessun refe­rendum ha raggiunto il quorum. 

Divulghiamo l'informazione, facciamoci promotori della campagna pro referendum!


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