• "Biyo" è amore, lo dice anche la musica


    Una tanica gialla di plastica, riciclata, con impiantato un cono
    cosicché diventi altoparlante: scatola magica con un cuore sonoro che racconta storie d'acqua e d'amore, di viaggio e di deserti, di foreste minacciate dall'uomo e di città che pulsano vita, di guerre vicine e lontane, e ancora di acqua dolce e acqua salata del mare.

    Saba, cantautrice italo-etiope, nata in Somalia, ha chiamato Biyo il suo album uscito a febbraio 2010. Biyo significa acqua, e acqua è Amore, elemento vitale. Questo album è frutto di un lavoro discografico pensato, sentito, e realizzato proprio intorno alle tematiche dell'acqua.

    E se l'acqua è l'elemento che si offre come filo conduttore in questo viaggio musicale, nel brano di apertura "Biyo", Saba racconta il cuore liquido dell'Etiopia, che pure vive in uno stato di continua emergenza idrica. Le processioni colorate di uomini, donne e soprattutto bambini che con taniche gialle si recano quotidianamente alle fonti, ai pozzi, ai fiumi, per procurarsi la razione del prezioso elemento, ci ricordano che l’acqua è simbolo di vita, nascita e guarigione.


    Saba intreccia la sua voce con quella di Amref, partner morale del progetto discografico, per ribadire attraverso la musica che l'Acqua è vita e rendere universalmente accessibile tale risorsa, è un doveroso atto d'amore.

    moderno ed originalissimo, cantato in amarico, inglese, somalo e italiano, Biyo è intriso del viaggio compiuto in Etiopia, dove Saba ha collaborato con musicisti di Addis Abeba che, grazie ai loro strumenti antichi, uniti ai preziosi contributi di altri importanti musicisti - Martino Roberts (basso), Cheikh Fall (kora, djembè) Tatè Nsongan (chitarra) Salvio Vassallo (batteria), hanno magicamente forgiato l’effervescente mescolanza sonora che caratterizza l’album.
     
    BIYO Track-list: 1)Biyo; 2)Welcome; 3)Solomon; 4)Acqua di mare; 5)Amal Fatah; 6)Yet Nou; 7)Crowded Desert; 8)Djibouti Road; 9)My father was a soldier; 10)Forest; 11)Weha.


    Note: la foto di copertina, scattata dall'artista Aida Muluneh, è ambientata nel mercato di Addis Abeba, proprio nell'area di recupero e riciclo delle taniche gialle distribuite poi a milioni di Africani in cammino.
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